Famiglie e studenti

«Vaccini e tracciamento» per tornare in classe dopo Pasqua

di Redazione Scuola

2' di lettura

L'obiettivo è tornare a scuola dopo Pasqua: lo chiedono associazioni, comitati, studenti, genitori ed anche numerosi parlamentari di vari schieramenti.

Parole chiare arrivano dai due sottosegretari all'Istruzione. «Non appena i dati lo consentiranno, auspicabilmente subito dopo Pasqua, insieme al ministro Bianchi dovremo avviare una rapida riflessione sull'opportunità di riaprire le scuole. Quantomeno quelle dell'infanzia, le primarie e le secondarie di primo grado: gli studenti di queste fasce di età stanno pagando un prezzo altissimo», afferma il sottosegretario leghista Rossano Sasso che indica una strada: «Vanno immediatamente messe a disposizione risorse per diminuire il rischio di contagio nelle nostre scuole: il Covid si combatte con i vaccini, il tracciamento di tutti i soggetti che fanno parte del mondo scolastico, la realizzazione di impianti di aerazione e sanificazione degli edifici. Senza dimenticare la riduzione del numero di studenti per classe».

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Dice di essere al lavoro «per permettere al più presto ai nostri ragazzi di tornare a frequentare la scuola in presenza» anche l'altra sottosegretaria all'Istruzione, Barbara Floridia (M5S): «È fondamentale, lo pensiamo tutti».

Dal governo è la ministra per la Famiglia, Elena Bonetti che fa sapere di lavorare con il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi «sulla valutazione di riaprire con regole ulteriori, eventualmente a turni», le scuole per i più piccoli. Italia Viva chiede di fare chiarezza sulle condizioni per la riapertura.

«Fino a qualche giorno fa - spiega Gabriele Toccafondi, capogruppo di Italia Viva in Commissione Cultura alla Camera - la vaccinazione al personale scolastico è stata considerata fondamentale per tenere le scuole aperte. Occorre riprendere quanto prima le somministrazioni perché, per permettere a bambini e ragazzi di tornare in classe, magari dopo Pasqua, la vaccinazione di chi ci lavora risulta fondamentale».

E' di ieri la notizia che da oggi, a Torino, i bimbi potranno tornare al nido o alla materna a piccoli gruppi per stare insieme ai loro compagni con disabilità o bisogni educativi speciali che continuano la frequenza in presenza, interrotta invece per gli altri dall'ingresso in zona rossa.

Intanto a viale Trastevere è arrivato Agostino Miozzo, fino a pochi giorni fa coordinatore del Comitato tecnico scientifico, con l'incarico di supportare il ministero nella costruzione di un sistema di dati sulla pandemia e il sistema scolastico. «Si è valutata la necessità di supportare il ministero - ha detto nei giorni scorsi lo stesso Miozzo - , per quella che è la mia esperienza, per preparare la riapertura delle scuole. C'è moltissimo lavoro da fare per le settimane e i mesi a venire e per affrontare la complessità di una pandemia che ha imposto scelte difficili».

E mentre il Comitato priorità alla scuola si organizza in vista della manifestazione del 26 marzo, i deputati della componente FacciamoEco- Federazione dei Verdi, tra cui l'ex ministro all'Istruzione Fioramonti, alla Camera hanno presentato un pacchetto di proposte sulla scuola per il ritorno sui banchi il primo settembre. «Non ci possiamo permettere che dopo Pasqua non si apra che quest'anno scolastico sia di fatto. Era drammatico un anno fa, sarebbe delittuoso quest'anno», incalzano.

In presenza intanto si stanno tenendo i test Invasi: sono state finora 226.400 le prove sostenute dai ragazzi dell'ultimo anno delle superiori che quest'anno avranno anche gli esami di maturità.

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