Emergenza coronavirus

Vaccini: Campania, Calabria e Sicilia in ritardo sugli anziani ma sopra la media per i 50enni

La Regione guidata da De Luca terzultima per over 80 vaccinati ma prima nella fascia 50-59 anni. Il governatore: cifre fuorvianti, l’adesione è volontaria

di Riccardo Ferrazza

Coronavirus, i vaccinati al 6 maggio 2021

3' di lettura

Il caso più evidente è quello della Campania: la Regione è in ritardo sulla vaccinazione da assicurare alla popolazione sopra gli 80 anni, indicata come categoria prioritaria dal piano vaccinale del governo perché più a rischio nella pandemia da Covid, ed è però prima per percentuale di dosi distribuite nella fascia tra i 50 e 59 anni. È una trendenza che si ritrova anche in altre regioni del Mezzogiorno, come Sicilia e Calabria: ultime per capacità di somministrare vaccini ai propri residenti sopra i 70 anni ma sopra la media nazionale per chi non ne ha compiuti ancora 60. Dietro queste anomalie, è una delle spiegazioni delle Regioni, c’è in generale la ritrosia di una parte degli anziani ad aderire alla vaccinazione (i “riottosi”) e in particolare la diffidenza nei confronti di AstraZeneca.

La Campania sale in classifica quando si scende d’età

Per il presidente della Campania Vincenzo De Luca quelle sulle vaccinazioni agli anzaini sono «cifre totalmente fuorvianti». De Luca ha fatto sapere di aver chieso al commissario all’emergenza Covid Paolo Figliuolo e al ministero della Salute «di correggere la comunicazione relativa alla vaccinazione degli ultraottantenni». Secondo i dati elaborati da Lab 24 la Campania ha somministrato la prima dose di vaccino al 79,4% della popolazione tra gli 80 e 89 anni, nove punti sotto la media nazionale, ed è terzultima nella graduatoria delle regioni, chiusa da Calabria (72,4%) e Sicilia (ultima con il 72%).

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La Campania risale la classifica man mano che si scende con l’età: nona nella fascia 70-79 anni (prima dose al 66,3%, in linea con la media nazionale); quarta nella fascia 60-69 anni (prima dose al 48,1%, quasi dieci punti in più rispetto alla media nazionale) e poi prima nella fascia 50-59 anni, classe d’età nella quale un quarto dei campani ha ricevuto una dose di vaccino (+5,4% rispetto alla media nazionale).

I numeri contestati da De Luca

Ma per De Luca «va chiarito che l’adesione alle vaccinazioni è assolutamente volontaria». Quindi «l’informazione corretta relativa alla percentuale degli ultra 80enni, ultra 70enni e ultra 60enni vaccinati, non può che essere quella relativa a chi ha accettato di fare la vaccinazione, non alla percentuale Istat di popolazione. L’unica vaccinazione obbligatoria è quella degli operatori sanitari, per i quali siamo oltre il 99%».

Anche sulla campagna vaccinale campana può aver avuto un peso la diffidenza della popolazione nei confronti di AstraZeneca: l’ultimo episodio è quello registrato il 4 maggio nell’hub vaccinale della Mostra d'Oltremare, a Napoli, quando tra gli ultrasessantenni che erano stati convocati per ricevere AstraZeneca, come da disposizioni nazionali, molti hanno preteso Pfizer o Moderna a suon di insulti e minacce verso il personale.

Sicilia e Calabria

La Sicilia e la Calabria sono ultime nella graduatuatoria dei vaccini distribuiti ai più anziani (fascia 80-89 anni): lontane dalle media nazionali sia per percentuale di prima dose (88,2%) che per ciclo vaccinale completato (72,4%): in Calabria solo il 72,4% ha ricevuto la prima iniezione, poco meglio della Sicilia (72%). Tra gli 80-89enni i vaccinati sono in Calabria il 57,4% e il 52,4% in Sicilia (-30,3% rispetto all’Emilia-Romagna, prima in classifica). Non va meglio nelle due regioni meridionali nella fascia 70-79 anni (Calabria terzultima per percentuale di prime dosi, Sicilia ancora ultima).

Poi, però, i rapporti si rovesciano quando si scende con l’età: nella fascia 60-69 anni la Calabria è ottava per capacità di somministrazione di prime dosi e sesta per percentuale di vaccinati; la Sicilia rispettivamente undicesima e addirittura quarta. Ma anche nella classe 50-59 anni le due Regioni risultano sopra la media nazionale per persone vaccinate.

«Non è vero che in Sicilia non ci occupiamo degli ultra 80enni - ha commentato il presidente della Regioni Nello Musumeci - . Per un mese abbiamo lanciato appelli per fare il vaccino, ma molti sono riottosi verso AstraZeneca, mentre tanti cittadini di diverse fasce di età ci invitano ad accelerare e non possiamo certo aspettare che gli incerti si convincano». La Sicilia ha aperto il 6 maggio le prenotazioni nella fascia 50-59 anni.

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