Lotta al virus

Vaccini, dal 1° dicembre al via la terza dose per gli over 40

La condizione è che siano passati sei mesi dalla fine dal completamento del ciclo primario. La dose “booster” verrà effettuata con un vaccino a m-Rna

di Marzio Bartoloni

Speranza: "Dal primo dicembre terza dose per la fascia 40-60 anni"

3' di lettura

Altri 15 milioni di italiani tra i 40 e i 59 anni già vaccinati con due dosi si preparano alla nuova iniezione dal prossimo 1 dicembre. A patto che siano passati sei mesi dalla fine dal completamento del ciclo primario, con la dose “booster” che verrà effettuata esclusivamente con un vaccino a m-Rna (Pfizer o Moderna).

Dopo i 17 milioni di vaccinati over 60 già invitati alla terza dose - finora l’hanno fatta in 2,5 milioni - il Governo dunque ha deciso di bruciare le tappe e, primo Paese in Europa (e non solo) apre il nuovo round di vaccinazioni anche a tutti gli over 40: nel resto del mondo a parte Israele con i richiami si è arrivati infatti al massimo agli over 50.

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L’annuncio è del ministro della Salute Roberto Speranza: «Facciamo un ulteriore passo in avanti - ha detto ieri in un question time alla Camera - perché riteniamo che la terza dose sia un tassello essenziale della nostra strategia di contrasto al covid». Si guarda infatti con la necessaria attenzione all’aumento dei casi e, argomenta ancora Speranza, l’auspicio è quello che con una accelerazione sulle terze dosi sarà più facile affrontare «una coda dell’autunno e un inverno che sono ancora una sfida aperta e non semplice da gestire». L’Italia deve fare infatti i conti con una curva epidemiologica che continua a crescere, anche se non all’impazzata come in altri Paesi europei. Nelle ultime 24 ore si è registrata una impennata di casi - 7.891 quasi 2mila in più del giorno prima - con 60 decessi e un tasso di positività all’1,6%. La pressione sui reparti ospedalieri cresce però in maniera minima: il saldo dei ricoveri fra dimessi e nuovi malati è di +11, quello delle terapie intensive +2, con 34 ingressi giornalieri.

Ma le novità non finiscono qui: lo stesso Speranza ha annunciato che se ce ne sarà bisogno potrebbe di nuovo essere ridotta la durata del green pass a 9 mesi come in principio: «L’estensione fino a 12 mesi potrà essere rivista in futuro se emergeranno nuovi dati o studi». Mentre sempre ieri il Senato ha dato l’ok alla fiducia al decreto sull’obbligo di green pass nei luoghi di lavoro dove tra le novità introdotte c’è la semplificazione dei controlli che scattano per i lavoratori del settore privato: ora potranno chiedere di consegnare al proprio datore di lavoro una copia del green pass. Così facendo, saranno «esonerati dai controlli da parte dei datori di lavoro», per tutta la durata della validità della certificazione. La norma entrerà in vigore dopo il via libera al provvedimento anche da parte della Camera.

In arrivo infine la proroga dell’obbligo vaccinale per i sanitari e il personale che lavora nelle Rsa, che riguarderà dunque anche la terza dose dopo quello relativo al primo ciclo di vaccinazione. Ieri Speranza ne ha parlato agli altri ministri durante la cabina di regìa che ha anticipato il consiglio dei ministri e quindi la norma potrebbe arrivare presto in un nuovo provvedimento che dovrebbe estendere anche l’obbligo di green pass al 2022.

La proroga dell’obbligo vaccinale nasce dall’aumento dei contagi tra il personale sanitario (il primo a vaccinarsi : già a fine ottobre si è infatti registrato un aumento dei casi mentre l’adesione alla terza dose non decolla (finora solo il 20% dei sanitari ha ricevuto la terza iniezione).

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