Dopo le indicazioni Ema

L’Italia raccomanda AstraZeneca per gli over 60. Speranza: seconda dose con lo stesso vaccino

Nel secondo trimestre attese 10 milioni di fiale. Rivisti i tempi di erogazione. Ecco cosa spiega la circolare della Salute

di Marco Ludovico

Covid, Ema: "Benefici AstraZeneca superano rischi"

3' di lettura

«Uso preferenziale» di AstraZeneca per le persone con più di 60 anni. La decisione è stata presa al ministero della Salute guidato da Roberto Speranza. Fa seguito alle indicazioni Ema (European Medicines Agency), Aifa (Agenzia italiana del farmaco) e gli orientamenti assunti da Germania e Spagna, più la Francia. Se dunque le conseguenze di trombosi sono considerate «plausibili» e «più frequenti dell’atteso» fino ai 60 anni, come ha ricordato il presidente del Css (consiglio superiore di sanità), Franco Locatelli, arriva così la «raccomandazione» a utilizzare AstraZeneca per gli over 60.

Non c’è divieto all’uso per i più giovani, hanno precisato i dirigenti della Salute. Ma diventa improbabile. Gli effetti della comunicazione si vedranno a breve. Di certo aumenterà il fenomeno disdette. E la preoccupazione, magari infondata, di chi ha già fatto la prima dose del vaccino sviluppato a Oxford.

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La circolare del ministero della Salute su AstraZeneca

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La circolare

La circolare del ministero della Salute dunque raccomanda l’uso preferenziale di Astrazeneca nelle persone di età superiore ai 60 anni. Nell’allegato alla circolare vengono inoltre spiegate le motivazioni che hanno portato il ministero della Salute a rivedere di nuovo le indicazioni sul siero: la prima, in linea con le conclusioni riportate ieri da Ema, è che è «stata riscontrata un'associazione tra il vaccino Vaxzevria e casi molto rari di tromboembolismi anche gravi, in sedi inusuali (fra i quali casi rari di trombosi venosa dei seni cerebrali, trombosi splancniche e arteriose) associati a trombocitopenia». L'indicazione preferenziale dai 60 anni in su è che «ad oggi, la maggior parte dei casi è stata segnalata in soggetti di età inferiore ai 60 anni e prevalentemente nelle donne». Eventi che sono stati osservati - rilevano i tecnici della Salute - per lo più entro 14 giorni dalla somministrazione della prima dose di vaccino. Mentre «al momento non esistono dati sul rischio correlato alla seconda dose». Viene inoltre specificato che la vaccinazione con Astrazeneca non predispone a trombosi a rare e che non ci sono al momento trattamenti preventivi per evitare il manifestarsi delle trombosi rare dopo il vaccino. Inoltre, nell’allegato alla circolare si dice che non c’è alcun segnale di rischi trombosi per i due vaccini a mRna, cioè Pfizer e Moderna.

Il parere Cts Aifa sul vaccino Astrazeneca

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La tenuta del piano

La questione strategica, però, resta la tenuta del piano vaccini finora articolato dal commissario straordinario all’emergenza Covid-19, generale Francesco Figliuolo. Il suo ufficio assicura: nessun impatto. E aggiunge: «Si apre alla prenotazione del vaccino Vaxzevria (Astra Zeneca) anche alle persone di età compresa tra i 60 e i 79 anni. Si tratta di una platea di circa 13,6 milioni di persone, delle quali oltre 2,2 milioni hanno già ricevuto la prima dose». Aggiunge la nota del commissario straordinario: «Nel mese di aprile potranno esserci consegne superiori del 15-20% rispetto alle previsioni».

Secondo le attuali stime di governo sugli arrivi di dosi dalle case farmaceutiche nel secondo trimestre 2021 sono previste consegne di AstraZeneca per 10 milioni di dosi, più 24 milioni nel terzo trimestre. Nel conto totale di quest’anno il vaccino inglese conterebbe 40 milioni di dosi. Certo, Pfizer potrebbe arrivare a 58 milioni, più 26,5 milioni di Johnson & Johnson e 48 milioni di Moderna.

La raccomandazione agli ultra60enni

Il direttore generale Prevenzione sanitaria, Gianni Rezza, ha annunciato una circolare con la raccomandazione AstraZeneca per gli ultrassessantenni. Così, sostiene Rezza, l’effetto dovrebbe essere «l’accelerazione della campagna vaccinale per i più anziani». Rezza non ha torto. Nella fascia 60-69 anni, le prime dosi somministrate finora ammontano all’11,7% della platea interessata. Con le seconde dosi si scende al 4,7%. Le percentuali sono molto più avanti nelle fasce 80-90 e oltre 90 anni, ma poco esaltanti nella seconda dose somministrata agli over 70 anni: soltanto il 2,2%, con la prima dose il 16,5%.

La priorità

Il generale Figliuolo, dunque, dovrà rifare per forza i conti del piano vaccinale. La priorità assoluta, non c’è dubbio, resta la vaccinazione della fascia di età più elevata. La raccomandazione dell’utilizzo di AstraZeneca non modifica, viene fatto trapelare da fonti di governo, l’obiettivo delle 500mila dosi somministrate al giorno da raggiungere a fine aprile. Ma le stime di distribuzione e somministrazione delle varie forniture delle case farmaceutiche dovranno essere riviste. Non sarà facile, l’incognita delle rinunce e disdette delle prenotazioni di AstraZeneca avrà il suo peso. Una reazione tutta da quantificare. E non è la sola incognita.

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