Aggiornato il protocollo sulla sicurezza

Vaccini nei luoghi di lavoro, firmato l’accordo governo-parti sociali. Ecco cosa prevede

Il documento fissa le linee guida con i requisiti minimi per effettuare la campagna vaccinale in azienda e stabilisce alcuni principi cornice nazionali, come le adesioni su base volontaria dei lavoratori e i costi

di Giorgio Pogliotti

Coronavirus, i vaccinati al 7 aprile 2021

I punti chiave

  • Adesione su base volontaria dei lavoratori e costi
  • Protocollo sicurezza e smart working
  • Turni e mascherine per diminuire i contatti

4' di lettura

Tre opzioni in campo per assicurare le vaccinazioni a tutti i lavoratori che prestano la loro attività in azienda, a prescindere dalla tipologia contrattuale. Si potranno organizzare le vaccinazioni direttamente nel luogo di lavoro da parte di datori di lavoro che, anche in forma aggregata, potranno chiedere il supporto delle associazioni di categoria. In alternativa si potrà ricorrere a strutture sanitarie private attraverso convenzioni, o alle strutture territoriali dell’Inail.

Lo prevede il Protocollo sulla realizzazione di punti straordinari di vaccinazione, che affianca il nuovo Protocollo con l’aggiornamento delle misure di contrasto della diffusione del virus Covid negli ambienti di lavoro, su cui è stato sottoscritto un accordo tra ministeri del Lavoro, della Salute e dello Sviluppo economico, Inail e commissario straordinario emergenza Covid con le parti sociali.

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Il nuovo protocollo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro

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Adesione su base volontaria dei lavoratori e costi

Il documento, elaborato in base alle linee guida Inail, fissa i requisiti minimi per effettuare la campagna vaccinale in azienda, che partirà quando arriveranno le nuove dosi di vaccini. È stabilito un quadro di principi comuni a livello nazionale: le adesioni dei lavoratori avvengono su base volontaria.

il medico competente fornisce ai lavoratori adeguate informazioni sui vantaggi e sui rischi connessi alla vaccinazione e sulla specifica tipologia di vaccino, assicurando l'acquisizione del consenso informato del soggetto interessato, il triage preventivo sullo stato di salute, la tutela della riservatezza dei dati e la registrazione. La somministrazione del vaccino è affidata a operatori sanitari in grado di garantire il pieno rispetto delle prescrizioni sanitarie adottate e in possesso di adeguata formazione.

I costi per la realizzazione e la gestione dei piani aziendali, inclusi i costi per la somministrazione, sono interamente a carico del datore di lavoro, mentre la fornitura dei vaccini, dei dispositivi per la somministrazione (siringhe/aghi) e la messa a disposizione degli strumenti formativi previsti e degli strumenti per la registrazione delle vaccinazioni eseguite è a carico dei servizi sanitari regionali territorialmente competenti.

I datori di lavoro che non sono tenuti alla nomina del medico competente, o non possano fare ricorso a strutture sanitarie private, possono avvalersi delle strutture sanitarie dell'Inail (in tal caso gli oneri restano a carico dell'Istituto).

Il protocollo sulle vaccinazioni nei luoghi di lavoro

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Protocollo sicurezza e smart working

L’accordo con le parti sociali, inoltre, aggiorna il Protocollo sulla sicurezza di marzo e aprile 2020, confermando che il lavoro agile o da remoto è un «utile e modulabile strumento di prevenzione» da contagio Covid nei luoghi di lavoro. Il ricorso agli ammortizzatori sociali, o alle ferie sono alternative al lavoro in presenza.

Anche nella fase di progressiva ripresa delle attività, va favorito il ricorso al lavoro agile e da remoto, sempre in chiave di prevenzione dal rischio contagi, ma il datore di lavoro dovrà garantire adeguate condizioni di supporto al lavoratore (assistenza nell’uso delle apparecchiature, modulazione dei tempi di lavoro e delle pause).

Altra importante indicazione: i lavoratori positivi oltre il ventunesimo giorno saranno riammessi al lavoro solo dopo la negativizzazione del tampone molecolare o antigenico effettuato in struttura accreditata o autorizzata dal servizio sanitario

Turni e mascherine per diminuire i contatti

Fermo restando il mantenimento della distanza interpersonale di almeno un metro come principale misura di contenimento, le aziende dovranno assicurare che negli spazi condivisi vengano indossati i dispositivi di protezione delle vie aeree, fatta salva l'adozione di ulteriori strumenti di protezione individuale già previsti indipendentemente dalla situazione emergenziale.

In tutti i casi di condivisione degli ambienti di lavoro, al chiuso o all'aperto, è comunque obbligatorio l'uso delle mascherine chirurgiche o di dispositivi di protezione individuale di livello superiore (l’uso non è necessario nel caso di attività svolte in condizioni di isolamento),

Bisogna assicurare un piano di turnazione dei lavoratori dipendenti dedicati alla produzione, con l’obiettivo di diminuire al massimo i contatti. L'articolazione del lavoro potrà essere ridefinita con orari differenziati, che favoriscano il distanziamento sociale riducendo il numero di presenze in contemporanea nel luogo di lavoro e prevenendo assembramenti all'entrata e all'uscita con flessibilità degli orari.

Rimodulazione degli spazi di lavoro

Secondo il Protocollo è necessario il rispetto del distanziamento sociale, anche attraverso una rimodulazione degli spazi di lavoro, compatibilmente con la natura dei processi produttivi e degli spazi aziendali. I lavoratori che non necessitano di particolari strumenti di lavoro e che possono lavorare da soli, potrebbero in via transitoria essere posizionati in spazi ricavati da uffici inutilizzati o sale riunioni.
Per gli ambienti dove operano più lavoratori contemporaneamente, potranno essere individuate soluzioni innovative come il riposizionamento delle postazioni di lavoro adeguatamente distanziate tra loro.

Trasferte e viaggi

In merito alle trasferte e ai viaggi di lavoro nazionali ed internazionali, è opportuno che il datore di lavoro, in collaborazione con il medico competente, valuti il rischio anche considerando l’andamento epidemiologico delle sedi di destinazione. Sono sospesi tutti gli eventi interni e ogni attività di formazione in modalità in aula, anche obbligatoria, con alcune deroghe (sono consentiti in presenza, ad esempio, gli esami di qualifica dei percorsi di Iefp, nonché la formazione in azienda per i dipendenti ).


Le riunioni

Non sono consentite le riunioni in presenza, a meno che non vi sia un motivo di necessità e urgenza; se è impossibile il collegamento a distanza, dovrà essere ridotta al minimo la partecipazione, garantiti il distanziamento interpersonale, l’uso della mascherina chirurgica (o dispositivi di protezione individuale di livello superiore) e un’adeguata areazione del locale.

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