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Vaccini diversi: il mix è sicuro, ma dà più sintomi immediati

I primi risultati sulla sicurezza dello studio inglese Com-Cov, nel quale sono stati previsti assortimenti di Vaxzevria, Moderna, Novavax e Pfizer-BionTech, confermano che non ci sono controindicazioni

di Agnese Codignola

(Imagoeconomica)

I punti chiave

  • Lo studio Com-Cov
  • I risultati
  • Le risposte che ancora mancano

2' di lettura

Molti paesi stanno ipotizzando assortimenti di vaccini diversi per produttore, ma anche per tipologia. Se ci fosse questa possibilità, infatti, si potrebbero ulteriormente accelerare le campagne vaccinali e ottimizzare i protocolli di somministrazione per tipo di popolazione. Per esempio, si potrebbero proporre richiami diversi dal vaccino AstraZeneca nelle donne giovani che abbiano ricevuto Vaxzevria come prima dose, anche solo per rassicurare e convincere più persone a vaccinarsi.

Lo studio Com-Cov

L'Università di Oxford, a tal fine, ha lanciato a inizio 2021 lo studio Com-Cov, nel quale sono stati previsti assortimenti di Vaxzevria, Moderna, Novavax e Pfizer-BionTech, sia su (oltre mille) persone che siano già state vaccinate con la prima dose di Vaxzevria, sia su (oltre 800) persone che non abbiano ricevuto alcuna dose.

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I risultati

E ora Lancet pubblica i primi risultati disponibili: quelli sulla sicurezza dell'assortimento tra Pfizer-BionTech e Vaxzevria in soggetti non vaccinati. In entrambi gli schemi, e cioè sia tra chi ha ricevuto la prima dose di Pfizer-BionTech poi la seconda di Vaxzevria e viceversa, non sono emersi elementi di preoccupazione. Ciò che si vede è soltanto una maggiore frequenza, sempre dopo la seconda dose, degli effetti collaterali a breve termine quali la febbre, i sintomi para-influenzali, la cefalea, il mal di gola, la spossatezza, il dolore nel sito di iniezione e così via. Ciò significa che il mix è più reattogeno e potrebbe – ma è ancora da dimostrare – essere anche più immunogenico.

Le risposte che ancora mancano

Va poi anche ricordato che tutto lo studio è stato compiuto su persone over 50 e che quindi l'assortimento, dato ai giovani, potrebbe provocare reazioni anche più marcate, che potrebbero costringere le persone a perdere qualche giorno di lavoro: un elemento di cui si deve tenere conto soprattutto quando si immunizzano soggetti che lavorano in luoghi quali gli ospedali, per evitare carenze di organico.Inoltre, per quanto il campione sia significativo, non permette - né per dimensioni né per tempistiche - di avere informazioni sugli eventi più rari come le trombosi. Per questi dati come per quelli sulla reale efficacia bisognerà attendere ancora qualche settimana.

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