decreto milleproroghe

Vaccini, il Senato rinvia al 2019 il divieto di accesso a nidi e materne

di Vittorio Nuti


Nel Milleproroghe stop a norme intercettazioni e «riforma della riforma» Bcc

3' di lettura

Discussione stop and go per il decreto Milleproproghe (Dl 91/2018) da oggi all'esame dell'Aula del Senato. Dopo la relazione del relatore Stefano Borghesi (Lega), l'Assemblea ha avviato le votazioni sugli emendamenti ai 13 articoli, che proseguiranno comunque lunedì (quando è previsto anche il voto finale) per consentire alle commissioni permanenti l'esame in sede referente del Dl Dignità approvato ieri alla Camera. Diversi i momenti di tensione tra maggioranza e opposizione, soprattutto al momento dell'approvazione di un emendamento promosso da M5Se Lega che rinvia all'anno scolastico 2019-2020 il divieto di accesso ai servizi educativi per l'infanzia e alle scuole per l'infanzia, dei bambini che le cui famiglie non presentino la documentazione sulle vaccinazioni effettuate. I voti favorevoli sono stati 149, i contrari 110 (tra cui quello della senatrice M5s Elena Fattori, in dissenso dal suo gruppo), e un astenuto.

Energia, slitta a luglio 2020 stop a mercato tutelato
Di oggi anche il via libera in commissione Affari costituzionali di un emendamento allo stesso Milleprororghe che rinvia da luglio 2019 a luglio 2020 lo stop definitivo ai mercati energetici di maggior tutela, cioè la liberalizzazione totale del mercato del gas e dell’energia elettrica. Per il sottosegretario al Mise, Davide Crippa, i due anni di tempo verranno utilizzati «per migliorare le condizioni per la realizzazione di un sistema competitivo» . «Tale misura - spiega Crippa - si è resa indispensabile considerando che, visto il precedente termine di luglio 2019, non sussistono le necessarie garanzie di informazione per i consumatori, di mercato, di competitività e di trasparenza. Lavoreremo da subito con tutti i soggetti coinvolti come Arera, Agcom, operatori del settore e consumatori al fine di raggiungere l'obiettivo fondamentale di garantire alla collettività un mercato energetico efficiente, sostenibile e trasparente».

Polemiche per il “vaffa” in Aula di Taverna
A scatenare le polemiche è stato il “vaffa” verso i banchi dell'opposizione che sarebbe stato lanciato dalla senatrice M5S e vicepresidente dell'Assemblea Paola Taverna, alla fine del suo accorato intervento in difesa della proroga sui vaccini. «Ha mandato tutti noi a quel Paese - ha spiegato indignato il senatore Fi Massimo Mallegni rivolgendosi alla presidente Elisabetta Casellati - questo atteggiamento in quest'Aula non è accettabile». Alle grida che si sono levate «fuori, fuori», la presidente ha risposto: «Fuori mando soltanto io. Spero che il vicepresidente Taverna non abbia fatto questo, perché ha un ruolo istituzionale che non glielo consente». «Quando finirà l'Aula - ha poi aggiunto - siccome tutto quello che succede viene ripreso, vedremo il video e se è successo questo decideremo di conseguenza». E alla senatrice M5s che chiedeva «di vedere tutti i video di quello che è accaduto in Aula» la presidente a risposto affermativamente sottolineando: «In questa Aula non ci sono trattamenti differenziati».

l’ex ministra Lorenzin: hanno vinto i no-vax
Come preannunciato dalla ministra della Salute Giulia Grillo lo slittamento degli obblighi vaccinali previsti dal decreto Lorenzin permetterà a tutti i bambini di accedere, a settembre, alle scuole dell'infanzia, ed è stata voluta dalla maggioranza in attesa della presentazione di un ddl ad hoc sui vaccini su cui è al lavoro in particolare il M5S. Ma nonostante le rassicurazioni della maggioranza, il via libera al rinvio non è piaciuto all’ex ministra della Salute Beatrice Lorenzin. «Di fatto hanno vinto i no-vax e di fatto la legge sull'obbligo vaccinale per la frequenza della scuola è stata annullata - ha protestato oggi Lorenzin - e la conseguenza di ciò è ora il forte rischio di una diminuzione delle coperture vaccinali e di nuove epidemie per varie malattie». Il rinvio, ha aggiunto, «dimostra come si siano sposate totalmente le richieste dei no-vax che però, va ricordato, rappresentano una esigua minoranza della popolazione italiana». «È una cosa gravissima: in questo modo - ha concluso - l'Italia disconosce il valore della scienza e del metodo scientifico. La cosa più grave è che così si mettono a rischio le nuove generazioni».

Pd e Forza Italia all’attacco: rinvio cosa gravissima
In Aula, le reazioni più preoccupate sono arrivate da Pd e Forza Italia. Per il senatore dem Davide Faraone il rinvio «è una cosa di inaudita gravità: la propaganda no vax ora risiede a Palazzo Chigi e mette a rischio, con lo slittamento dell'obbligo, i bambini più fragili. È un governo di irresponsabili». L’azzurro Lucio Malan ha parlato invece «decisione molto pericolosa, che potrebbe avere un costo in vite umane», mentre la collega Licia Ronzulli ha accusato la maggioranza di aver «dato ascolto agli stregoni e non agli scienziati»m uun «errore gravissimo che pagheranno i più deboli, i più indifesi, i bambini immunodepressi o con patologie».

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