La sanzione di 100 euro

Obbligo di vaccino per gli over 50, pioggia di diffide contro l’invio delle multe

Ancora nessun over 50 “inadempiente” ha ricevuto l’avviso di addebito dell’Agenzia delle entrate - Riscossione

Covid, subito l'obbligo vaccinale per gli over 50

4' di lettura

Da una parte le perplessità espresse dal Garante per le Privacy. Dall’altra una serie di modelli in fac-simile di denunce/querele fatte pervenire all’Agenzia delle Entrate - Riscossione (Ader). Sta di fatto che la sanzione di 100 euro prevista dal Governo per gli over 50 che dal 1° febbraio non risultano vaccinati contro il Covid non è stata per ora mai comminata, ed è rimasta solo sulla carta. Secondo quanto risulta dal report del governo aggiornato al 18 febbraio, a tre settimane dall’entrata in vigore dell’obbligo vaccinale per le persone che hanno più di cinquant’anni ci sono ancora 1,3 milioni di “renitenti” all’immunizzazione anti-Covid in questa fascia d’età.

La norma e la stretta sugli over 50 fino al 15 giugno

È una storia che sa inevitabilmente di paradosso. Partiamo dalla norma. Il decreto legge (1/2022), recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza Covid-19 (in particolare nei luoghi di lavoro, nelle scuole e negli istituti della formazione superiore) all’esame della Camera in prima lettura, ha introdotto dal’8 gennaio fino al 15 giugno 2022, l’obbligo di vaccinazione contro il Covid per le persone di età superiore a 50 anni. L’obbligo non sussiste – e la somministrazione del vaccino può essere omessa o differita – in caso di pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di medicina generale dell’assistito o dal medico vaccinatore, nel rispetto delle circolari del ministero della Salute in materia.

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La sanzione

Se l’obbligo vaccinale non viene rispettato, il decreto prevede che si applichi la sanzione amministrativa pecuniaria di 100 euro, e delinea tre casi. Il primo: persone over 50 che al 1° febbraio 2022 non abbiano iniziato il ciclo vaccinale primario. Secondo caso: persone che a decorrrere dal 1° febbraio 2022 non hanno effettuato la dose di completamento del ciclo vaccinale primario. Terzo e ultimo caso: persone che a decorrere dal 1° febbraio 2022 non abbiano effettuato la dose di richiamo successiva al ciclo vaccinale primario.

Chi commina la sanzione e la procedura prevista

La sanzione amministrativa pecuniaria è pari a 100 euro. Vediamo tutti i passaggi della procedura.

• Tramite Agenzia delle entrate-Riscossione, il ministero della Salute (soggetto competente all’irrogazione della sanzione) comunica alle persone inadempienti l’avvio del procedimento sanzionatorio e indica ai destinatari il termine perentorio di dieci giorni dalla ricezione, per comunicare all’Azienda sanitaria locale competente per territorio l’eventuale certificazione relativa al differimento o all’esenzione dall’obbligo vaccinale, ovvero altra ragione di assoluta e oggettiva impossibilità.

• Entro lo stesso termine, gli stessi destinatari danno notizia all’Agenzia delle entrate-Riscossione dell’avvenuta presentazione di tale comunicazione.

• L’Azienda sanitaria locale competente per territorio trasmette ad Agenzia Riscossione, nel termine perentorio di dieci giorni dalla ricezione della comunicazione dei destinatari, previo eventuale contraddittorio con l’interessato, un’attestazione relativa alla insussistenza dell’obbligo vaccinale o all’impossibilità di adempiervi.

• Infine, nel caso in cui l’Azienda sanitaria locale competente non confermi l’insussistenza dell’obbligo vaccinale o l’impossibilità di adempiervi, Ader provvede alla notifica di un avviso di addebito, con valore di titolo esecutivo.

Viene mantenuta, in caso di opposizione alla sanzione, la competenza del giudice di pace. E, in caso di contenzioso, l’Avvocatura dello Stato assume il patrocinio di Ader.

Sanzioni rimaste sulla carta

Fin qui quanto prevede la norma, sia sotto il profilo dell’obbligo di vaccinazione sia dal punto di vista della procedura per comminare le sanzioni. Il problema è che questa procedura, definita in ogni singolo passaggio, è rimasta ad oggi sulla carta, in quanto ancora nessun over 50 “inadempiente” ha ricevuto l’avviso di addebito dell’Agenzia delle entrate - Riscossione. Il nodo riguarda il bilanciamento tra privacy ed esigenze di sanità pubblica, e l’esigenza di evitare un accesso indebito a dati che riguardano lo stato di salute della persona che non ha rispettato l’obbligo.

Le osservazioni del Garante privacy

Audito il 10 febbraio dalla commissione Affari sociali della Camera, il Garante per la protezione dei dati personali Pasquale Stanzione ha spiegato che «l’agenzia delle Entrate è individuata come soggetto di cui il ministero si avvale ai fini accertativi, rendendole disponibile l’elenco dei soggetti inadempienti (all’obbligo vaccinale, ndr), ma non le ragioni dell’esenzione che, in caso di opposizione di eccezione alla contestazione, devono essere fatti valere all’Asl, di modo che sia poi questa a confermare all’agenzia delle Entrate la sola condizione di inadempimento. Sarebbe opportuno escludere espressamente che l’attestazione della Asl all’agenzia delle Entrate contenga informazioni idonee a rivelare lo stato di salute dell’interessato e, in senso più ampio, dati ulteriori rispetto alla sola insussistenza dell’obbligo vaccinale o all’impossibilità di adempiervi».

I documenti in fac-simile giunti all’Agenzia

Alle indicazioni espresse dal Garante, che da parte sua ha precisato di non aver allentato o bloccato l’attuazione della norma che individua le sanzioni per i cittadini e i lavoratori ultracinquantenni sottoposti all’obbligo di vaccinazione, a bloccare la macchina hanno contribuito una serie di segnalazioni, impostate tutte allo stesso modo, nella quale il denunciante «querela - si legge nel fac-simile - allo stato contro ignoti», «chiedendo che codesta Procura della Repubblica, svolte le opportune indagini, eserciti l'azione penale contro coloro che risultino responsabili in danno del/la denunciante, e nei limiti della configurabilità della peculiare fattispecie anche in forma di pericolo o di tentativo, dei reati di: abuso d’ufficio (ex articolo 323 del Codice penale); violenza privata (ex articolo 610 del Codice penale); minaccia (ex articolo 612 del Codice penale); estorsione (ex articolo 629 del Codice penale). Con riserva di costituzione di parte civile per il risarcimento del danno biologico, patrimoniale, morale, esistenziale subiti in conseguenza della condotta sopra descritta - si legge ancora nel testo -, resto a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento dovesse rendersi necessario e chiedo che la S.V. intervenga nella maniera più celere possibile nei confronti degli eventuali responsabili al fine di evitare ulteriori conseguenze dannose degli eventuali reati».

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