AL MINISTERO DELLA SALUTE

Vaccini, ministero Salute: non è intesa, ma avvio di percorso

di Lucilla Vazza

(ANSA)

2' di lettura

Doppia gelata sull'obbligo vaccini per i bimbi fino a sei anni. La Lombardia si chiama fuori dalla proposta consegnata mercoledì alla Lorenzin dalle Regioni. Fermo restando che per attuare l'obbligo sarà necessaria una legge ad hoc. È la stessa ministra in serata a intervenire con una nota ufficiale per chiarire che non c'è alcuna intesa con i governatori e che comunque si riserva di portare la proposta all'attenzione della ministra dell'Istruzione e del Governo.

Superare la giungla dell’obbligatorietà
Ma è sui vaccini che si sono fatti importanti passi in avanti, da verificare naturalmente alla prova dei fatti. A partire dal superamento dell’attuale giungla dell’obbligatorietà su cui Emilia-Romagna e Toscana si sono portate avanti, prevedendo il divieto di ingresso per i non vaccinati all’asilo nido e scuola materna già da settembre prossimo. Le Regioni chiedono una norma nazionale per l’obbligo delle vaccinazioni per i minori, e dal ministro c’è stata una disponibilità. Ma ovviamente su questo la parola spetta al Parlamento che dovrà mettere in piedi (velocemente se si vuole stare negli obiettivi del Piano) una legge. Ma non basta.

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Campagna vaccinale nazionale unica
Altro punto sui vaccini - è stato detto - è quello, indispensabile da definire, delle modalità organizzative da applicare in tutta Italia. Con un programma di target che le Regioni hanno elencato. E ancora quello di mettere finalmente a punto una campagna vaccinale nazionale unica e concordata con le Regioni e naturalmente con l’apporto dell'Iss. Un'altra importante richiesta al Governo è la realizzazione in tempi celeri di un’Anagrafe vaccinale informatizzata per monitorare la realizzazione degli obiettivi di copertura sulla popolazione. Programmazione del Piano vaccinale.

Nuove vaccinazioni comprese nei nuovi Lea
«Le nuove vaccinazioni contenute nel piano- ha spiegato Antonio Saitta, assessore della regione Piemonte e coordinatore della Commissione salute della Conferenza delle Regioni - sono comprese nei nuovi livelli essenziali di assistenza (Lea) e , come è emerso nel colloquio con il ministro, si pone l’esigenza di una condivisione Stato-Regioni del percorso applicativo». Le Regioni chiedono un calendario vaccinale che stabilisca le priorità e la tempistica delle somministrazioni, in modo progressivo e graduale. Un obiettivo che va raggiunto nello stesso momento in cui si ripartiranno le risorse stanziate a riguardo, 100 milioni di euro, dalla legge di bilancio.

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