Lotta al coronavirus

Vaccini, AstraZeneca fa paura: disdette e rifiuti dalla Calabria alla Lombardia

In Sardegna, a Sassari, la percentuale di chi non si presenta è circa del 14%, mentre in provincia di Reggio Calabria si sono toccate punte del 70%

Aggiornato il 9 aprile 2021

Vaccini, Figliuolo: "L'Ema ha detto che l'AstraZeneca e' sicuro"

7' di lettura

L’ “allarme trombosi” sta causando una sorta di fuga da Vaxzevria, il vaccino prodotto da AstraZeneca. A poco sono vale sin qui le rassicurazioni delle autorità italiane, dopo le precisazioni dell’Ema (l’Agenzia europea per i farmaci). Dall’Umbria alla Basilicata, dalla Calabria alla Sardegna, il numero di persone che rifiutano il vaccino di AstraZeneca o disdicono la prenotazione sta assumendo in alcuni casi dimensioni preoccupanti. Fra venerdì e sabato scorsi, nelle tende donate dal Qatar allestite a Potenza - che rappresentano il maggior punto vaccinale della città lucana - 260 su 480 persone da vaccinare non si sono presentate. In Umbria si viaggia a un ritmo di mille disdette al giorno circa. In Sardegna, a Sassari, la percentuale di chi non si presenta è circa del 14%, mentre in provincia di Reggio Calabria si sono toccate punte del 70%. Le «possibili correlazioni con rare forme di trombosi» segnalate dall’Ema hanno lasciato il segno, nonostante la precisazione che si tratti solo di una eventualità e che si stia parlando di meno di 100 casi su decine di milioni di somministrazioni.

Gelmini: bisogna avere fiducia nella scienza

Disdette fino al 70% di Astrazeneca? «Della vicenda Astrazeneca avremmo fatto volentieri a meno ma sta a dimostrare che la sorveglianza è alta. Siamo in grado di riprogrammare la campagna vaccinale senza interruzione e ritardi. Il vero rischio è non vaccinarsi». Lo dice la ministra degli Affari regionali Mariastella Gelmini intervenendo a Radio anch'io su radio1, venerdì mattina. La ministra ha sottolineato: «Alle persone dobbiamo dire di avere fiducia sulla scienza, massimo della trasparenza e precauzione, il vero rischio è non vaccinarsi, che su questo tema si è usato il massimo della trasparenza nella lettura dei dati ma anche il massimo della precauzione: il vero rischio è non vaccinarsi. Se le case farmaceutiche rispetteranno per una volta gli impegni presi, attraverso la vaccinazione il Paese tornerà a vivere».

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Le rassicurazioni di Palù e Lopalco

Anche le rassicurazioni delle autorità sanitarie faticano a fare breccia tra le persone comuni. Il vaccino AstraZeneca «non ha nessuna controindicazione» ha ripetuto giovedì sera Giorgio Palù, presidente di Aifa: «Nel Regno Unito hanno fatto 30 milioni di somministrazioni, decine di seconde dosi e non c'è stato alcun effetto: anche Ema ha detto che chi ha fatto la prima può fare la seconda». Palù è intervenuto a Diritto e Rovescio su Rete4, sottolineando che «c'è massimo controllo e massima sicurezza».

Analogamente, l’assessore pugliese alla Sanità Pier Luigi Lopalco è intervenuto sul caso con un post su Facebook: «Al di sopra dei 60 anni, il rischio di sviluppare rarissima forma di trombosi venosa è zero. Quando domani vi dovesse essere offerta la possibilità di vaccinarvi con questo vaccino non pensateci due volte: vi sta salvando la vita», ha scritto dopo aver snocciolato una serie di numeri che si riferiscono alle persone vaccinate. «Da quello che ci dicono i dati su 25 milioni di soggetti vaccinati il rischio di sviluppare una trombosi venosa con piastrinopenia, una rara patologia acuta su base autoimmune, dopo la somministrazione del vaccino è dell'ordine di 3-4 casi ogni milione di vaccinati. Il rischio è 0 al di sopra dei 60 anni, perché i pochi casi segnalati si sono tutti verificati in soggetti di età inferiore a 60 anni», ha scritto Lopalco. Per contro, ha sottolineato l’epidemiologo “prestato” alla politica, «il rischio di morte per covid al di sotto dei 60 anni è pari a circa 2mila per milione».

