emergenza covid

Vaccini, infialamento e produzione: ecco le aziende che possono farlo in Italia

Lo stabilimento Catalent di Anagni sta già infialando i vaccini per AstraZeneca e potrebbe farlo anche per Pfizer-Biontech e per Johnson & Johnson. Ma sono varie le aziende farmaceutiche che si stanno riconvertendo

di Andrea Gagliardi

Vaccini Covid dai medici di base, via libera a livello nazionale. Ma il nodo e' la disponibilita'

Lo stabilimento Catalent di Anagni sta già infialando i vaccini per AstraZeneca e potrebbe farlo anche per Pfizer-Biontech e per Johnson & Johnson. Ma sono varie le aziende farmaceutiche che si stanno riconvertendo


3' di lettura

Raggiungere un'indipendenza vaccinale che permetta all’Italia di premere sull’acceleratore della profilassi anti-Covid è l'obiettivo indicato da più parti come cruciale in queste ore. È lo stesso premier Mario Draghi che ha insistito sulla necessità di aumentare la produzione anche attraverso un impegno diretto dell’industria farmaceutica in Italia. Ora l’ipotesi approda sul tavolo del Mise dove giovedì ci sarà un incontro tra il ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti e il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi. Farmindustria sta conducendo un censimento delle aziende che possano eventualmente produrre vaccini in Italia e la lista sarà portata a Giorgetti.

Catalent già attiva sul fronte infialamento

L’ipotesi prevalente resta la produzione da parte di aziende terze a valle di accordi commerciali con le multinazionali detentrici dei brevetti. I fronti sono due: quello della produzione vera e propria (più complicata) e quello dell’infialamento del siero. In provincia di Frosinone, lo stabilimento di Anagni della multinazionale Catalent sta già infialando i vaccini per AstraZeneca e potrebbe farlo anche per Pfizer-Biontech e per la Johnson & Johnson, quando questa otterrà il via libera dagli enti regolatori. Ma sono varie le aziende farmaceutiche che si stanno riconvertendo per specializzarsi nell’infialamento di vaccini.

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Haupt Pharma di Latina prepara la riconversione di un reparto

E’ il caso della Haupt Pharma di Latina (700 addetti compreso l’indotto e oltre 90 milioni di fatturato), stabilimento della multinazionale tedesca Aenova che produce farmaci per conto terzi e che ha avviato un progetto di riconversione di un reparto. «Si tratta di un investimento di oltre 15 milioni di euro - spiega l’amministratore delegato Paolo Abbate - che ci consentirà l’infialamento di medicinali in forma liquida, a partire dai vaccini. Sul fronte della lotta al Covid saremo in grado di infialare sia i vaccini con l'adenovirus come quello di Astrazeneca sia con l'Rna messaggero come quello di Pfizer e Moderna». L’obiettivo è sottoporre a ottobre all’Aifa tutta la documentazione per avere l’autorizzazione a entrare in produzione. «Non abbiamo ancora commesse - conclude Abbate - ma i contatti sono tanti e il mercato dei vaccini è una sicura opportunità, anche perché la maggior parte delle aziende ha le linee già impegnate su altri prodotti. E ci sono contratti da rispettare. Non a caso noi abbiamo scommesso su impianti nuovi».

Dalla Gsk alla Thermo Fisher

Quello che scarseggia sono però i bioreattori per produrre il principio attivo del vaccino. Lo ha sottolineato anche Rino Rappuoli, direttore scientifico di Gsk, multinazionale del settore vaccini con il suo grande stabilimento produttivo a Rosia (Siena). «Gsk ha i bioreattori, ma non per il vaccino anti-Covid, bensì per il vaccino contro la meningite che è batterico. Reithera ce l'ha ma non credo per fare milioni di dosi» spiega. E aggiunge: «Tutto ciò però non vuol dire che non si possa pensare di metter su in Italia degli impianti con bioreattori: bisogna però tenere conto che serve lo standard e l'approvazione prima dell'Ema e poi dell'Aifa. E i tempi non sarebbero brevi». L’assessore alla Salute della Regione Lazio Alessio D’Amato ha fatto il nome dell'americana Thermo Fisher Scientific di Ferentino tra le aziende che sarebbero in grado di produrre sia vaccini adenovirali che a Rna messaggero. E anche la Fidia farmaceutici di Abano Terme, che produce in conto terzi per multinazionali del farmaco, è tra le aziende disponibili a partecipare alla produzione di vaccini anti Covid-19.

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