ok definitivo al decreto

Vaccini, da settembre scatta l'obbligo: tutte le novità previste dalla legge

di Barbara Gobbi

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(AP)


4' di lettura

Da settembre tutto cambia: a scuola si andrà vaccinati. A perfezionare il via libera al Dl che dopo 18 anni reintroduce l'obbligo vaccinale per l'accesso a nidi, materne e scuole dell'obbligo, fino a 16 anni, la votazione finale della Camera sul disegno di legge di conversione del Dl 73, dopo il sì in notturna alla fiducia posta dal Governo: il decreto legge con le misure urgenti in materia di prevenzione vaccinale ha registrato 296 voti favorevoli e 92 contrari (Lega e N5S). Quindici gli astenuti.

La legge, fortemente voluta dalla ministra della Salute Beatrice Lorenzin, legifera su 14 vaccini: dieci obbligatori e quattro ad offerta "attiva e gratuita". Con le modifiche introdotte dal Senato, dove il dibattito è stato ampio e approfondito - a tratti infuocato – sia in commissione Igiene e Sanità sia in Aula, il decreto è stato fortemente rivisto: meno vaccini obbligatori (in origine erano 12), multe ai genitori "no vax" sforbiciate di oltre il 90%, procedure semplificate di trasmissione dei dati tra scuole e Asl. Di seguito le principali novità.

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La mappa dell'obbligo
L'obbligo vaccinale riguarda: anti poliomielitica, anti difterica, anti tetanica, anti epatite B, anti pertosse, anti Haemophilus influenzae tipo b (sempre obbligatorie), cui si aggiungono anti morbillo, anti rosolia, anti-parotite, anti varicella (d'obbligo sino a diversa valutazione, previo monitoraggio almeno triennale). I 10 vaccini obbligatori vanno tutti obbligatoriamente somministrati ai nati nel 2017. Le vaccinazioni «ad offerta attiva e gratuita», in base al calendario vaccinale per coorte di nascita, sono: anti meningococco B e C, anti pneumococco e anti rotavirus. Il ministero, sentito l'Iss, darà indicazioni operative su quest'ultima previsione, entro 10 giorni dalla conversione in legge del decreto e sulla base della verifica dei dati epidemiologici e delle coperture vaccinali ottenute, realizzata dalla Commissione Lea.

I vaccini monocomponenti
La legge dà la possibilità di sottoporsi - nel caso dei vaccini obbligatori - anche a formulazioni monocomponenti o combinate: vi potranno ricorrere bambini e ragazzi che siano già immunizzati naturalmente per malattia "fatta". Per consentire che queste formulazioni siano effettivamente disponibili sul mercato, esse andranno inserite nelle procedure centralizzate di acquisto dei vaccini obbligatori, purché «nei limiti delle disponibilità del Servizio sanitario nazionale».

La fase transitoria
Per il prossimo anno scolastico (2017-2018), la documentazione relativa all'avvenuta vaccinazione o ad un eventuale esonero andrà presentata entro il 10 settembre per nidi e materne ed entro il 31 ottobre per le scuole dell'obbligo. In alternativa, vale l'autocertificazione: in questo caso i documenti che comprovino l'avvenuta vaccinazione andranno presentati entro il 10 marzo 2018. La prenotazione delle vaccinazioni potrà avvenire, gratuitamente, anche nelle farmacie aperte al pubblico, attraverso il Cup.

Dialogo scuole-Asl a regime tra due anni
Più snelle le procedure di trasmissione dei dati tra scuola e Asl, a vantaggio delle famiglie: a partire dall'anno scolastico 2019-2020, saranno le scuole a trasmettere alle aziende sanitarie (entro il 10 marzo) l'elenco degli iscritti: entro il 10 giugno le Asl restituiranno la lista degli alunni non in regola con il calendario vaccinale e che non siano stati esonerati dall'obbligo. Nei dieci giorni successivi, i dirigenti scolastici chiederanno ai genitori di depositare, entro il 10 luglio, la documentazione comprovante l'avvenuta vaccinazione ovvero l'esonero, l'omissione o il differimento, oppure la prenotazione formale presso l'Asl. L'intero sistema andrà a regime di fatto tra due anni scolastici.

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L'Anagrafe nazionale vaccini
Registrerà i soggetti vaccinati e quelli da vaccinare, nonché dosi e tempi di somministrazione delle vaccinazioni e gli eventuali effetti indesiderati, che confluiscono nella rete nazionale di farmacovigilanza. Entro 3 mesi dall'entrata in vigore della legge (il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) il ministero della Salute integrerà poi obiettivi e componenti dell'Unità di crisi permanente istituita nel 2015.

Multe ai "no vax"
Il testo approvato dal Senato è decisamente snellito sul fronte della coercizione e delle sanzioni. Se il rispetto dell'obbligo costituisce requisito d'accesso a nidi e materne (quindi nella fascia d'età da zero a sei anni), la mancata vaccinazione non preclude invece l'iscrizione alle scuole dell'obbligo. Per le famiglie inadempienti si prevedono però multe massime fino a 500 euro (a partire da 100 euro e modulate in base alla gravità dell'infrazione), mentre è stato cancellato ogni riferimento (previsto nel testo originario del decreto) a segnalazioni delle Asl alle Procure presso i Tribunali per i minori.

I risarcimenti ai danneggiati
La legge destina fino a 1,4 milioni di euro (359mila per il 2017 e 1,076 milioni per l'anno 2018) per la «Definizione delle procedure di ristoro dei soggetti danneggiati da trasfusione o da vaccinazioni obbligatorie». E il ministero della Salute è autorizzato, a questo fine, ad avvalersi di un contingente di venti unità di personale (20 comandi) in più.

L'informazione alle famiglie
Il ministero della Salute promuoverà campagne di comunicazione e informazione per illustrare e favorire la conoscenza della nuova legge, anche in collaborazione con medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e farmacisti. Insieme al Miur, la Salute avvierà, per l'anno 2017-2018, iniziative di formazione del personale docente e di educazione degli alunni e degli studenti sui temi della prevenzione sanitaria e, in particolare, delle vaccinazioni, anche con il coinvolgimento delle associazioni di genitori e con le associazioni di categoria delle professioni sanitarie.

Nessun obbligo per0 gli operatori
Entro tre mesi dall'entrata in vigore della legge, gli operatori scolastici, i sanitari e gli operatori sociosanitari presentano agli istituti scolastici e alle aziende sanitarie nelle quali prestano servizio una dichiarazione, comprovante la propria situazione vaccinale. Esclusa, per mancanza di copertura finanziaria, la possibilità di introdurre l'obbligo per gli operatori, la legge punta quindi a rafforzare le disposizioni in tema di sicurezza sul lavoro, disciplinate dal Dlgs 81/2008.

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