Emergenza coronavirus

Vaccini, il flop di Johnson&Johnson: la metà delle dosi ancora inutilizzata

Basilicata, Molise e Bolzano non hanno somministrato il vaccino monodose. I numeri potrebbero cambiare con il coinvolgimento di medici di famiglia e farmacie

di Riccardo Ferrazza

Aggiornato il 12 maggio 2021 alle ore 21,25

Coronavirus, i vaccinati al 12 maggio 2021

3' di lettura

È il quarto vaccino anti-Covid, ultimo a essere approvato e ad arrivare alle Regioni ma finora con un ruolo marginale nella campagna di vaccinazione, nonostante abbia il vantaggio di essere monodose: non serve il richiamo. Di Janssen, vaccino Johnson&Johnson a vettore virale (come AstraZeneca), sono state consegnate 342.800 dosi, pari all’1,25% dei vaccini distribuiti in Italia. Il piano vaccinale anti-Covid presentato dal commissario Paolo Figliuolo prevede per questo prodotto approvvigionamenti nel secondo trimestre del 2021 (quindi entro il 30 giugno) per 7,31 milioni di dosi. Al momento siamo al 4,7%. Percentuale destinata a salire - anche se di poco - da giovedì 13 maggio, quando è previsto l’arrivo di oltre 170mila dosi di Janssen all’hub nazionale vaccini della Difesa.

Basilicata, Molise e Bolzano: mai usato J&J

Finora sono state iniettate 195mila dosi di Janssen, il 57% di quanto disponibile. Benché in leggero aumento nelle ultime ore, resta di gran lunga la percentuale più bassa tra i quattro vaccini (Pfizer è al 88%, AstraZeneca all’82%, Moderna al 79%). La Basilicata, il Molise e la provincia autonoma di Bolzano non hanno usato neanche una dose Johnson&Johnson di quelle ricevute: nel complesso una scorta di 7.600 ancora intatta. Ma anche la Calabria si è limitata a utilizzare appena il 10% delle 10.500 dosi a sua disposizione. Di contro la Puglia e la Toscana hanno quasi esaurito le proprie scorte (sono entrambe al 95% di utilizzo).

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Partenza ritardata

Per il vaccino Janssen il ministero della Salute ha raccomandato le stesse condizioni di utilizzo di AstraZeneca: da somministrare «preferenzialmente» a persone di età superiore ai 60 anni. Una comunicazione arrivata dopo la pausa imposta al vaccino monodose dalle autorità statunitense a seguito dei casi di sei donne che hanno sviluppato una malattia rara che coinvolge coaguli di sangue nelle due settimane successive alla vaccinazione (una delle sei è morta dopo il vaccino). Il 12 maggio la Norvegia ha annunciato la sospensione dell’uso del vaccino Johnson&Johnson nella propria campagna di immunizzazione (e AstraZeneca è stato escluso).

La distribuzione in Italia è cominciata il 21 aprile con le prime 184mila dosi. Il giorno successivo il commissario per l’emergenza coronavirus Figliuolo assicurò: «Ho appena parlato con il presidente di Johnson&Johnson che mi ha assicurato che entro fine aprile arriverà una fornitura di altre 380mila dosi». Alla vigilia di nuovi arrivi il totale al momento è fermo a quota 342.800. Appena 188mila quelle utilizzate. La media è stata di 9.900 iniezioni al giorno. Un esordio non fologrante per l’unico preparato monodose disponibile per la vaccinazione.

L’utilizzo nella prima fase

Finora Johnson&Johnson è stato destinato all’immunizzazione della popolazione carceraria, alla copertura vaccinale delle isole minori (per esempio l’arcipelago toscano) e a quella a domicilio (come in Emilia-Romagna, 38% di sfruttamento). In altri casi, per esempio il Veneto (dosi usate al 68%), come scorta per compensare eventuali ritardi di forniture di altri vaccini.

I nuovi vaccinatori: medici di base e farmacisti

La situazione dovrebbe cambiare con la nuova fase della campagna vaccinale che vedrà farmacie e medici di base partire con la somministrazione del vaccino anti-covid. Un esercito di 46mila vaccinatori: circa 70mila farmacisti, per un totale di oltre 11mila farmacie in tutta Italia, e oltre 35mila medici di famiglia. Il Lazio ha annunciato che dalla fine del mese di maggio potranno vaccinarsi sfruttando questo canale le persone nella fascia d’eta under 50. A loro verrà destinato solo AstraZeneca e Johnson&Johnson. L’alternativa è attendere l’apertura della vaccinazione alla propria fascia di età. L’assessore laziale alla Sanità D’Amato aveva già fatto sapere che Johnson&Johnson verrà destinato «in maniera massiva» a medici e farmacisti sfruttando la sua caratteristica di vaccino monodose che «agevola le operazioni organizzative». Il Lazio ha utilizzato il 73% delle proprie scorte di J&J.

La stessa possibilità si avrà in Molise: a partire da lunedì 10 maggio alcuni medici di medicina generale possono procedere alle vaccinazioni per i loro pazienti over 60 con il vaccino Johnson&Johnson. La Regione non ha somministrato nessuna dose di questo vaccino.

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