Puglia, il fronte del rifiuto raggiunge il 40%

In Puglia, nei due giorni di vaccinazione anti Covid a Pasqua e Pasquetta riservate ai caregiver «in alcuni centri vaccinali abbiamo avuto un rifiuto del siero Astrazeneca che ha sfiorato il 40%» ha ammesso l'assessore regionale alla Sanità, Pierluigi Lopalco, intervenuto alla trasmissione Oggi è un altro giorno su Rai1. «Bisogna vincere questa diffidenza - ha aggiunto Lopalco - perché un vaccino sicuro ed efficace».

Il caso di Reggio Calabria

Cresce in modo esponenziale il numero di soggetti che rifiutano la somministrazione di vaccino AstraZeneca in provincia di Reggio Calabria. Percentuali che vanno ben oltre il 70% e che rischiano di compromettere la vaccinazione di massa. È quanto conferma la direzione sanitaria del Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria. La fiducia verso il vaccino AstraZeneca è senza dubbio in calo ma proprio per andare incontro ai cittadini che rientrano con questa tipologia, il Gom si è dotato di un protocollo interno per verificare ulteriormente ogni paziente escludendo eventuali soggetti a rischio.

L'arrivo delle fiale di Pfizer e Moderna hanno fatto ripartire la somministrazione delle prime dosi di vaccino in Calabria. Ma i ritardi accumulati, nonostante le rassicurazioni e l'ottimismo del presidente della regione Nino Spirlí, sono difficili da recuperare. A dimostrarlo sono i dati che vedono ancora la Calabria ultima tra le regioni, ferma al 68,2% di dosi inoculate. A incidere negativamente è sicuramente l'alto numero di rifiuti di AstraZeneca. Su 461.590 dosi ricevute, infatti, ne sono state somministrate 314.628. L'apertura di nuovi centri vaccinali non ha ancora risolto i disagi legati, soprattutto, alla prenotazione.

In Umbria mille disdette al giorno

In Umbria «negli ultimi giorni, a partire da lunedì, mediamente le persone che hanno disdetto la prenotazione per la somministrazione del vaccino AstraZeneca sono mille al giorno». Lo ha reso noto l'assessore alla Sanità della Regione Luca Coletto. «Ad oggi, abbiamo superato le 5 mila disdette» ha aggiunto. «Gli operatori del Nus, Numero unico sanità, che ricevono solitamente intorno alle 4 mila chiamate quotidiane - ha spiegato ancora Coletto -, si sono trovati a gestire in questa settimana circa 22 mila telefonate per ogni giornata, con richiesta di chiarimenti».

“Fuga” da AstraZeneca anche in Sardegna

Il 14% dei vaccinandi con AstraZeneca non si è presentato, nell'hub di Sassari, per la somministrazione del vaccino. Il dato, spiegano all'Adnkronos dall'Azienda ospedaliero universitaria sassarese, è in media con quanto accaduto anche nei giorni scorsi e riguarda per lo più le categorie che si prenotano attraverso il Centro unico di Prenotazione, quindi il personale docente e non docente.

Solinas e Musumeci: appello a Draghi

I governatori della Sardegna Christian Solinas e della Sicilia Nello Musumeci hanno chiesto, con una dichiarazione congiunta, al governo Draghi di «avere il coraggio di andare oltre la proposta del ministro del Turismo Massimo Garavaglia di vaccinazione delle isole minori del paese, puntando anche sulle due più grandi isole del Mediterraneo a spiccata vocazione turistica, che possono garantire numeri importanti per la ripresa dell'economia nazionale. I due governatori si sono detti disponibili ad acquistare a proprie spese le dosi di vaccino necessarie» si legge in una nota.

Le due isole, però, non sono immuni dalla “sindrome” da AstraZeneca, con importanti quote di vaccinandi che rifiutano il vaccino anglo-svedese o non si presentano all’appuntamento per la somministrazione. «La grande incertezza generata dalle posizioni contraddittorie assunte da Ema sui vaccini AstraZeneca sta determinando paure e rifiuti in misura altissima da parte della popolazione, che rischiano di pregiudicare il piano vaccinale - hanno concluso i due governatori - Per questo ribadiamo la nostra totale disponibilità e chiediamo al presidente Draghi di poter acquistare dosi Pfizer, Moderna, J&J o Sputnik anche a nostre spese, pur di raggiungere l'obiettivo di una piena immunizzazione delle nostre isole».

