emergenza covid

Vaccino antinfluenzale, ecco chi lo deve fare e quando

Per la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa mai come quest’anno è importante vaccinare i bambini («è uno scudo»). Il Tar annulla l’ordinanza del Lazio che imponeva la somministrazione agli over 65

di Nicola Barone

Vaccino anti-influenzale, e' gia' boom di richieste

Per la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa mai come quest’anno è importante vaccinare i bambini («è uno scudo»). Il Tar annulla l’ordinanza del Lazio che imponeva la somministrazione agli over 65


4' di lettura

Protegge contro un’infezione niente affatto banale come può essere l’influenza in alcuni casi. Aiuta a fare diagnosi differenziale rispetto al Covid-19 ma soprattutto, a giudicare da alcune evidenze, sembra aumentare la risposta immunitaria complessiva fornendo un’arma di difesa in più contro la malattia da SARS-CoV-2. In aggiunta a chi soffre di una patologia croniche e agli over 65, il vaccino antinfluenzale è raccomandato secondo quanto prevedono le linee operative anche ai bambini di età da 6 mesi a 6 anni e a tutti i soggetti a partire dai 60 anni. Questo per evitare la concomitanza dei sintomi influenzali con quelli da Covid-19 nella stagione invernale, causando affanno nei servizi sanitari a partire dalle emergenze. «Mai come quest’anno è importante vaccinare i bambini. È uno scudo», suggerisce diretta la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa.

Anziani e bambini

La somministrazione è gratuita per le cosiddette categorie di popolazione fragile, malati cronici e anziani over-65. Per la stagione influenzale 2020-2021 la circolare del ministero della Salute prevede però l’estensione della raccomandazione al vaccino già a partire dai 60 anni . La vaccinazione, si specifica, «può essere offerta gratuitamente nella fascia di età 60-64 anni”, mentre finora la gratuità era prevista appunto a partire dai 65 anni. Per le categorie protette, la vaccinazione è richiesta dal medico di famiglia o dal pediatra e viene effettuata negli stessi studi medici. In rapporto ai più piccoli, per i quali attualmente la vaccinazione è raccomandata in specifiche condizioni o se affetti da particolari patologie, la circolare sottolinea l’opportunità di raccomandare la vaccinazione nella fascia di età 6 mesi-6 anni anche al fine di ridurre la circolazione del virus influenzale fra gli adulti e gli anziani nell’attuale fase pandemica. «Per i bambini è fondamentale, per non confondere i sintomi, che sono molto simili, e non correre negli ospedali temendo che sia di peggio», spiega ancora Zampa.

Personale sanitario e donne in gravidanza

Antinfluenzale fortemente raccomandato anche agli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie che operano a contatto con i pazienti e gli anziani istituzionalizzati in strutture residenziali o di lungo degenza. È inoltre opportuno, rileva il ministero, «sensibilizzare sia i medici di medicina generale sia i ginecologi e ostetrici sull’importanza della vaccinazione antinfluenzale nelle donne in gravidanza», ricordando che la vaccinazione è offerta gratuitamente. L’Oms ritiene le donne in gravidanza come «il più importante dei gruppi a rischio per loro stesse e per il feto». Tutti i cittadini dai 6 ai 60 anni di età che intendano vaccinarsi, ma non rientrano nelle fasce protette, possono acquistare il vaccino presso le farmacie previa la prescrizione del medico di famiglia ed effettuare la vaccinazione presso gli studi medici. La vaccinazione antinfluenzale dovrebbe avere secondo l’Oms un obiettivo di copertura minimo del 75% e del 95% come obiettivo ottimale negli over 65 e i gruppi a rischio.

Anche le farmacie “abilitate” nel Lazio

Nel Lazio (dove si parte il 15 ottobre) viene prevista una possibilità ulteriore. «Mettiamo a disposizione 100mila dosi di vaccino antinfluenzale. È il numero più alto in Italia», spiega l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato. In più «le farmacie possono venderlo o laddove ci sono requisiti tecnici legati a locali idonei, attrezzature e personale possono somministrarlo anche ai cittadini. Questa è la novità. Il numero che ci hanno indicato è di circa 400 farmacie sul territorio in grado di adempiere all’attività avendo anche svolto corsi specifici». Intanto è stata annullata l’ordinanza con la quale il 17 aprile scorso il presidente della Regione ha imposto l’obbligo della vaccinazione antinfluenzale stagionale per tutte le persone al di sopra dei 65 anni di età (pena il divieto di frequentare luoghi di facile assembramento come centri sociali e case di riposo) nonché per tutto il personale sanitario e socio-sanitario operante in ambito regionale (pena il divieto di avere accesso ai rispettivi luoghi di lavoro). È quanto deciso dal Tar del Lazio con una sentenza con la quale ha accolto un ricorso proposto dall’Associazione Codici Nazionale e del Lazio. Nella sostanza i giudici spiegano che la normativa emergenziale non ammette interventi regionali.

Le cifre dell’approvvigionamento

Nonostante le regioni abbiano provveduto con gare pubbliche a un incremento di quasi il doppio rispetto allo scorso anno, arrivando a oltre 17 milioni di dosi, l’approvvigionamento riflette non pochi problemi. È più che mai concreto il rischio che scarseggino rispetto alla domanda le quote assicurate alle farmacie, al punto che la cifra iniziale di 250 mila dosi stabilita in conferenza Stato-Regione potrebbe essere rimodulata. L’Emilia Romagna si è portata avanti passando dall’1,5 al 3% ( ossia da 18mila a 36 mila dosi) per quanto vorranno rivolgersi alle farmacie. Non solo, per la somministrazione alle persone che non appartengono alle categorie per le quali è prevista l’offerta attiva gratuita, le Asl potranno procedere a pagamento ma solo dopo che sia stata garantita la vaccinazione delle categorie a rischio. Adesso la maggiore preoccupazione delle federazioni è il tempo di consegna.

In Lombardia «quote target coperte»

Qualche preoccupazione la destano i numeri della Fondazione Gimbe che analizzando i dati degli incanti per le forniture vaccinali ha rilevato che ben 9 regioni rischiano di non garantire neppure il 75% della copertura delle categorie a rischio. Altre 12 Regioni (Puglia, Lazio, Sicilia, Toscana, Campania, Calabria, Sardegna, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia e Marche) si sono aggiudicate un quantitativo adeguato di dosi per raggiungere la copertura del 75% degli over 65, ma la disponibilità di dosi residue per il resto della popolazione è molto variabile. Per la Lombardia «non è così», replica l’assessore al Welfare Giulio Gallera. «Abbiamo acquistato 2,5 milioni di dosi di vaccino, che rappresentano l’80% in più di quelle dell’anno scorso. A livello nazionale sono 17 milioni, quindi il 15% delle dosi di tutte le Regioni è stato acquistato dalla Lombardia. Queste ci consentiranno di coprire sulle quote target, che sono almeno il 75%, sia i fragili sia gli operatori sanitari, sia i bambini». Nessuna difficoltà invece per chi vuole vaccinarsi contro lo pneumococco, la somministrazione è disponibile in qualsiasi momento dell’anno presso il medico di famiglia dietro richiesta, prevede un solo richiamo e dura tutta la vita.


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