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Vaccini ai bambini al via dal 16 dicembre. Tra 6 e 10 anni il doppio dei casi Covid

Tra i no vax l’incidenza dei casi di Covid è il triplo rispetto ai vaccinati mentre tra i bimbi sotto gli 11 anni, in particolare nella fascia d’età tra i 6 e i 10 anni, è praticamente il doppio rispetto alle fasce d’età che si sono immunizzate

di Marzio Bartoloni

Vaccino anti-Covid ai bambini dai 5 agli 11 anni

4' di lettura

Tra i no vax l’incidenza dei casi di Covid è il triplo rispetto ai vaccinati mentre tra i bimbi sotto gli 11 anni, in particolare nella fascia d’età tra i 6 e i 10 anni, è praticamente il doppio rispetto alle fasce d’età che si sono immunizzate. Eccola l’ultima istantanea della pandemia che in questo momento sembra colpire soprattutto i no vax e i bambini esclusi finora dalla vaccinazione che però, dopo il via libera dell’Aifa di mercoledì, dal 16 dicembre potranno ricevere le prime iniezioni.

Ieri il commissario Figliuolo ha infatti annunciato l’arrivo di 1,5 milioni di dosi del vaccino Pfizer per i bambini (sono calibrati con un terzo della dose normale): si tratta di una prima tranche che sarà integrata a gennaio e che sarà resa disponibile a partire dal 15 dicembre, così che gli hub che attiveranno in diversi casi percorsi e orari ad hoc saranno in grado di procedere alla vaccinazione dei bambini a partire appunto dal giorno dopo, il 16 dicembre. Con le prenotazioni che in alcune Regioni cominceranno a scattare già qualche giorno prima.

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Che il vaccino tra i più piccoli sia diventato un passo non più rinviabile lo dimostrano i numeri, anche a livello regionale, messi in fila dall’ultimo aggiornamento pubblicato dall’Associazione italiana epidemiologia. Un report che mette a confronto non solo l’incidenza dei casi tra vaccinati e non vaccinati, ma monitora anche la diffusione del Covid per fasce d’età restituendo una fotografia molto nitida dell’epidemia. Due i dati evidenti raccontati dall’Aie: il primo è che nell’ultima settimana monitorata (15-21 novembre) l’incidenza di casi calcolata per 100mila abitanti tra i non vaccinati è stata di ben 2,9 volte quella dei vaccinati, con il picco tra gli 11 e i 18 anni dove l’incidenza dei non vaccinati è addirittura 5 volte quella di chi si è immunizzato nella stessa fascia d’età.

Il secondo dato allarmante è quello relativo al boom dei contagi tra i bambini visto che «l’aumento dei nuovi casi interessa tutte le classi di età, ma - avverte l’Aie - è particolarmente marcato nel gruppo di età 6-10 anni, dove l’incidenza supera il valore di 250 per 100.000 abitanti».

INCIDENZA COVID PER CLASSI DI ETÀ
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Si tratta di un valore che praticamente per la settimana monitorata è il doppio, e a volte anche di più, rispetto a quello registrato nelle fasce d’età dove oggi è consentita la vaccinazione. In alcune Regioni poi il picco di contagi in questa fascia d’età è ancora più alto: in Veneto l’incidenza tra i 6 e i 10 anni è di 444 casi ogni 100mila abitanti e in Friuli addirittura 591. «È normale che la pandemia si sia diffusa in questa fascia d’età dove ancora non c’è la vaccinazione e dove è alta la socializzazione, soprattutto a scuola. E penso che pesi anche il fatto che stiano rallentando molte precauzioni individuali», avverte Stefania Salmaso epidemiologa dell’Aie ed ex direttrice del Centro nazionale di epidemiologia dell’Iss. «Del resto anche le sindromi influenzali in questa fascia d’età - avverte Salmaso - stanno schizzando già all’inizio del periodo di sorveglianza invernale».

Sul vaccino ai bimbi l’epidemiologa sottolinea come questo «vada fatto perché innanzitutto dà un vantaggio al bambino stesso perché anche se più rare le complicazioni ci sono anche in questa fascia d’età». Mentre sull’ipotesi di un obbligo vaccinale per tutti Salmaso parla di «ultima spiagga». «Noi - dice - siamo un Paese dove già ci sono obblighi vaccinali, quindi non è un tabù, ma la considero una possibile ultima risorsa».

Intanto volano le terze dosi che hanno abbondantemente superato i 7 milioni di immunizzati e viaggiano ben sopra le 300 mila sommministrazioni al giorno (il picco massimo è stato mercoledì con 390mila iniezioni) mentre ci si prepara a una nuova prova con le vaccinazioni dei bimbi tra i 5 e gli 11 anni a partire dal 16 dicembre.

Le Regioni si stanno organizzando con hub dedicati, dove si preparano a scendere in campo anche clown e intrattenitori. Anche se Paolo Biasci, presidente della Federazione italiana medici pediatri, sottolinea come «lo studio dei pediatri di fiducia sia l’ideale. In ogni caso la cosa migliore è quella di creare una offerta che garantisca l’accesso più ampio possibile, consentendo ai genitori di poter scegliere.

Per le famiglie la cosa migliore è avere più opzioni». E mentre la campagna ingrana l’avanti tutta sulla terza dose, già si pensa alla quarta, con l’amministratore delegato di Pfizer, Albert Bourla, che ieri alla Bbc ha ipotizzato che il richiamo «potrebbe diventare annuale».

Infine sul tema dell’obbligo vaccinale per i medici ieri il Consiglio di Stato ha ribadito la legittimità della norma e nel provvedimento con cui respinge il ricorso presentato da un dottore non immunizzato, sottolinea ancora una volta «la prevalenza del diritto fondamentale alla salute della collettività rispetto a dubbi individuali o di gruppi di cittadini sulla base di ragioni mai scientificamente provate».

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