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Valditara: cambio i concorsi ma non tocco l’organico dei prof. Opposizioni critiche

Linee programmatiche: riforma su modello tedesco degli Its, rilancio dello sport, centralità alle materie Stem, obbligo formativo come diritto ma anche dovere senza percezione di Reddito

di Redazione Scuola

(Imagoeconomica)

3' di lettura

«Mi impegnerò insieme ai colleghi di governo perchè anche in presenza della crescente denatalità, la dotazione organica dei docenti possa rimanere invariata nei prossimi anni». Audito dalle commissioni riunite di Camera e Senato, il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, a fronte dei dati e delle proiezioni circolate in questi giorni sui drammatici tassi di denatanalità e il conseguente calo della popolazione scolastica, quantificato in 1,4 milioni di alunni e 600 istituti in meno in 10 anni, rassicura il mondo della scuola.

Risorse e reclutamento prof

«In questo orizzonte temporale, le risorse che si libereranno dovranno consentire di recuperare spazi di efficienza e flessibilità per la riduzione della dispersione scolastica, l'istruzione degli adulti, interventi su situazioni di disagio», ha affermato annunciando al contempo che il suo governo modificherà il reclutamento dei docenti al fine di apportare «migliorie» nel sistema concorsuale. «È mia volontà - ha detto - fare del reclutamento il motore per la valorizzazione disciplinare, professionale e culturale della professione docente e, con essa, dell'intera comunità educante. Ritengo a questi fini che l'attuale quadro normativo concorsuale necessiti di alcune migliorie, anche in relazione alla riduzione del precariato e ai percorsi transitori necessari al suo riassorbimento». Quale sia l'esatta formula che ha in mente, Valditara ancora non l'ha specificato ma anche l'audizione di oggi è stata occasione per il ministro per ribadire la centralità del merito, non solo per quanto riguarda il percorso degli studenti ma anche quello del personale docente.

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Precari

Intanto sui precari, annuncia di lavorare a una fase transitoria: «L'obiettivo che mi prefiggo - ha spiegato - è preciso: realizzare un quadro transitorio e a regime in grado di garantire la qualità del profilo docente e di attrarre quanti vogliano affacciarsi alla professione docente al termine del percorso di studi». Enunciando le sue linee programmatiche, Valditara è tornato anche sull'assetto futuro che vuole conferire alla scuola italiana: riforma su modello tedesco degli Its, rilancio dello sport, centralità alle materie Stem, obbligo formativo come diritto ma anche dovere senza percezione di Reddito.

Opposizioni critiche

Critiche comunque le opposizioni: «Valditara dimostra di ignorare che la decadenza del sussidio nel caso in cui un minorenne non frequenti corsi di formazione e istruzione è già prevista. E soprattutto ignora che in Italia ci sono quasi 1.4 milioni di minori in povertà, e che demolire una misura che garantisce la sussistenza rappresenta una umiliazione per tantissime famiglie», afferma il capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione Istruzione al Senato Luca Pirondini. «Ma d'altronde - aggiunge - da uno che ha detto che l'umiliazione è un fattore fondamentale della crescita, e che si appresta a tagliare centinaia di scuole con la legge di bilancio cosa ci si può aspettare?». «Dopo l'audizione del ministro Valditara siamo ancora più preoccupati di quanto già non lo fossimo - afferma invece la capogruppo dem in VII commissione e responsabile Scuola del Pd, Irene Manzi - . Lo show degli ultimi giorni non è servito solo a illustrare l'idea di una scuola in cui il merito è una parola vuota e dove si deve mortificare e umiliare lo studente che sbaglia, ma anche a coprire il vuoto di idee che abbiamo registrato oggi nel corso dell'intervento del ministro. La verità è che non è stata data nessuna risposta concreta sul tema del precariato dei docenti, sul potenziamento del sistema integrato 0/6, sugli strumenti di prevenzione del disagio e del bullismo, sull'edilizia e la dispersione scolastica. Del resto, non sono previsti investimenti significativi nella legge di bilancio, non ci sono ulteriori risorse rispetto a quelle previste dal Pnrr, le risorse per il nuovo contratto sono insufficienti e, soprattutto, non è stata pronunciata una parola sulla volontà, contenuta nella legge di bilancio, di ridurre nel corso dei prossimi dieci del 10% il numero delle scuole italiane. E' del tutto evidente, infatti, che la norma prevista dalla manovra porterà a un accorpamento degli istituti».

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