Indagine SumUp

Valencia città ideale per aprire una piccola impresa. Italia fuori dalla top ten

di Natascia Ronchetti


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2' di lettura

Napoli può beneficiare di un buon livello di sovvenzioni pubbliche ma anche di una discreta disponibilità sul mercato di immobili commerciali a prezzi non esorbitanti. Caratteristiche che fanno del capoluogo campano il contesto migliore in Italia per aprire e far crescere una piccola azienda. Ma Napoli è al contempo al 18esimo posto in Europa, superata ampiamente da Valencia, Madrid, Vienna e Berlino, che si collocano nella top ten delle città europee capaci di offrire le migliori condizioni per lo sviluppo.

Il Bel Paese, insomma non brilla per il sistema complessivo – anche sotto il profilo della pressione fiscale – che riesce a offrire alla piccola imprenditoria. A fotografare lo stato di salute di attività commerciali, bar, caffetterie e ristoranti è una indagine di SumUp, gruppo fintech internazionale (opera nel settore dei pagamenti digitali) con sede a Londra e 1100 dipendenti sparsi per il mondo.

LE PRIME 20 CITTA' PER LE PICCOLE IMPRESE

Punteggio massimo 10, punteggio minimo 0

I criteri della ricerca
La ricerca ha preso in esame le 100 città più popolose del vecchio continente e le ha classificate in base a quattro criteri: la quantità e il tipo di azienda; la densità in rapporto alla popolazione e alla superficie in metri quadrati del comune; la disponibilità di immobili commerciali e i prezzi di vendita e di affitto; le sovvenzioni pubbliche, a partire dalle risorse europee per la competitività delle piccole e medie imprese, oltre alla pressione fiscale.

Spagna leader europeo
Ha cioè misurato le condizioni in cui operano le piccole aziende europee. Per poi scoprire che la Spagna è il Paese che offre il contesto migliore per lo sviluppo: Valencia batte tutti e nei primi cinque posti ci sono anche Madrid e Barcellona, insieme a Vienna e a Berlino. All'ultimo posto La Valletta, capitale di Malta, che offre l'ambiente peggiore per lo sviluppo.

Italia penalizzata dai prezzi alti
L'Italia, fuori dalla top ten, paga soprattutto lo scotto di prezzi alle stelle per l'affitto o la compravendita di immobili ma anche di una pressione fiscale maggiore rispetto ad altri Paesi europei. Napoli, che registra le performance migliori, è seguita da Milano (20esimo posto), da Roma (22esimo), da Torino (23esimo). Città come Firenze, Bologna e Bari, sono invece inchiodate agli ultimi posti della classifica, soprattutto – è il caso, in particolare del capoluogo toscano – a causa dei prezzi esorbitanti. Prezzi che penalizzano anche Roma. La capitale si aggiudica un buon punteggio per la quantità di piccole imprese ma è frenata da affitti altissimi che scoraggiano l'imprenditoria.

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