al mise vertice con farmindustria

Giorgetti: avviare polo pubblico-privato per produrre vaccini in Italia

Il presidente di Farmindustria: l’industria è pronta a dare contributo

Dagli over 80 agli insegnanti, i piani vaccini regione per regione

3' di lettura

Un polo nazionale pubblico-privato per la produzione di vaccini, che garantisca l’Italia contro ulteriori tagli nella consegna di sieri da pare delle aziende farmaceutiche. È questa l’ipotesi emersa in occasione del primo incontro del tavolo finalizzato alla produzione del vaccino anti Covid in Italia, che si è svolto oggi al Mise. «Il governo italiano ha ribadito la totale disponibilità di strumenti normativi e finanziari per raggiungere l'obiettivo della produzione di vaccini in Italia», si legge nella nota diffusa dal ministero dello Sviluppo economico, al termine del vertice tra il ministro Giorgetti e il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi. All’incontro hanno partecipato anche il presidente dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) Giorgio Palù e il commissario straordinario Domenico Arcuri.

Un nuovo incontro è in agenda per il 3 marzo. Sarà quella l’occasione - continua la nota - «per verificare la possibilità concreta di produrre in sicurezza vaccini anti-Covid in siti in Italia. In particolare, sarà necessario appurare l'individuazione di tutte le componenti produttive compatibili con la realizzazione di vaccini e verificare un orizzonte temporale congruo con le esigenze del Paese per superare la fase pandemica».

Loading...

Avviare polo pubblico privato per produrre vaccini

Uno dei punti sui quali si è convenuto, rileva infatti il comunicato, è quello di «avviare la costruzione di un polo nazionale pubblico privato per realizzare nel medio lungo periodo un contributo italiano» nella produzione di vaccini anti-Covid in Italia.

Scaccabarozzi, industria pronta a dare contributo per vaccini

Un’apertura quella che è giunta dal governo che è stata accolta da Scaccabarozzi, il quale a sua volta ha chiarito che «l’industria italiana è pronta a questo progetto di grande collaborazione, per far sì che si sfruttino tutte le possibilità per dare anche noi il nostro contributo alla produzione di vaccini anti-Covid, perchè è un bene che tutti stanno aspettando. Oggi - ha continuato il presidente di Farmindustria - si sono gettate le basi di una proficua collaborazione pubblico-privato per andare in questa direzione e per far sì che in Italia nessuno si tiri indietro ma tutti facciano lo sforzo massimo per il raggiungimento dell'obiettivo».

Aziende lombarde si fanno avanti

Sul tavolo, la possibilità di dare una mano nella produzione di vaccini anti-Covid. Non nell'immediato, ma sul medio-lungo periodo. A quanto si apprende, la “ricognizione” avviata da Farmindustria non è caduta nel vuoto in Lombardia: alcune aziende attive nella regione si sono fatte avanti offrendo la loro disponibilità a valutare in maniera concreta modi e tempi per un'eventuale collaborazione “all'operazione vaccino”. Le aziende sarebbero pronte a ragionare per capire cosa serve e cosa potrebbero fare. La Lombardia, come il Lazio, potrebbe essere un distretto su cui puntare secondo quanto emerso dagli incontri serrati che si stanno tenendo nell'alveo del confronto nazionale in atto su questa partita. Non è in gioco ovviamente una soluzione tampone per la fase critica attuale riguardo al fabbisogno di vaccini da coprire, è stato puntualizzato, perché per l'avvio di una produzione di questo tipo a un'azienda servono minimo 5-6 mesi, come ribadito anche da Farmindustria.

I tempi

A quanto si apprende, l'orizzonte potrebbe essere il prossimo inverno. Avviare iniziative in questa direzione potrebbe essere strategico per fasi successive di una campagna di immunizzazione anti-Covid, a maggior ragione se dovesse rivelarsi necessario ripetere la vaccinazione dopo un certo periodo di tempo, o a cadenza annuale come succede con il vaccino antinfluenzale. Sul fronte istituzionale, dalla Regione Lombardia è stata espressa disponibilità, laddove ci fossero aziende interessate a dare una mano in risposta alla 'chiamata' nazionale, a sedersi attorno a un tavolo e vedere quali strumenti si potrebbero mettere in campo a supporto, in un atteggiamento di apertura e comunione d'intenti con il ministero dello Sviluppo economico e Farmindustria.

Si valuta produzione bioreattori

Esistono punti in Italia dove immaginare la riconversione degli impianti per la produzione di vaccini: il nodo è la scarsa presenza di bioreattori. È quanto emerso ancora dall'incontro al Mise, il Governo sta verificando la possibilità dell'uso di bioreattori esistenti o di produrli ex novo e c'è la volontà di stanziare risorse e organizzare siti.Tra questi ultimi,quelli citati sono in Veneto, Lazio e Puglia. I tempi vanno dai 4 ai 12 mesi e,per il know how,6 mesi.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti