L’INCONTRO CON LE REGIONI

Vertice vaccini con Figliuolo: in arrivo 7 milioni di dosi entro fine marzo

Il commissario all’emergenza: è in arrivo in Italia una gran quantità di dosi di vaccini, il problema è il trasporto «nell'ultimo miglio» sul territorio e la gestione dei punti di somministrazione

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4' di lettura

In questa situazione in cui la variante inglese corre e aumentano i contagi coronavirus, con un’Italia che sembra destinata a colorarsi ulteriormente di arancione e rosso a partire da lunedì 8 marzo, è necessario adottare una strategia di gestione delle pandemia sanitaria che si caratterizzi per una maggiore disponibilità di centri vaccinali e per un rafforzamento a livello sanitario e organizzativo. È quanto avrebbe chiarito, secondo quanto si apprende, il commissario all’emergenza Francesco Figliuolo in occasione dell’incontro con governo e regioni che si è svolta in mattinata. Il capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio ha convocato per domani, 6 marzo, il Comitato operativo della Protezione Civile.

Nelle prossime due-tre settimane, entro la fine di marzo, dovrebbero comunque arrivare in Italia oltre 7 milioni di dosi di vaccini. Il generale ha sottolineato come sia necessaria una forte velocizzazione nella distribuzione delle dosi, così come sarà cruciale individuare i luoghi dove somministrarle.

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Speranza, accantonare 1-2%dosi per zone alto contagio

Nell’incontro di oggi il ministro della Salute Roberto Speranza, da parte sua, avrebbe proposto l’istituzione di un fondo di solidarietà per la campagna vaccinale. «Si potrebbe accantonare l'1-2% da ciascuna consegna - avrebbe spiegato - per la creazione di riserve da utilizzare con strategia reattiva nelle zone in cui il virus si propaga con maggiore forza e rapidità anche a causa delle varianti». Un'altra soluzione che il ministro avrebbe delineato durante l’incontro è quella di estendere l'utilizzo di AstraZeneca anche per gli over 65.

Figliuolo: usare tutti siti possibili per campagna vaccini

Figliuolo avrebbe spiegato che è in arrivo in Italia una gran quantità di dosi di vaccini, aggiungendo allo stesso tempo che il problema è il trasporto «nell'ultimo miglio» sul territorio e la gestione dei punti di somministrazione. I punti vaccinali vanno incrementati, avrebbe sottolineato il generale, usando ogni possibilità: siti produttivi, asset protezione civile e forze armate. Il commissariato all'emergenza si farà carico di aumentare i centri vaccinali e dei rinforzi sanitari e organizzativi.

All’incontro in videoconferenza hanno partecipato governo, Regioni, Anci e Upi. Presente Curcio. In rappresentanza dell’esecutivo oltre a Speranza la ministra per gli Affari regionali, Mariastella Gelmini. È stata l’occasione per delineare il piano di vaccinazione del nuovo esecutivo Draghi, a poche ore dalla decisione dell’Italia, primo paese nell’Unione europea, di bloccare, in accordo con la Commissione l’esportazione di più di 250mila dosi di vaccino AstraZeneca destinate all’Australia e infialate ad Anagni. Il governo punta inoltre alla creazione di un polo nazionale che nel medio lungo termine riesca a produrre i sieri.

Bonaccini (Regioni), governo stabilisca e fasce d'età e categorie da vaccinare

Nell’incontro di oggi il presidente delle Regioni Stefano Bonaccini ha chiesto più certezze nelle forniture dei vaccini, e di autorizzarne di nuovi. «Il governo stabilisca e fasce d'età e categorie da vaccinare», è il messaggio lanciato da Bonaccini.

Il commissario: conservare scorte vaccino per urgenze

Ma aumentare i punti vaccinali non basta. Occorre anche conservare delle scorte dei sieri in modo da far fronte a eventuali urgenze. «Sono d'accordo sulla necessità di conservare scorte di vaccino per eventuali urgenze o necessità», avrebbe detto Figliuolo, aggiungendo che «se ci sono Regioni che hanno difficoltà dobbiamo intervenire».

Speranza, oggi raggiungeremo soglia 5 milioni di somministrazioni vaccino

Speranza ha iniziato il suo intervento esponendo «i numeri della campagna vaccinale degli ultimi giorni, con oltre 180mila dosi somministrate ieri e la soglia delle 5 milioni di somministrazioni che sarà raggiunta oggi».

Gelmini: doveroso proteggere disabili e chi li cura

Per la ministra Gelmini in questa fase occorre da una parte «aumentare i vaccini in modo uniforme sul territorio», evitando che si creino delle disparità. Dall’altra, «dobbiamo in questa fase rivolgere un'attenzione particolare a tutti quei nostri connazionali che vivono una situazione di disabilità e dobbiamo proteggerli, insieme alle loro famiglie, che hanno pagato un prezzo durissimo ai lockdown». «Dobbiamo proteggere gli operatori per esempio delle case famiglia che accolgono persone con disabilità e si prendono cura di queste persone - avrebbe aggiunto -. Abbiamo il dovere morale di mettere in sicurezza quanto prima questi nostri concittadini».

Decaro (Anci): regia unica per individuare strutture per vaccinazioni

In occasione della riunione della cabina di regia il presidente dell’Anci Antonio Decaro ha messo in evidenza che «per accelerare la vaccinazione di massa ci vogliono i sieri, luoghi adatti e personale che li somministri. Ci preoccupano i tempi della campagna di massa. La pressione dei cittadini che aspettano il loro turno è giustamente forte. Ma la somministrazione procede ancora con lentezza.Questo non è un tempo ordinario. È un tempo straordinario. Come straordinari sono stati i sacrifici che abbiamo chiesto ai cittadini italiani.E dunque straordinarie devono essere le risorse, straordinario l'impegno, straordinarie le procedure». I sindaci hanno chiesto «una regia unica nazionale per individuare le strutture adatte come gli auditorium, le palestre, i palazzetti dello sport.Serve un criterio unico, valido per tutto il Paese, che stabilisca la cronologia delle categorie dei cittadini da vaccinare.Si chieda uno sforzo straordinario a tutti gli operatori sanitari a partire dai medici di medicina generale che possono svolgere un ruolo strategico in questo momento per la loro presenza capillare sul territorio».

Upi: hub anche da Province, in 20 giorni boom scorte

«Avvieremo da subito una ricognizione tra le Province per trovare tutte le sedi utili a diventare hub vaccinali, soprattutto nelle aree interne. Da parte nostra c'è la piena disponibilità a fornire sedi e spazi per contribuire alla massima presenza di centri vaccinali sui territori». Lo ha detto il Presidente dell'Unione delle Province (Upi) Michele del Pascale, intervenuto all’incontro con il governo. «Il problema - ha detto de Pascale - resta quanti vaccini abbiamo. Dobbiamo prepararci al meglio per essere pronti quando, da qui a venti giorni, avremo (quantitativi di, ndr) dosi molto più grandi di vaccini da distribuire. Serve una verifica continua con il territorio e con le Asl per avere contezza immediata su come procede la vaccinazione, anche per intervenire subito laddove ci siano criticità».

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