CORONAVIRUS

Vaccino già distribuito in tutta Italia: ecco le tappe e le dosi regione per regione. Da domani 470mila dosi ogni settimana

In corso la consegna in tutte le regioni. Dopo lo Spallanzani, le prime vaccinazioni da Bolzano a Bari. L’Istituto superiore di sanità: arma fondamentale nella lotta all’epidemia ma le altre misure non vanno abbandonate. Polemica sul vaccino a De Luca

I primi vaccinati in Italia allo Spallanzani

4' di lettura

Mentre a Roma, all’Istituto nazionale malattie infettive Spallanzani, alle ore 7,20 le prime tre persone ricevevano il vaccino anti Covid-19 Pfizer-BioNTech (entro stasera saranno 130), la campagna vaccinale europea è cominciata anche nel resto d’Italia con priorità a operatori sanitari, personale e ospiti delle Rsa: con l’operazione «Eos» le forze armate hanno fatto arrivare in tutte le regioni le prime 9.750 dosi da somministare nel corso della giornata. La distribuzione vera e propria partirà da lunedì 28 dicembre: all’Italia arriveranno circa 470mila dosi ogni settimana.

L’agenzia Reuters ha ricostrutio la mappa europea delle vaccinazioni dalla quale risulta che in Germania si è partiti con oltre 150mila dosi, in Francia con 19.500, in Spagna con 350mila. Romania, Repubblica ceca, Slovacchia e Bulgaria hanno ricevuto 10mila dosi ciascuno.

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Iss: arma di lotta ma non abbandonare le altre misure

Per l’Istituto superiore di sanità «con la possibilità di vaccinarsi arriva un’arma fondamentale nella lotta all’epidemia» ma distanziamento sociale, uso delle mascherine e igiene delle mani sono misure che «non possono essere abbandonate prima che sia vaccinato un numero sufficiente di persone a creare un’immunità di comunità». L'Iss ricorda che con l’inizio della campagna di vaccinazione contro il Sars-CoV-2 in Italia, i primi ad essere immunizzati contro il virus «saranno gli operatori sanitari e i residenti delle Rsa, e a seguire il vaccino verrà offerto gratuitamente a tutta la popolazione, a partire dalle categorie più fragili».

Il piano di distribuzione

Le fiale del vaccino, partite dallo stabilimento Pfizer di Puurs, in Belgio e destinate a tutti i Paesi dell’Unione europea, erano arrivate all’ospedale Spallanzani di Roma e conservate in celle frigorifere in grado di mantenere una temperatura di -75 gradi. Una parte di esse è stata caricata in contenitori termici a bordo dei mezzi dell’Esercito e consegnata in tutti i punti di somministrazione entro i 300 chilometri dalla capitale, mentre le dosi destinate alle regioni più distanti sono state trasferite nell'hub predisposto dalla Difesa all'aeroporto militare di Pratica di Mare e consegnate con 5 aerei nel resto d’Italia.

Le dosi per Regioni e la polemica su De Luca

A riceverne il maggior numero è la Lombardia, la regione più colpita dalla pandemia: ha avuto 1.620 dosi suddivise in 324 fiale, arrivate all’ospedale Niguarda di Milano.

Dopo la Lombardia il maggior numero di dosi è andata all’Emilia Romagna (975), seguita da Lazio (955), Piemonte (910) e Veneto (875), la regione che invece è più in difficoltà in questa seconda fase. “Vaccineremo per primi i sanitari e gli ospiti delle nostre case di riposo. Avremo potenzialmente da vaccinare quasi 60 mila dipendenti della sanità e altrettanti, tra sanitari e pazienti, nel mondo delle rsa» ha spiegato il presidente del Veneto Luca Zaia.

«Questa è una giornata simbolica, ma quando inizia la vaccinazione di massa dei cittadini ci vogliono criteri seri, rapportati alla popolazione, ogni altro criterio sarebbe da mercato nero» ha fatto sapere il governatore della Camoania Vincenzo De Luca. Nei giorni scorsi De Luca era stato critico sul numero di dosi (700) assegnate in prima battuta alla Campania. Al governatore campano è stato somministrato il vaccino anti-covid all’ospedale Cotugno di Napoli. Un «abuso di potere», secondo il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, «inqualificabile e indegno».

Le prime vaccinazioni e le testimonianze

Molte regioni hanno scelto come testimonial della campagna una donna: infermiere, operatrici sanitarie e dottoresse che da mesi sono in prima linea. Oltre che a Roma, è stato così per esempio a Trento, dove la prima vaccinata contro il coronavirus è stata un’infermiera dell'unità operativa anestesia e rianimazione dell’ospedale Santa Chiara; in Toscana con un’infermiera dell’ospedale fiorentino di Careggi; in Puglia: «Mi sento sollevata, fortunata, spero di essere di esempio per tutti davvero» ha commentato la dottoressa Lidia Dalfino, dirigente medico della rianimazione Covid del Policlinico di Bari, la prima vaccinata al Covid nella regione. La prima anziana ospite di una Rsa pugliese ad essere stata vaccinata contro il Covid è stata una 94enne.

«Chi ha vissuto sulla propria pelle e ha visto con i propri occhi la drammatica straordinarietà di questa malattia non può e non deve temere il prodotto della scienza» ha detto il responsabile del pronto soccorso del Civico di Palermo, Massimo Geraci, primo medico a essere vaccinato in Sicilia.

Vaccinarsi «per un infermiere è un dovere verso i cittadini, verso i colleghi e anche verso la scienza in cui crediamo» ha detto Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli ordini degli infermieri (Fnopi) e direttore sociosanitario dell'Asst Nord Milano, tra i primi a ricevere il vaccino anti-Covid.

Fontana: Ue dimostra che sa essere fondamentale

È «una giornata importante anche per l’Unione europea» secondo il presidente della Lombardia Attilio Fontana (Lega). Ed è importante «perché è una giornata - ha detto in un breve discorso alla cerimonia per l’avvio della campagna vaccinale anticovid in Lombardia - nella quale dimostra che se opera nel modo corretto, se si impegna nel modo giusto può essere qualcosa non solo di im«portante ma di fondamentale per il futuro del nostro Paese e dell’Europa medesima». La prima vaccinata lombarda è stata Adele Gelfo, operatrice socio-sanitaria che lavora al Niguarda dal 1991.

L’assessore pugliese Lopalco: il medico che rifiuta il vaccino non è degno

L’assessore alla Salute della Regione Puglia, Pierluigi Lopalco, nella giornata di avvio della campagna di vaccinazioni contro il Covid nel Policlinico di Bari, ha detto: «Io spero di essere il primo a vaccinarmi appena inizierà la fase 1. Io sono un medico e i medici devono dare l'esempio. Un medico che rifiuta la vaccinazione non è degno di questo mestiere». E ha auspicato «che tutti gli operatori sanitari chiamati a vaccinarsi rispondano a questo appello».

Musumeci: entro settembre vaccinati tutti siciliani

Nel corso delle operazioni all'Ospedale Civico di Palermo per il Vax Day il presidente della Regione Nello Musumeci ha annunciato: «Entro la metà di settembre 2021 saremo in grado di vaccinare tutti i siciliani di età superiore ai 16 anni».

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