commentoSale in zucca

Vaccini, i passi falsi dell’Unione e il bisogno di più certezze

Qualsiasi sicurezza rischia di svanire se i messaggi delle autorità competenti si smentiscono in un breve lasso di tempo

di Giancarlo Mazzuca

Draghi: "Con che coscienza la gente salta la lista?"

2' di lettura

La giusta crociata di Mario Draghi, ribattezzato il “Drago buono”, contro i furbetti del vaccino che hanno stravolto l’ordine naturale delle somministrazioni a seconda dell'età, non deve, comunque, indurci a cancellare gli errori commessi: per troppo tempo, ad esempio, abbiamo continuato a seguire piuttosto supinamente le direttive europee sul fronte Covid senza prenderne le distanze. È il caso delle trattative condotte da Bruxelles sui vaccini: per trattare con un gigante come la Pfizer, l'Unione, invece di farsi rappresentare da uno stuolo di valenti avvocati, avrebbe dato mandato a una funzionaria che, secondo quanto è stato riportato, avrebbe avuto competenze più sui prodotti alimentari che sulle dosi per combattere la pandemia.

Sarebbe stato, così, sottoscritto un contratto miliardario che non prevede pesanti penali per il mancato rispetto delle consegne degli ordinativi ma semplici raccomandazioni.

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Logico, quindi, che avrebbero avuto la priorità i clienti più rigorosi rispetto all'Europa come Israele. È anche il caso della vicenda AstraZeneca, che è la migliore conferma di quanto la commissione presieduta dalla Von der Leyen sia andata, nel corso delle ultime settimane, un po' a zig-zag. Se “SuperMario” ha opportunamente difeso frau Ursula, che è stata relegata nel “divano di serie B” dal presidente turco Erdogan, non ha fatto altrettanto bene a seguire pedissequamente le indicazioni impartite dall’Europa sul famoso vaccino: una “via Crucis” delle settimane pasquali con AstraZeneca che prima è stato messo, per qualche giorno, in naftalina, poi è stato ripescato e pure promosso tanto da essere imposto agli “over 60”.

È evidente che gli italiani si sentano oggi più che mai disorientati di fronte ai tanti cambi di marcia della Commissione europea. Qualsiasi sicurezza rischia, infatti, di svanire se i burattinai di turno continuano a dire una cosa e poi a farne un'altra. Mai come in questo periodo così incerto gli italiani hanno invece bisogno di certezze, a cominciare proprio dai vaccini. A rassicurarci potrebbero essere le Borse mondiali che sono in fase di netta risalita perché gli operatori sperano che, vaccini permettendo, l'economia possa ripartire da settembre. A conferma di quanto sostenevano i nostri antenati: «Spes ultima dea».


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