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Vaccini anti-Covid, Esercito e Protezione civile in campo per accelerare la logistica

La Difesa punta su 200 presidi mobili. Articolazione militare d’intesa con le Asl

di Marco Ludovico

In Italia 500mila invisibili fuori piano vaccini

3' di lettura

Il rilancio del piano vaccini passa subito da una doppia mossa per l’organizzazione sul territorio. Con un rinnovo della logistica, per usare il gergo degli addetti ai lavori. Le due direttrici puntano sul ruolo della Protezione Civile e i risultati operativi della Difesa, Esercito in particolare. Un’azione, del resto, condivisa con le Regioni e le aziende sanitarie locali. Di certo l’input del presidente del Consiglio, Mario Draghi, è inesorabile. La vaccinazione di massa è una priorità assoluta. Bisogna spingere al massimo.

Così al dicastero guidato da Lorenzo Guerini si corre. Subito intervenuta fin dall’inizio della pandemia, la Difesa ha dimostrato la capacità di allestire in pochi giorni un ospedale Covid-19 in Lombardia da 56 posti. Il 21 febbraio 2020 è la data di inizio dell’emergenza coronavirus, l’ospedale dell’Esercito era già pronto il 5 marzo.

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Il nuovo modello sul territorio

Gli interventi sono stati innumerevoli su tutto il territorio. Oltre al ministro Guerini, la catena di comando ha tenuto in fibrillazione il capo di Stato maggiore Difesa, Enzo Vecciarelli; il numero uno del Coi (comando operativo interforze) Luciano Portolano; il capo di Stato maggiore Esercito, Salvatore Farina; il comandante del Logistico Esercito, Francesco Figliuolo; l’Ispettorato generale della sanità militare.

L’evoluzione del sistema ora già si intravede. Da Aosta e Trapani fino a Sigonella si prefigura un’articolazione militare, provincia per provincia, in grado di dare un contributo significativo per i vaccini. Sempre e solo - viene ricordato di continuo - su richiesta e d’intesa con le Asl.

A Roma, città della Cecchignola, è nato il nuovo modello. Partito il 22 febbraio, inaugurato dal ministro della Difesa, destinato a uomini e donne con le stellette per estendersi subito ai civili. Capacità fino a 2.500 vaccini al giorno con 40 medici e 70 infermieri delle forze armate e Asl, in collaborazione con l’istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani. Un tassello dell’operazione Eos: nelle prossime settimane sono in arrivo a Pratica di Mare 1.772.264 di dosi di vaccino AstraZeneca.

La rete delle stazioni mobili

Ma la visuale va allargata. Con il coordinamento del Coi nei mesi scorsi sono stati allestiti in tutta Italia 147 stazioni mobili chiamati «drive through» con un bilancio di oltre 1.500.000 tamponi fatti. Questi presìdi sanitari militari adesso possono diventare fondamentali per il raddoppio delle funzioni: farsi riferimento per la vaccinazione sul territorio così come lo sono stati per i tamponi. Alla Difesa si stima di poter arrivare fino a 200 presìdi. Il centro riconvertito alla Cecchignola, allestito in tre settimane dal comando Logistico dell’Esercito, è operativo dalle 7:00 alle 20:00 su due turni.
Per i civili, una parte è destinata agli ultraottantenni e le persone con difficoltà motorie; l’altra al resto della cittadinanza.

Cresce il peso della Protezione civile

In questo scenario potrà assumere un ruolo più che strategico la Protezione civile guidata da Angelo Borrelli. Il suo compito per antonomasia è il coordinamento delle amministrazioni e gli altri soggetti sul territorio in caso di emergenze. Tanto che gli interventi della Difesa fin qui svolti con le Regioni sono stati attivati d’intesa con il dipartimento guidato da Borrelli.

A breve si farà una valutazione operativa: se, quando e come, nelle Regioni dove è necessario, la Protezione potrà intervenire a sostegno della distribuzione dei vaccini. Tenuto conto, del resto, della disponibilità di oltre 300mila volontari del sistema di protezione civile, un’articolazione operativa preziosa, intanto, proprio per eventuali carenze di natura logistica.

Al tavolo del comitato operativo della Protezione siedono tutti i ministeri interessati - interlocutore fondamentale è quello della Salute - le Regioni, le aziende dei servizi essenziali. Interventi di coordinamento, sostegno e supporto sui territori per avviare e sollecitare la distribuzione dei vaccini sono più che probabili.
Nel Lazio intanto si parte a breve con Stazione Termini, aeroporto di Fiumicino e Auditorium Parco della Musica.

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