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Vaccini, la nuova generazione sarà per naso o bocca: a che punto sono i test

Sono oltre 100 i vaccini orali o nasali in fase di sviluppo in tutto il mondo. Puntano a fermare il virus prima che si diffonda nell’organismo

Via libera dell'Aifa ai vaccini anti-Covid contro Omicron

2' di lettura

È la convinzione di diversi team di scienziati nel mondo. I vaccini anti-Covid in spray o gocce, da assumere per naso o bocca, sono la vera promessa davanti e potrebbero cambiare la pandemia. Alcuni dati sembrano dar loro ragione, anche se finora ci sono poche evidenze da trial sull’uomo. Intanto arrivano le prime approvazioni. Questa settimana è stato dato via libera in Cina all’uso come dose booster della versione inalabile di un vaccino prodotto da CanSino Biologics a Tianjin.

L’immunità mucosale

Quello di CanSino è solo uno degli oltre 100 vaccini orali o nasali in fase di sviluppo in tutto il mondo, secondo quanto riporta “Nature” online citando dati di Airfinity, società di analisi del settore sanità. Negli ultimi tempi si sono moltiplicate le aziende e i gruppi di ricerca che lavorano a nuovi tipi di immunizzazione, basati sull’approccio di usare spray o gocce, invece di iniezioni, per stimolare l’immunità mucosale (innescare cioè le cellule immunitarie presenti nelle sottili membrane mucose che rivestono le cavità del naso e della bocca, cioè le porte d’ingresso del virus) e migliorare la protezione contro SARS-CoV-2, fermandolo rapidamente prima che si diffonda nell’organismo.

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Già in uso contro l’influenza

La speranza degli scienziati è che questi vaccini mucosali siano in grado di prevenire anche i casi lievi e che blocchino il contagio ad altre persone, ottenendo la cosiddetta “immunità sterilizzante”. Alcuni vaccini di questo tipo sono già autorizzati per altre malattie, incluso un vaccino spray contro l’influenza. I dati ottenuti negli animali supportano l’idea che l’immunità sterilizzante possa essere indotta contro il Covid. Sarebbe il tassello mancante finora con i vaccini intramuscolari.

Sentinelle nel sito dell’infezione

Uno dei motivi è che le iniezioni scudo provocano una risposta immune che include i linfociti T e B. Queste cellule e gli anticorpi prodotti circolano attraverso il flusso sanguigno, ma nel naso e nei polmoni non sono presenti a livelli sufficientemente alti per fornire una protezione rapida. Nel tempo che impiegano ad arrivare lì dal flusso sanguigno, il virus si diffonde e la persona infetta si ammala. I vaccini mucosali invece possono stimolare una risposta immunitaria di tutto il corpo e anche nelle vie respiratorie. Le cellule immunitarie localizzate qui «agiscono come sentinelle nel sito dell’infezione», secondo Benjamin Goldman-Israelow, medico-scienziato alla Yale School of Medicine di New Haven, nel Connecticut.

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