In Lombardia bassa adesione sotto gli 80 anni

La Lombardia corre nella campagna vaccinale o almeno è questa l'intenzione della Regione che anticipa di una settimana le prenotazioni per la fascia 79-75 anni. L'annuncio arriva direttamente dal presidente della Regione, Attilio Fontana, che conferma la somministrazione almeno della prima dose a tutti gli ultraottantenni lombardi entro domenica. Fontana parla di «una media giornaliera di 40mila vaccinazioni, ma siamo pronti a incrementare i numeri appena arriveranno nuove forniture».

La macchina lombarda sembra aver finalmente ingranato la marcia, almeno nella gestione delle prenotazioni, con il passaggio da Aria (messa in mora ufficialmente) a Poste, ma rimangono ancora molti problemi da risolvere. Uno si chiama AstraZeneca: il rincorrersi di notizie ha innescato diverse paure nella popolazione che potrebbero avere riflessi più che negativi sulla campagna.A dimostrarlo, per la Lombardia, è la bassa adesione alla vaccinazione anti Covid per la fascia 69-75 anni, «inferiore alle attese», come chiarito dal dg Welfare Giovanni Pavesi durante l'audizione in Comissione Sanità. «Abbiamo avuto buone risposte nei primi due giorni ma poi è andata calando», ha precisato senza indicare direttamente il siero come causa, ma sottolineando che «chi rifiuta il vaccino perché AstraZeneca» crea un problema. La Regione avrebbe intenzione di mettere in coda chi non vuole il siero anglo-svedese, ma dal Welfare stanno ragionando sul da farsi perché i dati in Lombardia continuano a essere troppo alti: solo nelle ultime 24 ore si sono avuti 2.537 nuovi casi e 130 i decessi su 487 a livello nazionale.

Liguria, corsa a vaccinarsi con Moderna

Regione Liguria punta sui vaccini Pfizer e Moderna rispetto ad AstraZeneca, anche per il maggior quantitativo di vaccini a mRNA virale arrivati in Liguria a causa dell'alta incidenza di over 80 nella popolazione. Lo dicono i numeri diffusi dalla stessa regione: fino a questo momento sono infatti 292.541 le dosi somministrate di Pfizer e Moderna e soltanto 57.924 quelle di AstraZeneca, le cui disdette ieri oscillavano intorno all'1-3%, una percentuale quindi non significativa.

Qualche problema, tuttavia, esiste anche qui. A Genova, sono iniziate mercoledì le vaccinazioni, durate fino alle 2 di notte, all'hub della Torre Msc di San Benigno, ed è stato subito un vero e proprio boom: non tanto per la possibilità di accaparrarsi subito l'agognata dose ma perché a San Benigno viene somministrato il vaccino Moderna. Le prenotazioni si aggirano fra le mille e le 1.500 al giorno. Molti genovesi under 80 hanno quindi disdetto la prenotazione in farmacia o alla Fiera, dove avrebbero effettuato AstraZeneca, per riuscire ad avere un vaccino a mRNA virale.

Friuli Venezia Giulia: chi rifiuta AstraZeneca dovrà aspettare

Si rimodula la campagna vaccinale in Friuli Venezia Giulia. Da domani tutte le persone con più di 60 anni potranno prenotare un appuntamento e al momento della somministrazione riceveranno il vaccino prodotto da AstraZeneca. L'uso di questo vaccino, ha ricordato il vicepresidente della regione Riccardo Riccardi, è approvato a partire dai 18 anni, ma in via precauzionale verrà utilizzato principalmente per gli over 60. «Ovviamente la somministrazione del vaccino avverrà solo nel caso di sottoscrizione del consenso informato prima dell'inoculazione e coloro che rifiuteranno AstraZeneca dovranno attendere la disponibilità di altri vaccini per la loro fascia d'età o categoria prioritaria. Verrà invece riconosciuta una priorità d'accesso agli altri vaccini ai caregiver e ai conventi di soggetti fragili sotto i 60 anni».

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