piano straordinario

Val d’Aosta, 23 nuovi ingressi e formazione per i dipendenti

La Regione autonoma ha ricevuto 1,6 milioni per rilanciare gli sportelli

di Filomena Greco

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Il progetto dei nuovi spazi dei due Centri per l'impiego in Valle d'Aosta

La Regione autonoma ha ricevuto 1,6 milioni per rilanciare gli sportelli


3' di lettura

Organizzazione in aree specifiche, potenziamento del personale con 23 nuovi assunti a partire da gennaio 2021 e un intervento di formazione sui dipendenti. Questi i punti chiave del Piano Straordinario di Potenziamento dei Centri per l’Impiego della Valle d’Aosta. La Regione Autonoma ha ricevuto dal Governo centrale fondi per un milione e 640mila euro per rilanciare gli sportelli e i servizi per chi cerca lavoro. In cantiere ci sono 500mila euro da destinare ai percorsi formativi – è in corso la gara per selezionare il soggetto che svolgerà i percorsi focalizzati su conoscenza delle norme e affinamento delle competenze relazionali e di lettura dei fabbisogni della utenza – mentre una parte delle risorse sarà utilizzata per rinnovare le sedi di Aosta e Verres. «Crediamo fortemente nella riorganizzazione dei Servizi al lavoro – sottolinea Luigi Bertschy, assessore allo Sviluppo economico, Formazione e Lavoro – e il nostro obiettivo politico è di garantire un servizio efficiente che sia a disposizione delle persone in cerca di occupazione, ma anche delle imprese. Le politiche del lavoro sono, e saranno sempre più, un elemento centrale per il benessere dei cittadini».

La terza gamba della riforma messa in campo due anni fa per modificare la legislazione a sostegno del lavoro e che introduce reddito di cittadinanza e Navigator, sconta due problemi di fondo, come spiega Carla Stefania Riccardi, coordinatrice dell’Assessorato al Lavoro della Valle d’Aosta: «Da un lato la distanza profonda che registriamo tra i profili professionali richiesti dalle imprese e le competenze spesso non sufficienti di chi cerca lavoro, dall’altro il fatto che molte delle persone che si accostano ai Servizi per l’Impiego anche per le procedure sul Reddito di cittadinanza sono difficilmente ricollocabili nel mondo del lavoro». Rientra in questa categoria più della metà degli utenti dei servizi che dunque hanno una prima necessità urgente, quella di incrementare la collaborazione con i Servizi sociali per selezionare i percorsi più adatti ai singoli casi. Certo, in questo caso non aiuta, spiega Riccardi, il fatto che le due aree non abbiamo la stessa piattaforma informatica, con una difficoltà a incrociare i dati nel database.

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In quest’ottica i servizi per l’impiego in Valle d’Aosta saranno strutturati su quattro diverse aree: orientamento di base, orientamento specialistico, incontro domanda-offerta, supporto alle imprese e inclusione sociale. «Si tratta di una organizzazione necessaria per affrontare in maniera specifica le diverse esigenze degli utenti e proporre ad ognuno il giusto percorso, prendendosi carico delle situazioni ed evitando rimbalzi fra uno sportello e un altro e favorendo la creazione di percorsi mirati» aggiunge la dirigente. Questa la chiave che in passato ha garantito di poter gestire con successo crisi industriali con esodo.Quanto invece alla difficoltà di far incontrare domanda e offerta di lavoro, è il settore delle competenze digitali alte a registrare in Valle le maggiori carenze sul fronte dei profili disponibili. «Sono queste le richieste più difficili da soddisfare – spiega Riccardi – soprattutto nell’ambito produttivo e industriale. Serve davvero anticipare nei percorsi di formazione queste esigenze e costruire un’offerta adeguata facendo un’alleanza con le imprese».

La riorganizzazione delle competenze degli operatori, conclude l’assessore Bertschy, «è connessa con la riqualificazione degli spazi. Abbiamo visitato altre realtà nazionali e internazionali proprio per avere esempi virtuosi da seguire, provvederemo a rendere centrali, anche dal punto di vista logistico, i Centri per l’impiego dando loro una precisa connotazione e avvicinandoli a persone e imprese».

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