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Vaiolo delle scimmie, per l’Oms l’epidemia in Europa è un rischio reale

di Francesca Cerati

(Ahmet Aglamaz - stock.adobe.com)

2' di lettura

«L’Europa rimane l’epicentro dell’escalation dell’epidemia di vaiolo delle scimmie (Monkeypox) con 25 paesi che segnalano più di 1500 casi, ovvero l’85% del totale globale. L’entità di questo focolaio rappresenta un rischio reale: più a lungo circola il virus, più estenderà la sua portata e più forte diventerà il punto d’appoggio della malattia nei paesi non endemici». Questa la dichiarazione del direttore regionale dell’Oms Europa, Henri P. Kluge, che ha aggiunto: «I governi, i partner sanitari e la società civile devono agire con urgenza e insieme per controllare questo focolaio.

Secondo Kluge sono tre i passaggi fondamentali: il primo è una sorveglianza rafforzata, con la tracciabilità dei contatti e la prevenzione e il controllo delle infezioni; il secondo passo per frenare la trasmissione è il coinvolgimento intensivo della popolazione e una comunicazione più chiara; il terzo è «una collaborazione regionale genuina e disinteressata, urgente sia ora sia a lungo termine».

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Proprio ieri, l’Oms ha annunciato che la prossima settimana convocherà un Comitato di Emergenza per valutare se l’attuale diffusione del vaiolo delle scimmie nei paesi non endemici costituisca un’emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale.

E sempre ieri la Commissione europea ha finalizzato un contratto per l'acquisto di 110mila dosi di vaccino contro il Monkeypox, in consegna a partire dalla fine di giugno. Ad annunciarlo, la commissaria Ue per la Sanità Stella Kyriakides: «Questo è un chiaro segnale che l'agenzia Hera (l'Autorità europea per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie) può rispondere efficacemente alle minacce alla salute».

Rispetto ai vaccini contro il Covid-19, che sono stati acquistati dalla Commissione ma pagati individualmente dai singoli paesi dell'Ue, il contratto per il vaccino contro il vaiolo delle scimmie sarà inizialmente finanziato nell'ambito del bilancio comune dell'Unione europea. «Questa è la prima volta che utilizziamo i fondi dell'Ue per acquistare vaccini che possiamo poi distribuire agli Stati membri», ha affermato Stella Kyriakides, e dimostra il potere della collaborazione e «di avere le strutture in atto in modo da poter rispondere immediatamente a una crisi come quella che abbiamo ora».

Le dosi acquisite saranno messe a disposizione degli stati membri che ne hanno maggiore necessità, che in questo momento sono Spagna, Portogallo, Germania e Regno Unito (che è fuori dall'Ue), dove il virus circola di più.

«I casi sono finora concentrati in giovani maschi che identificano se stessi come uomini che hanno rapporti con altri uomini, anche se la trasmissione del virus non è legata all'orientamento sessuale. Finora non ci sono stati morti» ha riferito la direttrice dell'Ecdc Andrea Ammon.

Pochi giorni fa i ricercatori dell’Istituto Spallanzani di Roma hanno scoperto che il virus responsabile del vaiolo delle scimmie può essere presente nel liquido seminale di una persona affetta da questa malattia, in una forma capace di replicarsi.
Il virus è stato isolato, nei laboratori dell’Inmi, dal liquido seminale prelevato da un paziente 6 giorni dopo la comparsa della febbre e, in coltura cellulare, si è dimostrato capace di infettare e di replicarsi in laboratorio.

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