ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa pandemia in Italia

Vaccini a Milano, come funziona il primo drive through per duemila dosi al giorno

Ma l’avvio del più grande centro d'Italia si è chiuso male. Sospese le dosi Astrazeneca, sospesa la somministrazione. Le persone in coda tornano a casa

di Luca Benecchi

Vaccini, Figliuolo: “Basta buttare dosi, chi passa va vaccinato”

4' di lettura

Angela è un'insegnante, tira giù il finestrino della piccola automobile nera e si ferma nel parcheggio. Si ferma ad aspettare il suo quarto d’ora. Il suo sguardo esprime un po' di preoccupazione ma scuote con la testa: no, non ha voglia di parlare. Difficile darle torto. Non c'è molto da aggiungere. Milano se possibile è più spettrale di un anno fa. I bambini sono tutti davanti a un computer, le saracinesche dei negozi sono abbassate e il traffico è più che dimezzato. Ospedali in affanno. Eppure la speranza passa anche da questo enorme spiazzo d'asfalto. Angela si è appena vaccinata nel drive through di via Novara, al parco di Trenno.

Obiettivo: 2mila vaccinazioni al giorno

Fino a domenica 14 marzo qui si facevano solo tamponi, ora nei propositi delle Forze Armate si possono già raggiungere i seicento vaccini al giorno. A pieno regime, si dice, si potranno raggiungere fino a duemila somministrazioni quotidiane. Fosse confermato, ci fossero le dosi da iniettare, sarebbe una buona notizia.

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Saranno due le linee ad essere adibite in punti vaccinali mentre le altre otto, per il momento, continueranno ad essere utilizzate per l'attività di screening attraverso i tamponi molecolari e i test rapidi Sars-Cov2. Prossimamente, in base alle richieste e alle esigenze, potranno essere riconvertite anche le altre postazioni.
L’area occupata è di circa 2.000 metri quadrati e un parcheggio di 20.000 metri quadrati: è il più grande centro italiano adibito a servizi e prestazioni sanitarie stando seduti in automobile.

Orari e tempi di attesa

L’orario sarà dalle 8.30 alle 17.30 e a cominciare sono appunto i docenti, con il vaccino AstraZeneca (ora sospeso in attesa della valutazione dell’Ema). Dall’accettazione alla somministrazione, i tempi calcolati sono di 5 minuti senza scendere dall'auto, a cui se ne aggiungono altri 15 per l'attesa all'interno del parcheggio nel caso di eventuali reazioni avverse.

Per il momento non ci sono file, non c'è il “popolo” che attende la liberazione dall'incubo della pandemia. Con i primi insegnanti, ci sono solo il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, il governatore della Lombardia, Attilio Fontana e il vice sindaco di Milano, Anna Scavuzzo (no, il sindaco non c’era).

Nel vento e nel sole, in questo luogo tra la tangenziale e San Siro, vedere le penne degli Alpini della Protezione civile e il maggiore medico Marco Tribuzio è la sola cosa che dà sicurezza. Tribuzio è responsabile per l'esercito di questa struttura. È assegnato al Centro ospedaliero di Milano, quello di Baggio.

I nuovo centro vaccinale presso il Drive Through di Parco Trenno (LaPresse).


Quando arriva la notizia che la Germania ha sospeso la vaccinazione del siero di Astrazeneca quasi contemporaneamente una folata di vento butta a terra i cartelloni dell’Esercito con le scritte dell'operazione Eos, quella della logistica e dei vaccini.

Su tutto il territorio nazionale sono 138 i drive through della Difesa, mentre sono sette i presidi vaccinali della già operativi: a Milano presso l'Ospedale Militare di Baggio e appunto al Parco Trenno, a Roma presso la Cecchignola, ad Isernia in Molise, a Cosenza dove è stato riconvertito l’ospedale da campo costruito dall'Esercito Italiano, a Pomigliano D'Arco in provincia di Napoli e a Caserta presso la Caserma della Brigata “Garibaldi”.

Coda lunga per i tamponi

Tribuzio racconta sotto i tendoni, e mostra le tende delle infermerie, dove in caso di necessità e di reazioni pericolose possono essere ricoverati i cittadini che si sottopongono alla somministrazione. E in questo grande campeggio la logistica è in effetti curata nei particolari. Ci sono i computer, gli accessi, le ambulanze. Pronti gli infermieri e i medici dell’esercito a entrare in turno. Dall’altra parte, quella dei tamponi, la coda invece è lunga.

La solita lunga coda di persone che si sottopone ai test. A Milano in questi giorni sono circa millecinquecento i nuovi positivi ogni giorno. Anche loro aspettano l’esito nel parcheggio.Certo da qui si vede di tutto. Le nuove costruzioni nella zona Expo, i grattacieli di Citylife, il termovalorizzatore. Pure le montagne del lecchese piene di neve. L'aria che gira riempie di pezzi di plastica i prati e le strade.La maestra Angela è andata via, così non ascolta la notizia che anche l'Aifa ha sospeso la somministrazione di Astrazeneca in Italia. Chissà per quanto, chissà se lei potrà fare il richiamo.

In fondo al parcheggio, dove una volta i vigili stipavano le auto rimosse, c’è un campo nomadi. Dietro alte cancellate le famiglie vivono in moduli prefabbricati. Nel sole la biancheria è al vento e i ragazzi giocano a cercare oggetti utili tra cumuli di ferraglie. Qualcuno trova una ruota di bicicletta, corre, salta e fa festa.

E chissà se questo enorme centro vaccinale all’aria aperta potrà un giorno riempirsi. Se ci saranno i vaccini disponibili e sicuri. Non è andato tutto bene. Non sta andando tutto bene. Il primo giorno del più grande drive vaccinale d’Italia sta per chiudersi in questo modo. Sospese le dosi Astrazeneca, sospesa la somministrazione. Le persone in coda tornano a casa. Con una sicurezza: un anno dopo tutto è più incerto che mai.

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