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Vaccini Covid bloccati dalla logistica: l’India taglia la produzione

Per il Serum Institute, leader mondiale negli immunizzanti, la domanda di fiale è inferiore all’offerta

di Gianluca Di Donfrancesco

In fila al centro di vaccinazione di Kya Sands, sobborgo di Johannesburg (Sudafrica)

2' di lettura

L’India non riesce a esportare tutti i vaccini Covid che produce: le difficoltà logistiche nei Paesi che più ne hanno bisogno stanno ritardando la distribuzione dei farmaci, secondo quanto affermato dal Serum Institute of India, il più grande produttore al mondo di immunizzanti.

Il gruppo realizza i vaccini AstraZeneca, Novavax e Sputnik. Qualche giorno fa ha annunciato l’intenzione di dimezzare temporaneamente la produzione di AstraZeneca (250 milioni di dosi al mese, distribuite in India sotto il nome di Covishield), fino a quando non arriveranno ordini più consistenti, magari per effettuare i richiami.

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Il programma Covax

Il Serum Institute era anche il produttore di riferimento della piattaforma Covax, sostenuta dalle Nazioni Unite per l’equa distribuzione dei vaccini nelle aree più povere del mondo. A marzo del 2021, il colosso ha però dovuto sospendere le consegne programmate per far fronte all’emergenza scoppiata in India. Le spedizioni sono ripartite a fine novembre. Da allora, Covax, che ha un’opzione per acquistare fino a 550 milioni di dosi Covishield, è diventato meno dipendente dal Serum Institute e ha ordinato solo 40 milioni di dosi.

Accelerare la somministrazione

«L’offerta mondiale di vaccini è sufficiente, ciò che richiede tempo è somministrarli alle persone», ha detto ieri l’amministratore delegato del Serum Institute, Adar Poonawalla, intervenendo a una conferenza virtuale della Confederazione dell’industria indiana. Sulla stessa linea Vinod Kumar Paul, che guida le task force indiane sul Covid e i vaccini. «L’India è in grado di offrire i farmaci, ma il dibattito dovrebbe essere su come accelerare le consegne e aumentare la capacità di assorbimento in molti Paesi, in particolare in Africa», ha affermato.

Solo l’8% della popolazione africana (1,3 miliardi) è completamente immunizzato. Le autorità sanitarie del continente hanno denunciato alla fine di novembre che molti Paesi sono alle prese con ostacoli logistici (allestire e rifornire centri di vaccinazione, organizzare le campagne di immunizzazione, informare la popolazione) che bloccano la somministrazione.

I produttori indiani dei tre principali vaccini autorizzati hanno ricevuto ordini per circa 252 milioni di dosi a novembre. Possono produrne più di 345 milioni al mese. E ormai più della metà della popolazione indiana adulta ha ricevuto due iniezioni (l’86% almeno una).

Il nodo dei brevetti

Insieme al Sudfarica, da oltre un anno l’India chiede con forza la sospensione dei brevetti sui vaccini anti-Covid (e altri dispositivi medicali), considerandola la strada maestra per arrivare a una distribuzione davvero equa. Sul fronte opposto la Ue, che propone di allentare le restrizioni all’export, aumentare la produzione e semplificare le regole esistenti.

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