Non solo oil&gas

Val d’Agri: sfida green dell’Eni per ripensare i modelli di sviluppo

Un piano da 80 milioni nella valle lucana per progetti sostenibili

di Luigia Ierace

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Il progetto nella Val d'Agri si svilupperà su 70 ettari di terreno. Una sfida che va oltre l'oil&gas

Un piano da 80 milioni nella valle lucana per progetti sostenibili


3' di lettura

Non solo petrolio in Basilicata, ma nuove opportunità di sviluppo e di occupazione si creano in Val d’Agri nell’area del Centro Olio di Viggiano dove insiste il più grande giacimento petrolifero dell'Europa continentale. Circa 64 mila barili di greggio estratti ogni giorno in Basilicata dall'Eni che guarda a un nuovo programma integrato e trasversale: l’Energy Valley. Tradotto in numeri: 80 milioni di euro di investimenti, circa 200 occupati per la fase di realizzazione dei progetti e circa 100 risorse tra diretto e indotto, nella fase di esercizio, 70 gli ettari di terreno. Diversificazione, sostenibilità ambientale, economica e sociale, e su economia circolare offrendo nuove opportunità di sviluppo imprenditoriale e di potenziamento delle filiere locali dell'energia e dei settori «non oil».

«È una sfida che va oltre l'oil&gas - ha ribadito, infatti, Walter Rizzi, senior vice president del Distretto meridionale dell'Eni -. Un sistema territoriale virtuoso, coerente con il nuovo modello di business Eni, in grado di sfruttare al meglio le possibilità dell'area nel pieno rispetto del territorio, recuperando e potenziando le risorse disponibili attraverso soluzioni innovative».

La compagnia petrolifera, insomma, si lascia alle spalle il periodo buio legato alla perdita di greggio da un serbatoio di stoccaggio nell’area del Centro Olio Val d’Agri (Cova) e punta su un programma che include progetti industriali a forte valenza di sostenibilità, innovazione, riqualificazione agricola e funzionale delle aree vicine all'impianto d’intesa con gli stakeholder locali. Gestione sostenibile delle risorse, sviluppo economico e occupazionale, efficientamento energetico, ricerca e innovazione tecnologica: gli elementi qualificanti dell’Energy Valley. «Stiamo puntando a trasformare la nostra presenza in Val d'Agri - ha spiegato Rizzi - e lo stiamo facendo investendo importanti risorse. Una scelta strategica e ragionata nel tempo. Negli ultimi due anni e mezzo abbiamo assunto 104 risorse nel Distretto meridionale di Eni, il 90% lucani».

Questi i principali progetti, tre dei quali in fase esecutiva, basati su soluzioni tecnologicamente innovative, sull’esperienza e sul know how aziendali, sfruttando la frontiera della digitalizzazione e attivando sinergie con Università e Centri di ricerca, tra i quali il Cnr, l’Enea, l’Università della Basilicata e la “Federico II” di Napoli

Gestione sostenibile delle acque

Tra le iniziative a alta sostenibilità ambientale, la realizzazione dell’impianto Mini Blue Water per il trattamento delle acque di produzione, recupero e riuso a fini industriali nel Cova.

Fotovoltaico

Installazione di impianti fotovoltaici per contribuire a soddisfare la domanda energetica del Centro Olio.

Parco dell’innovazione

Creazione di Centri di ricerca e innovazione tecnologica quali il Technology Hub, per lo studio e il testing di soluzioni tecnologiche nel campo della lotta al cambiamento climatico, formazione e assistenza alle imprese, mobilità sostenibile, economia circolare, in rete con gli altri Centri Eni nel mondo e il Digital Hub per lo sviluppo di tecnologie di realtà virtuale, virtual room, sala di visualizzazione 3D.

Centro agricolo di formazione

È dedicato alla formazione, divulgazione agricola e sperimentazione anche attraverso strumenti digitali il Centro agricolo. Realizzati interventi di riqualifica territoriale e agronomica su oltre 50 ettari di terreni in stato di abbandono oltre al recupero e ripristino di 10 ettari di colture esistenti (vigneti, oliveti, frutteti, noceti,castagneti) e di 3,5 km di recinzioni.

Agrivanda

Progetto in corso, riguarda la coltivazione di piante officinali, attività di laboratorio e didattiche e biomonitoraggio tramite apicoltura. Riqualificati oltre 50 ettari, di cui 40 ettari a uso agricolo. La coltivazione della lavanda e le api come indicatori di biomonitoraggio sono gli elementi caratterizzanti dell'iniziativa, nata in collaborazione con la Fondazione Eni Enrico Mattei, con la piantumazione nel 2018 di un campo pilota nei terreni attigui al Cova e che mira a diventare una “best practice” al servizio della comunità. A luglio sono stati raccolti 270 kg di lavanda, mentre le api dislocate in 12 arnie hanno prodotto 170 kg di miele.

Centro monitoraggio ambiente

Partirà nei primi mesi del 2020 e si occuperà della raccolta e dell'analisi 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno, dei dati relativi al monitoraggio delle matrici ambientali in corrispondenza del Centro Olio e delle aree afferenti. I dati, divulgati in piena trasparenza anche attraverso strumenti multimediali, saranno a disposizione di chiunque ne faccia richiesta a partire dall’Arpab Basilicata. Saranno 22 le nuove unità lavorative coinvolte.

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