Emergenza coronavirus

Pfizer: rispettare i 21 giorni tra le due dosi di vaccino. L’Ema: corretta l’estensione a sei settimane

Le scelte delle Regioni: la Campania porta a 30 giorni l’intervallo tra le due somministrazioni, il Lazio a 35 e la Toscana a 42 giorni. In Abruzzo decidono le Asl

di Riccardo Ferrazza

Aggiornato il 12 maggio 2021 alle ore 20,30

Coronavirus, i vaccinati all’11 maggio 2021

4' di lettura

La raccomandazione del Cts di mercoledì 5 maggio che ha esteso fino a 42 giorni l’intervallo tra la prima e la seconda dose dei vaccini anti-Covid di Pfizer (prima era 21 giorni) e Moderna (in precedenza 28) dovrebbe favorire la campagna vaccinale perché permette di coprire nel più breve tempo possibile i non vaccinati. Come si stanno regolando le Regioni? Si va da un intervallo di 30 giorni per la Campania ai 40 della Toscana, passando per il “compromeso” di Lazio ed Emilia-Romagna su 35 giorni. Per Massimiliano Fedriga, il presidente del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni, «l’importante è che ci sia dia una regola condivisa, perché se qualcuno vaccina a 42, altri a 21 e altri 35 diventa tutto complicato». E ha aggiunto: «Credo che il ministero della Salute ora darà un’indicazione chiara».

Dinanzi al federalismo sanitario in tema di vaccini, è intervenuto anche il generale Francesco Figliuolo che alle Regioni ha detto: «Fino alla fascia dei 50enni bisogna continuare a seguire - per le somministrazioni - le classi decrescenti di età e dei fragili, seguendo la programmazione ed i tempi del Piano nazionale».

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Pfizer: rispettare i 21 giorni

Nel frattempo, però, Pfizer ha ribadito «il vaccino è stato studiato per una seconda somministrazione a 21 giorni. Dati su di un più lungo range di somministrazione al momento non ne abbiamo - ha detto Valeria Marino, direttore medico di Pfizer Italia a Sky Tg24 - se non nelle osservazioni di vita reale, come è stato fatto nel Regno Unito. È una valutazione del Cts, osserveremo quello che succede. Come Pfizer dico però di attenersi a quello che è emerso dagli studi scientifici perché questo garantisce i risultati che hanno permesso l'autorizzazione».

L’Agenzia europea per i medicinali, però, ricorda che nei test clinici la somministrazione della seconda dose di Pfizer era prevista fino a 42 giorni. «Quindi - sottolinea Marco Cavaleri del’Ema - non è una deviazione rispetto alla raccomandazione» superare i 21 giorni estendendo a cinque settimane-40 giorni. «Se si superassero i 42 giorni, allora sarebbe una deviazione».

Campania, pausa di 30 tra le due dosi

L’Unità di crisi della Regione Campania ha informato che «in relazione all’intervallo tra la prima e la seconda dose di vaccino Pfizer e Moderna che da nuove indicazioni del ministero va somministrata “entro i 42 giorni” le Asl dovranno “prevedere l'intervallo di tempo tra prima e seconda dose a 30 giorni, in ragione del nuovo programma di consegne comunicato dalla Struttura Commissariale.

Nel Lazio intervallo di 35 giorni

Dopo una resistenza iniziale il Lazio ha deciso che a partire da lunedì 17 maggio i richiami del vaccino Pfizer saranno portati da tre a cinque settimane, ossia 35 giorni. «Tutti gli interessati - ha spiegato la Regione - verranno avvisati in anticipo via sms e l’allungamento, recependo le raccomandazioni del Comitato tecnico scientifico (Cts) e della Struttura Commissariale, consentirà un aumento della platea delle prime dosi del vaccino Pfizer a partire già dal mese in corso, determinando un aumento della copertura della popolazione». Chi, ad esempio, ha appuntamento per il richiamo il 17 maggio lo farà sempre nello stesso luogo e alla stessa ora ma due settimane più tardi: il 31 di maggio. Un’operazione che consentirà di recuperare circa 100mila slot di prenotazioni per le prime dosi nel mese di maggio. Il Lazio ha utilizzato il 97% delle dosi Pfizer ricevute. In attesa di rifornimenti, le scorte sono ridotte a 50.500 dosi.

Anche in Emilia-Romagna «compromesso» di 35 giorni

Per il tempo tra la prima e la seconda dose di Pfizer, ha spiegato l’assessore regionale alla Sanità dell’Emilia-Romagna Raffaele Donini «noi abbiamo raccomandato esattamente quello che ha deciso il Lazio: ci teniamo su un livello di sicurezza e pensiamo che 35 giorni siano il giusto compromesso». Compromesso, ha aggiunto, «tra la necessità di disporre di più dosi per le prime somministrazioni e la possibilità di avere qualche giorno di recupero se qualcosa va storto per dare a tutti la seconda dose». L’Emilia-Romagna, come il Lazio, ha “consumato” il 97% delle dosi Pfizer ricevute.

Lombardia: intervallo 35/42 giorni

Anche la Lombardia si è adeguata alle nuove indicazioni. «Più persone vaccinate prima con allungamento dell’intervallo tra prima e seconda dose Pfizer e Moderna» ha spiegato l’assessore al Welfare, Letizia Moratti. Risultato: a partire dal 10 maggio gli appuntamenti per la seconda dose sono stati fissati nell’intervallo 35-42 giorni. L’appuntamento viene fissato a 35 giorni dalla prima somministrazione con uno slittamento, nel caso fosse necessario, di qualche giorno e comunque fino a un massimo di 42 giorni.

Toscana: novità solo per chi prenota dal 13 maggio

La Toscana si è mossa diversamente: l’intervallo tra la prima e la seconda dose di vaccino Pfizer e Moderna sale fino a 42 giorni ma soltanto per chi prenoterà la somministrazione da giovedì 13 maggio. Per chi ha già prenotato o fatto la prima dose non cambia nulla: la seconda dose resta sarà dopo 21 giorni per Pfizer e 28 giorni per Moderna.

Abruzzo: finestra da 21 a 42 giorni

La Regione lascia alle singole aziende sanitarie di facoltà di decidere sui tempi delle seconde dosi: l’intervallo minimo per il richiamo è quello indicato dalle aziende farmaceutiche, mentre i tempi massimi sono quelli indicati dalla circolare ministeriale. Risultato: in Abruzzo il richiamo del vaccino Pfizer viene effettuato tra il 21esimo e il 42esimo giorno dalla prima dose, quello del vaccino Moderna tra il 28esimo e il 42esimo giorno.

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