CONSIGLI DEGLI ESPERTI

Vademecum all’acquisto del tartufo:  forma, colore e profumo

di F.Ro.


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    2' di lettura

    Comprare un bel tartufo è un piccolo investimento, dunque meglio non sbagliare. Ecco qualche consiglio per scegliere bene, anche se conviene comunque ricorrere a un venditore esperto e diffidare dai raccoglitori improvvisati. In caso di dubbio alla Fiera del tartufo di Alba esistono esperti a cui far valutare il proprio acquisto.

    La forma. A tutti piace portarsi a casa un bel tartufo rotondo e lineare. Non sempre però qualche piccolo buchino o bitorzolo è indice di un prodotto non eccelso (purché rispetti tutti gli altri parametri). L’importante è che risulti compatto, non morbido e spugnoso.

    Il colore. Vanno bene tutte le tonalità dal giallo al verde chiaro. Un tartufo marroncino o tendente all’arancione potrebbe avere già sulle spalle una settimana. Il colore è molto importante. In alcuni casi, purtroppo, per rendere i prodotti più appetibili alcuni venditori ricorrono a qualche escamotage. Niente di pericoloso - si usano coloranti alimentari - ma certo poco corretto. Può capitare anche che il tartufo sia “passato” nella farina di mais.

    I buchi. Come si diceva non sono indice di cattiva qualità. Ma piacciono poco agli acquirenti e quindi a volte anche qui si ricorre a qualche scorciatoia: prima di acquistare meglio controllare che non ci siano buchi riempiti di terra compatta. Anche perché si pagherebbe un po’ di terriccio al prezzo di un tuber magnatum.

    Il profumo. Deve essere quello caratteristico: per gli appassionati è appunto un profumo, per chi non lo ama un odore sgradito se non addirittura ripugnante. Attenzione, non deve mai essere un odore acre, ma è difficile stabilire geometricamente il profumo perfetto, anche un tartufo favoloso può cambiare aroma di giorno in giorno.

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