L’INTERVISTA

Valentino Felicetti, dal rastrello al business. 70 anni al servizio della pasta

Il presidente, classe 1935, racconta la dura gavetta che gli ha permesso di trasformare il pastificio familiare di Predazzo in un’azienda il cui fatturato supera i 40 milioni di euro

di Maria Teresa Manuelli


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3' di lettura

La storia del Pastificio Felicetti di Predazzo (Tn) ha passato abbondantemente i cento anni, e l'attuale presidente Valentino Felicetti, padre del ceo Riccardo, ha conquistato decine di anni di servizio in azienda: da metà giugno sono settanta, per la precisione.

Classe 1935, Valentino Felicetti è ancora oggi la colonna portante del pastificio. È colui che ha vissuto e vive tutte le dinamiche aziendali, le difficoltà e i successi. In una recente pubblicazione viene definito anche “il Grande Saggio o la guida spirituale”. Un nome di battesimo, Valentino, che come tradizione vuole fu ripreso dal nonno che, nel 1908 e per 30.500 corone, divenne pastaio dando vita così a quella che oggi è una delle aziende, a livello nazionale e internazionale, più dinamiche e saldamente ancorate al concetto di “qualità”.

La gavetta: dal rastrello alla gestione finanziaria
Valentino Felicetti è colui che può raccontare come il pastificio abbia affrontato la seconda guerra mondiale, di come abbia saputo rinascere dopo il grande incendio del 1945, di come fu il suo primo giorno di lavoro a soli 14 anni nel giugno del 1949, di come seppe affiancare il padre Emilio non solo nella produzione, ma anche nelle questioni di gestione e sviluppo, di come seppe superare, affiancato dalla famiglia, le tante difficoltà e marcare nella memoria i tanti, piccoli o grandi, traguardi conquistati. «Avevo frequentato il corso biennale della Scuola di Avviamento professionale a indirizzo industriale. L'ultimo giorno di scuola, il 6 giugno 1949, sono tornato a casa e senza pause mi sono presentato alla porta del pastificio di famiglia per prendere servizio. Ho iniziato con il rastrello in mano». Perché il pastificio non finisce nelle trafile e negli essiccatoi, ma è anche tutto quello che ci sta attorno, dai campi al grano. I primi anni Valentino ha lavorato anche all'estrusore. Ogni giorno, domeniche escluse, dodici ore al giorno: si iniziava alle 6 e si proseguiva fino alle 18. E veniva redarguito aspramente dallo zio se tardava di cinque minuti l'inizio del lavoro.

Da subito, Valentino si dedica anche alle questioni legate alla gestione. Così il padre Emilio gli affida le transazioni d'affari. Durante la sua prima acquisizione di un terreno per la costruzione del nuovo pastificio commette un errore che costa all'azienda una somma assai considerevole per quei tempi: 500mila lire. «Mio padre mi diede una lezione di vita indimenticabile. Pronunciò solo quattro parole, con quel suo modo forte e asciutto: “Controlla i tuoi affari”».
Gli anni Settanta vedono poi Valentino Felicetti sul ponte di comando del pastificio, che allora era nelle mani di sette soci. «I soci mi hanno seguito negli investimenti, anche se ci sono stati momenti difficili per l'azienda. Compatti mi hanno affiancato e supportato nei momenti grigi, abbandonando individualismi e divergenze. Con l'aiuto di tutti l'azienda è sempre stata capace di tenere il colpo e fare fronte agli impegni assunti».

Sono sempre quegli anni che coincidono con i primi veri ampliamenti dei reparti produttivi. «Le vendite superavano la capacità produttiva dello stabilimento. Erano necessarie nuove attrezzature, nuovi macchinari più moderni ed efficienti, nuove linee produttive. Andai per chiedere un pesante credito. Il responsabile dell'istituto che aveva in gestione la pratica, mi ricevette e, senza entrare nel merito e con fare paternalistico, mi sibilò: «Signor Felicetti, si lasci dare un consiglio: la pasta, la lasci fare a Barilla. Fu come una ferita». Un episodio che ricorda ancora, ora che ormai è annoverato tra i grandi produttori e la sua pasta è tra le preferite di tutti i più grandi chef: Norbert Niederkofler, Alfio Ghezzi, Massimo Bottura, Carlo Cracco, Elio Sironi, Marianna Vitale e molti altri.

I numeri del business e il nuovo stabilimento
Le scelte dei decenni successivi e l'introduzione in azienda delle nuove generazioni hanno portato oggi il Pastificio Felicetti a diventare una struttura con 72 dipendenti, un fatturato che supera i 40 milioni di euro e un export che viaggia ormai attorno al 70%.
Lo scorso anno inoltre il Pastificio Felicetti - e anche in questo caso Valentino ha saputo guidare il board nella scelta - ha aperto le porte del suo azionariato alla holding ISA (Istituto Atesino di Sviluppo) per continuare a crescere e sostenere l'investimento di circa 28 milioni di euro per la realizzazione del nuovo stabilimento produttivo di Molina di Fiemme (Tn) che sarà operativo, affiancando quello di Predazzo, dal 2021. Valentino, che oggi ricopre il ruolo di presidente, ogni giorno alle otto in punto varca la soglia del suo ufficio.

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