I dati Usa

Vaccini per adolescenti, perché i benefici prevalgono sui rischi

La statunitense Food and Drug Administration valuta un’avvertenza sui rarissimi casi di miocardite ma i benefici superano di gran lunga i rischi

di Nicola Barone

Coronavirus, i vaccinati al 25 giugno 2021

I punti chiave

  • Miocarditi rare, i benefici prevalgono
  • Locatelli (Cts): campagna persuasiva e penetrante
  • I pediatri italiani: avanti con le immunizzazioni
  • I numeri della sorveglianza negli Usa

4' di lettura

Il vaccino per gli adolescenti ha superato i test di sicurezza. Qualche evento avverso registrato non sposta il rapporto tra rischi e benefici. Il Covid colpisce tutti indistintamente, e in certi casi (per fortuna pochi) fa male anche ai più piccoli, molto male. Vaccinandosi si proteggono in modo indiretto i più fragili con cui si entra in contatto. E in ultimo, quando sarà il momento di riprendere, il ritorno a scuola potrà avvenire tra i banchi senza il pericolo di nuovi confinamenti a intermittenza. Il catalogo dei benefici collegati all’immunizzazione delle fasce giovanissime è questo, un punto sulla situazione arriva dalla riunione del comitato consultivo dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie americani.

Miocarditi rare, i benefici prevalgono

Dopo la consultazione sulla sicurezza dei vaccini convocata ad hoc per discutere le segnalazioni arrivate, allo studio della statunitense Food and Drug Administration sarebbe un’avvertenza ai vaccini anti Covid a mRNA di Pfizer/BioNTech e Moderna sui rari casi di miocardite. La conclusione a cui sono arrivati gli esperti è che l’infiammazione in adolescenti e giovani adulti è «probabilmente collegata» ma benefici dei vaccini superano in ogni caso i rischi. Un messaggio ribadito anche in una dichiarazione congiunta di una lunga lista di istituzioni, Cdc compresi. Per gli esperti i fatti sono chiari. Si tratta di un effetto collaterale del tutto non frequente a cui solo un numero estremamente ridotto di persone è esposto post vaccinazione. «La maggior parte dei casi è lieve e gli individui guariscono spesso da soli o con un trattamento minimo. Inoltre, sappiamo che la miocardite e la pericardite sono molto più comuni se si contrae Covid-19 e i rischi per il cuore dell’infezione da Covid possono essere più gravi».

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Locatelli (Cts): campagna persuasiva e penetrante

Gli elementi a disposizione sull’efficacia e la sicurezza dei vaccini anti-Covid autorizzati nei ragazzi, dotati quindi di un «profilo di sicurezza garantito dal nostro organo di riferimento che è l’Ema, sono più che sufficienti per promuovere una campagna persuasiva e penetrante nella popolazione del Paese». Per Franco Locatelli, coordinatore del Comitato tecnico scientifico per l’emergenza pandemica e presidente del Consiglio superiore di sanità, la prima considerazione da fare è che «il vaccino di Pfizer/BioNTech è stato approvato dall’Ema nella fascia 12-16 anni e questo di per sé è già una straordinaria garanzia, per quanto» l’Agenzia europea del farmaco «è stringente nei controlli del profilo di sicurezza». Poi va detto che «seppur raramente, qualche volta l’infezione da nuovo coronavirus può provocare patologia grave» anche nei giovanissimi. «La terza cosa», ha aggiunto Locatelli nel corso di Sky TG24 Live In Firenze, è che vaccinare gli adolescenti «è anche un modo per tutelare le persone che entrano in contatto con loro, magari compagni di classe meno fortunati, che per immunodepressione congenita o acquisita hanno una minore capacità di potersi proteggere dall’infezione». Infine, vaccinare questa fascia «è un modo per garantire un anno scolastico decisamente diverso, con una maggiore continuità delle lezioni in presenza».

I pediatri italiani: avanti con le immunizzazioni

«Anche se la fascia pediatrica dai 12 anni in su risulta essere tra quelle meno colpite dal SARS-CoV-2, recenti evidenze scientifiche hanno dimostrato in tale fascia di età la presenza di gravi complicanze renali o di complicanze multisistemiche, anche al di là della ben codificata sindrome infiammatoria Mis-C, conseguenti a un’infezione paucisintomatica o asintomatica da Sars-CoV-2, come sta emergendo per l’adulto. L’opportunità di implementare un’offerta vaccinale universale aiuterà notevolmente a ridurre non solo la circolazione del virus, ma soprattutto il rischio di generare varianti potenzialmente più contagiose o capaci di ridurre l’efficacia degli stessi vaccini in uso». Per i pediatri della Società italiana di pediatria (Sip) la strada è chiara. E si aggiungono all’appello lanciato dagli esperti Usa dopo la riunione, in seno ai Cdc (Centri per il controllo e la diffusione delle malattie), del comitato consultivo sulle pratiche di immunizzazione. Anche la Sip «qualche giorno fa ha diffuso un documento a favore delle vaccinazioni nella fascia pediatrica e adolescenziale prendendo una posizione netta», evidenziano gli esperti, ricordando quanto detto sul rapporto rischio-beneficio e sull’importanza della vaccinazione.

I numeri della sorveglianza negli Usa

I numeri presi in esame dagli esperti Usa sono 1.226 casi di miocardite o pericardite segnalati al sistema di sorveglianza americano Vaccine Adverse Event Reporting System (Vaers) dopo la somministrazione di circa 300 milioni di dosi di vaccini mRna Covid-19 da Pfizer/BioNTech e Moderna. Tuttavia, non tutti sono stati verificati, viene precisato. I casi sono stati osservati prevalentemente in adolescenti di sesso maschile e giovani adulti. Si verificano di più dopo la seconda dose rispetto alla prima e in genere compaiono entro una settimana dalla vaccinazione. I Cdc hanno anche esaminato il tasso di segnalazione di miocardite/pericardite in relazione al numero di dosi amministrato: per ogni milione di seconde dosi di vaccino contro il Covid-19, sono stati segnalati circa 67 casi nei maschi di età 12-17 anni, 56 casi nei maschi di età 18-24 anni e 20 casi nei maschi di età 25-29 anni, secondo i dati Vaers, inclusi casi confermati e non confermati. I tassi per le femmine erano 9, 6 e 3 casi, rispettivamente.

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