salute

Vaccini obbligatori, come funziona in Europa: in Francia sono undici


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(ANSA)

2' di lettura

L'obbligatorietà di alcune vaccinazioni è una strategia diffusa in Europa. Mentre in Italia si discute del rinvio di un anno dell’obbligo di vaccinazione “certificata” per l'accesso dei bambini agli asili nido e alle scuole d'infanzia, da un’indagine comparativa sull’attuazione dei programmi vaccinali su 27 Paesi Ue (più Islanda e Norvegia), condotta da Venice (progetto Vaccine European New Integrated Collaboration Effort) e pubblicata sulla rivista Eurosurvellance nel 2012, risulta che in totale sono 15 i Paesi europei che non hanno vaccinazioni obbligatorie, mentre i restanti 14 Paesi hanno almeno una vaccinazione obbligatoria inclusa nel loro programma vaccinale. Questo mentre il ministro della Salute Giulia Grillo ribadisce che «la coercizione non può essere l'unico strumento a disposizione di uno Stato per raggiungere le ultime sacche di contrari».

I 15 Paesi europei che non ne hanno alcuna obbligatoria sono: Austria, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Irlanda, Islanda, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Portogallo, Spagna, Svezia, Regno Unito. Differenze si registrano anche nelle scelte delle vaccinazioni rese d'obbligo.

Analizzando i dati dello studio Eurosurveillance del 2012, si può notare come la vaccinazione contro la polio è obbligatoria per tutti i bambini in 12 nazioni europee. Quella contro la difterite e il tetano è obbligatoria in 11 Paesi mentre la vaccinazione contro l'epatite B in 10 Paesi.

Alcuni esempi. In Italia sono obbligatorie dieci vaccinazioni (anti-poliomielitica; anti-difterica; anti-tetanica; anti-epatite B; anti-pertosse; anti-Haemophilus influenzae tipo b; anti-morbillo; anti-rosolia; anti-parotite; anti-varicella). Pochi mesi dopo l’entrata in vigore della legge che ha esteso l'obbligo in Italia, la Francia ha portato da 3 a 11 il numero dei vaccini obbligatori per la prima infanzia. A partire dal primo gennaio 2018, a quelli contro difterite, tetano e polio, si sono aggiunti otto vaccini precedentemente raccomandati: epatite B, Haemophilus influenzae B, pertosse, morbillo, parotite, rosolia, pneumococco e meningococco C.

La Lettonia ha il record 13 vaccini obbligatori. Dopo l'epidemia di morbillo del 2014, in Germania le scuole devono segnalare alle autorità i bambini non vaccinati. In Lituania, pur non essendoci vaccini obbligatori, i bambini non vaccinati contro morbillo, parotite e rosolia non possono essere ammessi all'asilo. Il Portogallo non ha istituito l'obbligatorietà dei vaccini. Tuttavia, a partire dal 2017 le scuole portoghesi devono segnalare tutti i bambini non vaccinati alle autorità sanitarie in modo che le famiglie possano essere informate tempestivamente e correttamente sui vaccini.

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