Decreto in Gazzetta

Dal 1° aprile al ristorante al chiuso basta il tampone. Lavoro, cosa cambia per gli over 50

Le novità principali del testo pubblicato in Gazzetta riguardano anche la scuola. I docenti senza vaccino continueranno a non poter insegnare fino alla fine dell’anno scolastico. Ma non perderanno lo stipendio perché dovranno essere adibiti ad altre mansioni di supporto

di Andrea Carli e Andrea Gagliardi

Aggiornato il 26 marzo 2022, ore 12:40

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3' di lettura

Over 50 e forze dell’ordine subito al lavoro con il tampone. Dal 1° aprile basta il green pass base (vaccino, guarigione o tampone), anche al ristorante al chiuso. I docenti no vax tornano a scuola ma adibiti a mansioni diverse dall’insegnamento. Sono alcune delle novità del testo del decreto legge Covid 24/2022 (“Disposizioni urgenti per il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia da Covid-19, in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza”), pubblicato sulla Gazzetta ufficiale di giovedì 24 marzo a una settimana dal via libera del Cdm.

Via all’obbligo di green pass dal 1° maggio

Il decreto ha ottenuto il via libera del Consiglio dei ministri giovedì 18 marzo. E ha delineato le tappe verso il ritorno alla normalità dopo oltre due anni di pandemia, con lo stop confermato da maggio del certificato verde, sia nella versione “base” (basta il tampone negativo) sia in quella “super” (solo vaccino o guarigione) nei luoghi al chiuso, con l’eccezione delle visite degli ospedali e nelle Rsa.

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Green pass base per over 50 subito in vigore

Novità sul fronte lavoro. Nel testo iniziale decorreva dal 1° aprile (fine dello stato di emergenza) la possibilità di utilizzare il green pass base per tutte le categorie (compresi gli over 50) finora obbligate a munirsi di super green pass (vaccinazione o guarigione) per accedere ai luoghi di lavoro. Nel testo finale è venuta meno quella data. La decorrenza parte dall'entrata in vigore del decreto, ossia dal 25 marzo. Da venerdì quindi non solo tutti gli over 50 ma anche (indipendentemente dall’età) poliziotti, carabinieri, membri dell’esercito e della polizia penitenziaria, vigili urbani, personale Ata della scuola e professori universitari (tutte categorie con obbligo vaccinale fino al 15 giugno, pena multa di 100 euro) possono lavorare anche se non vaccinati. Basta un tampone negativo (valido 48 ore).

Dal 1 aprile prof no vax di nuovo a scuola ma senza insegnare

Altra importante novità nella scuola. Con la fine dello stato di emergenza, dal 1 aprile, gli insegnanti non vaccinati potranno tornare a scuola e lavorare con il green pass base. Ma non potranno fare lezione in classe. Saranno utilizzati in «attività di supporto all’istituzione scolastica».

Nel testo pubblicato in Gazzetta si specifica in particolare che fino al 15 giugno 2022 «la vaccinazione costituisce requisito essenziale per lo svolgimento delle attività didattiche a contatto con gli alunni. I dirigenti scolastici assicurano il rispetto dell’obbligo». In caso di inadempimento non scatta però la sospensione dello stipendio e il dirigente scolastico deve «utilizzare il docente inadempiente in attività di supporto alla istituzione scolastica». Non andrà, dunque, in classe, ma sarà assegnato ad altre mansioni. I dirigenti scolastici «provvedono, dal 1° aprile 2022 fino al termine delle lezioni dell’anno scolastico 2021/2022, alla sostituzione del personale docente e educativo non vaccinato mediante l’attribuzione di contratti a tempo determinato che si risolvono di diritto nel momento in cui i soggetti sostituiti, avendo adempiuto all’obbligo vaccinale, riacquistano il diritto di svolgere l’attività didattica». La misura costa 29 milioni.

Presidi: mansioni no vax inesistenti, pagati per non lavorare

E va subito specificato che la misura non convince affatto i presidi. «È molto difficile, a scuola, stabilire quali siano le mansioni non a contatto con i ragazzi», osserva il presidente di Anp Antonello Giannelli. «Gli stessi impiegati di segreteria e i bidelli entrano a contatto con gli alunni. C’è una volontà di normalizzare la situazione di chi non si è vaccinato; gli si paga lo stipendio per non lavorare, dando mansioni sostanzialmente inesistenti», aggiunge il presidente dell’Associazione presidi.

Green pass base anche al ristorante

Tornando al testo del decreto in Gazzetta, dal 1° al 30 aprile sarà sufficiente il green pass base (vaccino, guarigione o tampone negativo) per i trasporti a lunga percorrenza: (aerei, navi, treni Alta velocità e intercity, autobus di linea) e per «la partecipazione del pubblico agli spettacoli aperti al pubblico, nonché agli eventi e alle competizioni sportivi, che si svolgono all’aperto». Ossia per accedere a stadi, concerti e spettacoli teatrali o cinematografici all’aperto. Obbligo di green pass base anche per mense, concorsi pubblici. Nella versione definitiva pubblicata in Gazzetta Ufficiale si specifica che basta il green pass base anche per i ristoranti al chiuso (si era parlato di distinzione per italiani con il “super” e turisti stranieri con il “base”, che invece salta).

Un’unità di missione al posto del commissario

Con la fine dello stato di emergenza cessa l'era del generale Figliuolo. ll nuovo decreto crea al posto della struttura commissariale una «Unità» a Palazzo Chigi che dal 1° aprile e fino a fine 2022 si occuperà della campagna vaccinale con «gli stessi poteri del commissario» per poi passare le consegne al ministero della Salute. Il direttore della nuova «Unità» sui vaccini che assorbirà anche del personale della struttura commissariale sarà nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. A decorrere dal 1° gennaio 2023 il Ministero della salute subentra nelle funzioni dell'Unità per l'emergenza Covid-19.

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