La corsa per fermare la pandemia

Da Pfizer a AstraZeneca ai 5 vaccini cinesi: annunci e progressi sulla cura al Covid. Possibile ok in Europa a dicembre

Dopo l’annuncio di Pfizer di avere in mano i dati finali sul suo vaccino arrivano altri dati confortanti sui tanti vaccini anti Covid che progrediscono verso la fase finale

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Illustrazione di Andrea Marson/Il Sole 24 Ore

Dopo l’annuncio di Pfizer di avere in mano i dati finali sul suo vaccino arrivano altri dati confortanti sui tanti vaccini anti Covid che progrediscono verso la fase finale


4' di lettura

A 24 ore dall’annuncio di Pfizer di avere in mano i dati finali sul suo vaccino che mostrano un’efficacia del 94-95 per cento e specificatamente sulla popolazione sopra i 65 anni, arrivano altri dati confortanti sui tanti vaccini anti Covid che progrediscono verso la fase finale. Facciamo il punto degli ultimi sviluppi. In particolare quello della Oxford University e della britannica AstraZeneca, si viene a sapere oggi 19 novembre, sviluppano una forte risposta immunitaria nei più anziani, ovvero il gruppo a più alto rischio di fronte al manifestarsi dei sintomi di Covid 19, quello che riceverà le prime dosi assieme all’altro gruppo ad alto rischio, il personale sanitario.

Possibile ok Ema a due vaccini a dicembre

Intanto l'Ema, l'agenzia europea per i farmaci, potrebbe dare l'autorizzazione alla commercializzazione dei vaccini di Biontech e Moderna nella seconda metà di dicembre “se tutto procederà senza problemi”. Lo ha detto la presidente della commissione Ue Ursula Von der Leyen alla fine della videoconferenza tra i leader Ue.

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I progressi di Oxford-AstraZeneca

Nei risultati di fase 2 pubblicati su The Lancet, i ricercatori evidenziano che il vaccino sviluppato con un virus disattivato è meglio tollerato dagli anziani che dai giovani adulti ma produce una risposta immunitaria simile in entrambi i gruppi. I trial di Fase 2 non sono definitivi e, cosa ancora più importante, non misurano l’efficacia. Evidenziano la risposta immunitaria, che è molto buona, è la conclusione dei ricercatori, risultato già annunciato settimane fa e ribadito oggi con i dati a supporto. La fase 3 del vaccino Oxford AstraZeneca su cui ha puntato la Commissione Ue e in particolare l’Italia che lo ha finanziato e partecipa anche attraverso un’azienda partner di Astrazeneca, la Irbm di Pomezia, è in corso: tutto si dovrebbe concludere entro la fine dell’anno, dice da Oxford il capo del progetto Andrew Pollard, citato da Financial Times.

Pollard nota anche che le risposte immunitarie sono in genere più deboli negli adulti più anziani perché il sistema immunitario si deteriora con l’età. «Quando si parla di risultati, è cruciale testare i vaccini Covid-19 nei gruppi degli anziani, il gruppo che ha la priorità di essere immunizzato».

La corsa cinese dei cinque vaccini

Nel frattempo in Cina è stato approvato il quinto vaccino per la fase finale in un paese che si sta prodigando per tenere testa ai leader globali della ricerca ovvero Stati Uniti e Europa.
Anhui ZhifeiLongcom, una sussidiaria della Chongqing Zhifei Biological, quotata a Shenzhen, ha lanciato la Fase 3 nella città di Xiangtan, provincia di Hunan, dopo aver ricevuto l’approvazione intende avviare entro questo mese test all’estero.

Questo quinto vaccino cinese usa una parte del Dna del virus per indurre una risposta immunitaria, un metodo che tende a minimizzare la possibilità di reazioni avverse.

In Cina sta accadendo una cosa strana, negli ultimi mesi la ricerca sul vaccino è rallentata in corrispondenza della capacità cinese di sradicare il virus (Pechino dichiara ufficialmente pochi casi locali alla settimana) ma negli ultimi giorni con gli annunci dall’America di Pfizer e Moderna e con i progressi di AstraZeneca è ripartita la corsa cinese al vaccino. Lo scopo abbastanza chiaro è non rimanere indietro rispetto ai competitor globali in una gara che sembra più geopolitica e finanziaria che di sanità pubblica.

I cinesi insomma non vogliono perdere il treno dopo gli annunci di Pfizer e Moderna che hanno suscitato molto interesse degli investitori.

La Cina ha attualmente quattro vaccini allo stadio finale: due dell’azienda farmaceutica di stato Sinopharm e altri due rispettivamente di CanSino e Sinovac.

L’annuncio di Pfizer e l’efficacia al 95%

Ieri 18 novembre ottime notizie dal vaccino Pfizer-BioNTech, ancora migliori di quelle emerse dai primi risultati. Le società hanno infatti completato la fase di sperimentazione e hanno riscontrato un’efficacia del 95 per cento. Un risultato straordinario, soprattutto visti i tempi rapidi con cui sono giunti alla fine dei test. Altra eccellente notizia che accomuna Pfizer ad AstraZeneca: l’efficacia è praticamente analoga (94%) sugli over-65, la categoria più a rischio.

La conclusione della Fase 3 apre la strada al produttore del farmaco per richiedere un'autorizzazione d'emergenza negli Stati Uniti entro pochi giorni. I risultati provvisori diffusi pochi giorni fa avevano mostrato un'efficacia dell'iniezione superiore al 90% ed erano già molto incoraggianti.

Pfizer ha dichiarato che ci sono stati 170 i casi di COVID-19 nella sua sperimentazione su oltre 43.000 volontari e che solo otto persone affette dalla malattia hanno ricevuto il vaccino invece ci un placebo, il che significa che il vaccino ha avuto un tasso di efficacia del 95%. Delle 10 persone che hanno sviluppato il COVID-19 in forma grave, una solo ha ricevuto il vaccino.

Pfizer Inc. ha aggiornato martedì la sua analisi del profilo di sicurezza del suo vaccino COVID-19, affermando che il 3,8% dei partecipanti ha sofferto di stanchezza dopo aver ricevuto una seconda dose dell'iniezione. L’analisi aggiornata si basava su 8.000 partecipanti allo studio. Il produttore di farmaci statunitense ha dichiarato infine che il 2% dei partecipanti ha accusato mal di testa dopo la seconda dose.

La sperimentazione, che sta testando persone in 150 siti negli Stati Uniti, Germania, Turchia, Sudafrica, Brasile e Argentina, raccoglierà dati sulla sicurezza e l'efficacia del vaccino per altri due anni. Il 41% dei soggetti testati ha un’età compresa tra 56 e 85 anni.
Pfizer e BioNTech prevedono di produrre fino a 50 milioni di dosi del vaccino quest'anno e fino a 1,3 miliardi di dosi entro la fine del 2021.

«Una novità assoluta nella storia dell'umanità: meno di un anno dalla sequenza del virus alla sperimentazione clinica su larga scala di un vaccino, per di più basato su una tecnica del tutto nuova», ha commentato Enrico Bucci, biologo della Temple University di Philadelphia. «Oggi è un giorno speciale».

Die giorni fa un’altra società americana, Moderna, ha diffuso i risultati preliminari dei suoi test secondo cui il vaccino è efficace al 95% e si può conservare in frigorifero per 30 giorni.


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