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Vaccino, obbligo per tutti se non si raggiunge il target del 90%

L’avvento dell’obbligo vaccinale potrebbe aiutare anche il percorso verso la terza dose che sarà sicuramente somministrata a persone fragili - già a partire da ottobre - e poi ad anziani (over 80)  e anche ai sanitari, i primi a vaccinarsi dallo scorso gennaio

di Marzio Bartoloni

I dati dei vaccinati al 5 settembre 2021

2' di lettura

Il target dell’80% di over 12 vaccinati è ormai molto vicino e sarà raggiunto anche prima del previsto e cioè prima di fine settembre. Ma il raggiungimento dell’obiettivo indicato a inizio campagna dal commissario Figliuolo per raggiungere l’agognata immunità di gregge non viene giudicato sufficiente dagli scienziati del Cts e da quella parte del Governo che appoggia in pieno l’intenzione di Draghi di arrivare, se necessario, al vaccino obbligatorio per tutti.

La variante Delta cambia i piani

La variante Delta, più contagiosa del 50% e anche più pericolosa (i primi dati dicono che provochi più ricoveri), ha cambiato lo scenario anche perché lo scudo dei vaccini funziona, ma non ferma del tutto il contagio anche tra quelli completamente immunizzati. Ecco perché l’asticella è stata spostata più in alto di quell’80% indicato a inizio pandemia.

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Al ministero della Salute si ragiona infatti su una soglia di almeno il 90% di immunizzati tra gli over 12, un numero giudicato sufficiente per poter gestire l’epidemia senza troppe ripercussioni sul sistema ospedaliero, mentre l’ipotesi di eradicare del tutto il virus ormai è considerata una missione impossibile. Lo scenario più plausibile, nel caso lo scudo vaccinale continui a funzionare, è infatti quello di passare appunto dalla pandemia a una “endemia” che ci permetterà di convivere con il virus.

Quando scatterà l’obbligo vaccinale

Per questo motivo il ragionamento è semplice: se non si arriverà al 90% di vaccinati entro fine anno - anche grazie alla spinta dell’estensione del ricorso al green pass a cui il Governo lavora a stretto giro - allora si potrà ricorrere all’obbligo vaccinale evocato dal premier Draghi. Insomma una extrema ratio nel caso l’effetto dei nuovi green pass - che potrebbero diventare obbligatori per i dipendenti della Pa e per tutti quei lavoratori dei settori in cui oggi è chiesto il certificato verde ai clienti non trascini molto in su le vaccinazioni. Soprattutto tra gli over 50 dove ancora 3,7 milioni non hanno ricevuto neanche una dose.

Opzioni alternative

Tra le opzioni alternative allo studio c’è la possibilità di rendere obbligatorio il vaccino per altre determinate categorie dopo quella dei sanitari dove è già in vigore: dalle forze dell’ordine al resto dei dipendenti Pa. Ulteriore opzione potrebbe essere quella di prevedere l’obbligo solo per gli over 50, la categoria più a rischio.

In ogni caso l’avvento dell’obbligo vaccinale potrebbe aiutare anche il percorso verso la terza dose che sarà sicuramente somministrata a persone fragili - già a partire da ottobre - e poi ad anziani (over 80)  e anche ai sanitari, i primi a vaccinarsi dallo scorso gennaio. Ma non è escluso che successivamente tutto il resto della popolazione debba allungare il braccio per la dose «booster». E quindi l’obbligo vaccinale potrebbe essere la soluzione più facile anche se non più semplice, visto le forti opposizioni della Lega.

Intanto il 4 settembre è partito a Roma il G20 Salute: il 5 e il 6 settembre si riuniranno i ministri della Salute, coordinati dal nostro ministro Roberto Speranza. Al centro del vertice la lotta alla pandemia e l’equità nella distribuzione dei vaccini per combatterla, visto che in molti Paesi - come quelli africani - i vaccinati non superano il 2% della popolazione.

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