La corsa delle varianti

Vaccini, ecco i Paesi che faranno la terza dose

A fare da apripista Israele, che da agosto ha avviato la somministrazione su base volontaria agli over 60 immunizzati con due dosi da almeno cinque mesi

di Andrea Carli

I dati dei vaccinati al 3 agosto 2021

3' di lettura

Nel contesto di una variante Delta che non frena la sua corsa c’è già chi punta sulla terza dose di vaccini. Dopo che Israele ha fatto da apripista nel mondo, somministrandola da domenica 1 agosto su base volontaria agli over 60 immunizzati con due dosi da almeno cinque mesi e registrando già migliaia di prenotazioni, la Germania si è messa in scia, annunciando che da settembre proporrà il richiamo aggiuntivo ai suoi cittadini più fragili. Una scelta condivisa dalla Francia: il presidente Emmanuel Macron ha annunciato che il paese somministrerà la terza dose di vaccino ad anziani e fasce più vulnerabili da settembre. Anche il Regno Unito studia un piano per proporre una terza tranche di dosi, sempre dal mese prossimo, ai più vulnerabili. Insomma, il gruppo dei Paesi che stanno già pianificando la somministrazione di un “booster’ è piccolo ma sta crescendo, e include alcuni dei Paesi europei più ricchi e popolosi.

Scelte che rilanciano anche in Italia il dibattito sull’opportunità di andare anche in Italia in quella direzione. Un tema sul quale gli scienziati si sono divisi ma una decisione, ha annunciato nei giorni scorsi il direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza, potrebbe essere presa entro fine mese. La sensazione è che anche in questo caso si dovrebbe partire dalle persone più fragili. Il tutto nella convinzione che la vaccinazione resti l’arma fondamentale contro le varianti. L'Ema si è già espressa sul tema della terza dose sottolineando che al momento «è troppo presto per confermare se e quando ci sarà bisogno di una dose di richiamo, perché non ci sono ancora abbastanza dati dalle campagne vaccinali».

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In Germania terza dose a vulnerabili da settembre

La Germania ha dunque annunciato che offrirà agli anziani e alle persone a rischio una terza dose di vaccino anti-Covid a partire da settembre. L’indicazione è arrivata dal ministero della Salute tedesco, citando le preoccupazioni su «una ridotta o rapidamente indebolita risposta immunitaria». Il nuovo richiamo, con Pfizer o Moderna, sarà offerto anche a chi ha già ricevuto due dosi di Astrazeneca o la singola di Johnson&Johnson, ha aggiunto il ministero. Oltre al via libera alla terza dose per i gruppi “a rischio”, i ministri della Salute dei 16 Laender hanno deciso di offrire le dosi ai ragazzi dai 12 ai 17 anni.

Londra si sta preparando a un «piano di richiami vaccinali»

Nel Regno Unito, il governo di Boris Johnson si prepara a un piano per la somministrazione della terza dose che sarebbe riservata per ora, secondo i media, alle «persone più vulnerabili» come anziani, malati cronici, soggetti a rischio d’infezione respiratoria, a partire da settembre. Un portavoce del ministero della Sanità ha confermato che Londra si sta «preparando a un piano di richiami» vaccinali, ma i dettagli di una decisione finale saranno resi pubblici «a tempo debito», anche sulla base di studi ad hoc tuttora in corso.

Rezza: in Italia discussione ancora aperta

Come detto, l’Italia sta riflettendo sull’ipotesi di una terza dose. La soluzione è sul tavolo del ministero della Salute. «Nel giro di un mese (fine agosto, ndr) - ha spiegato Rezza in occasione della presentazione dell’ultima indagine rapida sulle varianti condotta dall’Iss e dal Ministero della Salute - bisognerà decidere chi vaccinare e in quali tempi con la terza dose: è una decisione che va meditata bene ma probabilmente le persone più fragili e immunodepresse avranno una terza dose ma non abbiamo ancora deciso quando. Sulla terza dose - ha aggiunto - c’è indecisione perché non ci sono ancora evidenze forti per poter dire che la faremo a tutti piuttosto che ad alcuni». Probabilmente, ha continuato in quell’occasione Rezza, «gli immunodepressi potranno essere rivaccinati con un richiamo. Per quanto riguarda gli altri soggetti fragili e gli operatori sanitari c’è una discussione, ma ancora non si è arrivati a una decisione». Rezza ha inoltre precisato che «non si sa ancora se, nel caso di terza dose, sarà necessario effettuarla con un vaccino adattato alle varianti».

Oms chiede moratoria su terze dosi

Intanto l’Organizzazione mondiale della sanità ha chiesto una moratoria sulla somministrazione delle terze dosi di vaccino anti-Covid almeno fino a settembre, perché i Paesi più poveri fanno fatica ad avere accesso alle fiale, anche per categorie ad alto rischio come i lavoratori della sanità e gli anziani.«Non possiamo né dobbiamo accettare che Paesi che hanno già utilizzato la maggior parte delle forniture mondiali di vaccini ne usino ancora, mentre le persone più vulnerabili nel mondo restano senza protezione», ha detto il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus in una conferenza stampa. L’Oms mira a portare la copertura vaccinale al 10% della popolazione in ogni Paese entro due mesi.

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