IL PIANO

Il vaccino è a Roma: sabato mattina allo Spallanzani. Dal trasporto alla distribuzione delle prime dosi, cosa accadrà nei prossimi giorni

Scortato dai carabinieri, il mezzo con le prime 9.750 dosi è arrivato nel tardo pomeriggio di Natale alla caserma di Tor di Quinto a Roma

di An.C.

È in Italia il vaccino anti-Covid

3' di lettura

I DATI DEL CONTAGIO
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Dopo il via libera dell'Agenzia italiana per il farmaco (Aifa) all'immissione in commercio del vaccino Pfizer Biontech contro il Coronavirus, la campagna di vaccinazione di massa si accinge a compiere il primo passo, nell’attesa di entrare nel vivo nei prossimi mesi dell’anno prossimo.

Venerdì nel tardo pomeriggio le prime dosi sono arrivate a Roma: sabato mattina sono state trasferite dalla caserma Tor di Quinto all’ospedale Spallanzani e poi da lì in tutta Italia.

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Ma andiamo con ordine. I Tir con le celle frigorifere con le prime 9.750 fiale a -75 gradi sono partiti dal Belgio, e più precisamente da Puurs, una località nelle Fiandre sede di uno dei più grandi siti sterili iniettabili di Pfizer. Destinazione: i punti di distribuzione in tutto il continente europeo. Nella mattina di Natale ha varcato la frontiera del Brennero il furgone con le prime 9.750 dosi del vaccino anti-Covid di Pfizer-Biontech destinate all'Italia.

L’arrivo a Roma delle prime fiale

Scortato dai carabinieri, il mezzo è arrivato nel tardo pomeriggio di Natale alla caserma di Tor di Quinto a Roma, scortato dalle auto dei carabinieri. Il furgone è partito dalla caserma dei carabinieri di Tor di Quinto sabato 26 dicembre e ha raggiunto lo Spallanzani dove le dosi saranno suddivise in scatole che verranno poi consegnate ai militari. Alcuni mezzi militari partiranno per le destinazioni da raggiungere via terra nel raggio di 300 chilometri, altri si recheranno verso l'aeroporto militare Pratica di Mare dove le restanti dosi verranno imbarcate sugli aerei per altre destinazioni. La distribuzione sarà a cura della Difesa in modo da permettere all'intero Paese di partecipare al Vaccine day europeo del 27 dicembre.

Il trasferimento nei 21 siti protetti

Dalla capitale, se la tratta è entro 300 chilometri, il vaccino verrà trasportato con diversi veicoli delle forze armate, tra mezzi leggeri e autocarri ad uso tattico logistico, gli stessi modelli visti per le strade di Bergamo nei momenti più difficili dell'emergenza Covid in Italia. Sia l’Interpol sia le agenzie di intelligence hanno messo in evidenza il rischio di un furto delle fiale durante il trasporto o nei depositi, per poi rivenderle nei paesi fuori dall’Unione europea che non hanno ancora il vaccino. Per tutte le altre regioni più distanti, invece, i vaccini saranno stoccati nell'hub centrale di Pratica di Mare e da qui le scorte saranno caricate su elicotteri o aerei per raggiungere le varie destinazioni (i primi 21 siti nazionali). I trasferimenti impegneranno gli uomini delle Forze Armate per l'intera giornata e la notte del 26, affinché tutte le dosi giungano nei centri dove verranno somministrate entro le 7 del 27 dicembre. La prima infermiera a essere vaccinata sarà Claudia Alivernini: 29 anni, romana e lavora presso il reparto malattie infettive dello Spallanzani, ma in questi mesi di emergenza Covid ha anche curato presso il loro domicilio molti anziani.

Il 6 gennaio attesa decisione Ema su valutazione vaccino Moderna

Il 6 gennaio potrebbe scattare un’altra tappa. L'Agenzia europea del farmaco (Ema) ha reso noto che la richiesta per l'autorizzazione all'immissione in commercio del vaccino Covid-19, sviluppato da Moderna, è attualmente in corso e potrebbe essere conclusa in una riunione straordinaria dell'Ema il 6 gennaio 2021. L'Ema organizzerà un secondo incontro pubblico l'8 gennaio 2021 per informare i cittadini europei sulla valutazione, l'approvazione e il lancio di nuovi vaccini Covid-19.

Gimbe,certe solo 32 milioni dosi vaccino fino a giugno

Intanto la Fondazione Gimbe nel suo consueto monitoraggio settimanale ha sottolineato che anche se il piano vaccinale del ministero della Salute prevede accordi con le aziende per oltre 202 milioni di dosi, al momento le dosi certe sono solo poco più di 10 milioni entro marzo 2021 e 22,8 milioni entro giugno. Al momento, secondo Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione, «è possibile solo fare previsioni di massima rispetto al raggiungimento di una copertura vaccinale del 60-70% della popolazione». Nel conto delle 202 milioni di dosi previste dal piano vaccinale, ci sono, oltre ai vaccini di Pfizer-Biontech (già approvato) e Moderna (che dovrebbe avere il via libera il 6 gennaio), quelli di AstraZeneca e Johnson and Johnson, in fase di rolling review, quello di Curevac, per cui è stato arruolato il primo paziente per lo studio di fase 3 il 14 dicembre, e quello di Sanofi-GSK, che ha già comunicato lo slittamento della consegna delle dosi al 2022.

Articolo aggiornato alle ore 10 del 26 dicembre 2020

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