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Vaccini, a maggio dosi sufficienti per almeno 500mila iniezioni al giorno

Nei prossimi 30 giorni ci sarà una dote di 20 milioni di fiale ma il 25 e il 26 aprile le Regioni hanno mancato i target fissati da Figliuolo

di Marzio Bartoloni

Coronavirus, i vaccinati al 28 aprile 2021

3' di lettura

Stavolta non ci saranno giustificazioni. La materia prima c’è: nei prossimi 30 giorni le Regioni riceveranno oltre 20 milioni di dosi di vaccino, praticamente quante ne sono arrivate in quattro mesi. Con un primo maxi-anticipo di 2,2 milioni di dosi Pfizer mercoledì 28 e altre 2 milioni di AstraZeneca entro il 30 aprile. Il resto a maggio quando se ne aspettano 15-17 milioni. Numeri questi più che sufficienti per correre finalmente alla velocità di crociera di 500mila iniezioni al giorno (scorte comprese), un target che il piano del Governo già fissava per metà aprile ma che per mancanza di dosi il commissario Figliuolo ha spostato a partire da giovedì 29, quando le Regioni dovranno raggiungere per la prima volta le 504mila iniezioni: una soglia minima sotto la quale ora si proverà a non scendere più fino all’immunità di gregge entro settembre, quando si punta ad aver vaccinato almeno l’80% degli adulti.

VACCINAZIONI, IL TARGET DAL 29 APRILE
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Le Regioni dovranno però farsi trovare pronte perché negli ultimi giorni non stanno rispettando la tabella di marcia fissata dal commissario, con target crescenti ogni giorno proprio per arrivare gradualmente all’asticella delle 500mila somministrazioni: scorrendo i dati più stabili di Lab24 del Sole 24 Ore ,  dopo la buona performance del 24 aprile con 377mila iniezioni (più dell’obiettivo di 356mila), il 25 aprile, complice forse la domenica, le somministrazioni sono calate a 264mila (oltre 100mila in meno delle 380mila stabilite come target) e anche il 26 aprile si sono raggiunte 335mila vaccinazioni ben sotto le 405mila previste.

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Vaccino, le dosi giornaliere somministrate in Italia
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Da alcune Regioni è però arrivata in questi giorni la segnalazione sulla carenza di dosi che spiegherebbe in parte la frenata, anche se martedì 27 nei frigoriferi c’erano ancora 2 milioni di dosi. Ora però la musica dovrebbe finalmente cambiare con l’arrivo di 2,2 milioni di dosi Pfizer e poi da giovedì di altre 2 milioni di AstraZeneca a cui si aggiungono nuovi arrivi anche di Johnson & Johnson per arrivare dunque a un totale di 20 milioni di dosi in un mese, una dote che alla struttura commissariale fa sperare di superare le 500mila iniezioni al giorno già da fine maggio.

Anche perché l’ultima tabella sulle consegne di Big Pharma dicono che nel secondo trimestre (aprile-giugno) sono attese 62 milioni di dosi, comprese 7 milioni del nuovo vaccino tedesco di Curevac che potrebbe avere il via libera dell’Ema già a fine maggio. Finora sono oltre 13 milioni gli italiani vaccinati con almeno una dose, il 21,7% della popolazione. Un livello di protezione che la Gran Bretagna aveva raggiunto a febbraio, in pieno lockdown duro, mentre in Italia si è riaperto gran parte del Paese da due giorni. Tra i cittadini che hanno ricevuto almeno una dose c'è il 65,5% degli over 70: un segno chiaro dell’accelerazione della campagna.

Intanto Johnson&Johnson riconosce un ruolo causale del suo preparato monodose in casi molto rari di trombosi, per i quali è stato bloccato negli Usa. Mentre Farmindustria conferma che sono quattro le aziende in Italia «contattate» dal Mise e disponibili a produrre il vaccino da inizio 2022.

Infine i dati sui nuovi casi di contagio confermano il rallentamento della curva: ieri 10.404 positivi con coltre 300mila tamponi (tasso positività scende al 3,4%). I morti sono ancora 372. Fanno ben sperare i numeri dei ricoveri che continuano a calare: nelle ultime 24 ore si sono avuti -101 pazienti in terapia intensiva per un totale di 2.748 con 177 ingressi. In diminuzione anche i ricoveri in area non critica a -323 per un complessivo di 20.312.

I DATI DEL CONTAGIO
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Mentre i numeri indicano una strada quasi in discesa per il nostro Paese, nel mondo l’India è nel pieno di un vero dramma, travolta da un’ondata devastante con 323.144 nuovi contagi in un giorno. Occhi dunque puntati sulla temuta variante «indiana» del virus: in Italia dopo due casi di Firenze a marzo ne sono stati isolati altri 2 in Veneto: si tratta di padre e figlia rientrati dall’India.

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