Famiglie e studenti

Vaccini, green pass e trasporti restano ancora i nodi da sciogliere

di Claudio Tucci

2' di lettura

Vaccini, green pass, trasporti. A cinque giorni dall’avvio dell’anno scolastico restano ancora questi tre i principali nodi da sciogliere per tornare alle lezioni, in sicurezza, in presenza. La prima novità di ieri l’ha annunciata il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, sottolineando che il personale scolastico vaccinato ha superato quota 90% (nell’ultimo report della scorsa settimana del commissario Figliuolo ci si attestava intorno all’88%). Considerando il prevedibile rush finale (l’assenza del green pass fa scattare, dal quinto giorno, sospensione da servizio e stipendio), a regime si stima una quota intorno alle 100mila unità tra professori e Ata, il personale tecnico-amministrativo, senza vaccino (anche per ragioni sanitarie).

Per controllare la certificazione verde, e veniamo così al secondo nodo, il ministro Bianchi ha confermato che si sta studiando una nuova piattaforma informatica; «uno strumento semplice - ha detto - che permette ai presidi tutte le mattine di controllare chi ha il green pass verde e chi rosso». In queste ore l’Istruzione sta discutendo con Salute e garante della privacy (i colori, verde o rosso, da quanto si apprende, dovrebbero evitare problemi di privacy perché non si vede se l’interessato è vaccinato o no, ma solo se il green pass è attivo o meno).

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Il ministro dell’Istruzione ha evidenziato, poi, che le classi sovraffollate (le cosiddette classi pollaio) rappresentano il 2,9%, e si trovano soprattutto negli istituti tecnici delle grandi città; un dato, su cui intervenire, ha subito aggiunto, ma più basso di quello, quasi il 15% di classi della primaria che hanno meno di 15 studenti. Anche questo è un tema serio: rappresenta infatti un «forte problema di tenuta demografica», ha chiosato Bianchi.

Per quanto riguarda il terzo nodo, i trasporti, la seconda novità di ieri è arrivata da un incontro tra regioni ed esecutivo (presenti i ministri, Mariastella Gelmini ed Enrico Giovannini). Le regioni, entro il 2 settembre, dovranno aggiornare i piani per la mobilità alla luce della bozza delle nuove linee guida. I rappresentanti del governo hanno confermato l’intenzione di mantenere la regola del riempimento del trasporto pubblico locale all’80% sia in zona bianca sia in zona gialla.

Da parte del presidente della Conferenza delle regioni, Massimiliano Fedriga, è arrivata la richiesta, di mantenere l’80% di riempimento anche in una eventuale zona arancione. La riunione ha affrontato anche il tema dei controlli e delle risorse messe in campo sia per compensare i mancati ricavi e i maggiori costi delle aziende di trasporto locale (800 milioni) sia quelle per realizzare servizi aggiuntivi di bus e metropolitane: per quest’ultimo capitolo sono previsti 618 milioni nel secondo semestre dell’anno.

Dalla Fondazione Gimbe è arrivata invece una critica al piano scuola: «Non convince - è il giudizio espresso -. Se il Governo si è impegnato a riaprire le scuole in presenza al 100%, le misure approvate con il Dl 111/2021 non contengono rilevanti cambiamenti, a fronte di una variante del virus molto più contagiosa».

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