lusso e contraffazione

Valentino con Amazon contro i falsi negli Usa

La maison e il colosso dell’e-commerce per la prima volta in un’azione legale congiunta: nel mirino la vendita illecita delle iconiche scarpe «Rockstud»

di Giulia Crivelli

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La maison e il colosso dell’e-commerce per la prima volta in un’azione legale congiunta: nel mirino la vendita illecita delle iconiche scarpe «Rockstud»


3' di lettura

Un’alleanza inedita, forse perché il nemico è – inaspettatamente, si potrebbe aggiungere – comune. Parliamo dell’azione legale congiunta intrapresa dalla maison Valentino e da Amazon contro la società “Buffalo, Kaitlyn Pan Group”, che ha sede a New York, e contro l’imprenditore Hao Pan, residente a New York. Il reato contestato è la contraffazione, in questo caso delle iconiche scarpe Valentino Garavani Rockstud: come ogni tipo di contraffazione, danneggia un brand del lusso non solo economicamente, per le mancate vendite, ma anche in termini di immagine, perché un prodotto contraffatto non sarà mai della stessa qualità dell’originale. Solo che il cliente inconsapevole – che ha cioè acquistato da un retailer considerato affidabile, online oppure offline e a un prezzo giustificato dalla notorietà ed esclusività del brand – attribuirà gli eventuali difetti o problemi direttamente alla maison (nella foto, l’ingresso della sede romana di Valentino e il finale della sfilata della collezione donna per l’autunno-inverno 2020-2021). Caso diverso, ovviamente,quando chi acquista prodotti contraffatti lo faccia in modo consapevole.

L’obiettivo di Amazon
E qui viene l’alleanza con Amazon, che da molti anni si è trasformata da retailer online “diretto” a marketplace: come un gigantesco centro commerciale, offre spazi a società esterne, con le quali vengono stipulati accordi molto dettagliati, proprio per evitare che – a sua volta inconsapevolmente – Amazon diventi una vetrina, un veicolo, per prodotti contraffatti. La causa congiunta con Valentino si spiega perché alla Buffalo, Kaitlyn Pan Group Amazon contesta la messa in vendita dei prodotti illeciti sui siti kaitlynpanshoes.com e, appunto, su amazon.com, in violazione delle politiche della società fondata da Jeff Bezos e naturalmente dei diritti di proprietà intellettuale di Valentino. Alleanza inedita, dicevamo all’inizio, ma non solo: per Amazon si tratta del primo contenzioso congiunto con un brand del lusso e per Valentino è il primo contenzioso congiunto con un retailer online.

L’impegno contro i falsi
Con il proliferare, specie in Asia, di marketplace, per Amazon è diventata quasi un’ossessione distinguersi nella lotta alla contraffazione: in linea con le precedenti controversie congiunte, si legge nella nota diffusa ieri, «Amazon darà tutti i proventi di questa causa a Valentino». Forse dovremmo aggiungere “eventuali” proventi, perché ogni causa ha le sue insidie. La sicurezza di Amazon viene probabilmente dall’esperienza: nel solo 2019 ha investito più di 500 milioni di dollari e impiegato oltre 8mila dei suoi dipendenti per proteggersi da frodi e abusi, incluse la contraffazione e la violazione della proprietà intellettuale. A seguito di queste azioni, il 99,9% di tutti i prodotti visualizzati dai clienti su Amazon non hanno ricevuto – sostiene ancora la società – alcun giustificato reclamo per contraffazione.

Le ragioni di Valentino
Più articolate, ripetiamo, le motivazioni di Valentino: «Consideriamo il made in Italy e la sua qualità valori fondamentali e siamo a impegnati a salvaguardare il marchio anche per proteggere quella che chiamiamo la “community” Valentino – spiegano dalla maison –. Riteniamo che questa connessione con Amazon metterà in evidenza l’importanza anche nella moda di una maggiore consapevolezza, conoscenza, e comprensione, proteggendo il brand online e le sue risorse». Valentino a sua volta investe molto nella lotta alla contraffazione, in qualsiasi mercato, dagli Stati Uniti all’Asia, passando per l’Europa: solo negli ultimi tre anni e grazie alla costante collaborazione con le autorità doganali americane, Valentino ha potuto ottenere il sequestro di oltre 2mila prodotti contraffatti.

I tentativi (falliti) di bloccare i contraffattori di New York
Amazon ha chiuso l'account del venditore Kaitlyn Pan a settembre 2019. Nonostante le molteplici notifiche di violazione e un ordine di cessare e desistere, Kaitlyn Pan continua a importare, distribuire, vendere e offrire prodotti illeciti su https://kaitlynpanshoes.com. Kaitlyn Pan ha inoltre tentato di richiedere un marchio statunitense per le sue scarpe contraffatte Valentino Garavani Rockstud, violando palesemente e volontariamente la proprietà intellettuale di Valentino.

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