Marchi in evoluzione

Valentino prosegue il percorso di risignificazione contaminando arte e couture

Inaugurato il secondo capitolo della brand experience Valentino, curato da Mariuccia Casadio e Jacopo Bedussi, e realizzato negli spazi del T-10 di SKP South di Pechino

di Angelo Flaccavento

(Nick Knight)

2' di lettura

Tempo fa un giornale straniero - a memoria, il New York Times - pubblicò un esilarante articolo sull'abuso italiano del termine contaminazione per indicare, nel linguaggio della moda, la fusione di generi, segni, modi. L'Enciclopedia Treccani in effetti autorizza questo dettato come «fusione di elementi di diversa provenienza nella composizione di un'opera letteraria».

Per traslato, lo si può dunque applicare alla moda, con buona pace dei puristi anglofoni. Lo si deve fare, perché la contaminazione, intesa tanto come operazione di pastiche e traslazione, quanto come azione patogena che altera il dna di partenza, è elemento nodale della comunicazione contemporanea del fashion. Per sempre affetti da un inspiegabile complesso di inferiorità, stilisti, brand e maison ambiscono in modo particolare a dialogare, sporcarsi e appropriarsi di quel che fa l'arte.

Loading...

Nel secondo capitolo, un’esperienza psico-sensorial-estetica

Giunge al secondo episodio, dopo l'esordio lo scorso anno a Shanghai, Valentino Resignify, il progetto espositivo, curato da Mariuccia Casadio e Jacopo Bedussi, che modella la risignificazione dei codici Valentino ad opera del direttore creativo Pierpaolo Piccioli (in sintesi, la contestualizzazione del marchio in un orizzonte urbano, non più nel latifondo latino-americano e nel palazzo avito che fu di Garavani in persona) in esperienza psico-sensorial-estetica, valendosi del coinvolgimento di artisti e media diversi, dall'immagine elettronica, alla musica, alla fotografia, con nomi di spicco quali Nick Knight, Jonas Mekas, Robert del Naja e Cao Fei.

Translater Vase di YeeSokYoung

Ospitato dal 17 ottobre al 7 novembre presso il T-10 di SKP South, Resignify Pt.II è descritto nel testo di presentazione come «una struttura razionalmente aperta che non prevede una fruizione unidirezionale ma invita a perdersi, ad esplorare, seguendo ciò che ognuno percepisce come attraente». Un percorso nel quale «il VLogo Signature, lo Stud, l'Atelier e la personalissima accezione che Pierpaolo Piccioli dà alla parola Couture si manifestano come miraggi lisergici».

Un’operazione che mescola arte, prodotti, creatività e commercio

Recensire a distanza una simile operazione, nella quale lo spettatore è parte attiva e integrante dell'avvenimento, risulta in effetti difficile. Le connessioni suggerite tra abiti, accessori e opere sono, appunto, suggestioni, e in quanto tali estremamente personali. Vale però la pena di analizzare, al di là di intellettualismi di maniera e segnali di fumo, il senso di una operazione che mescola spregiudicatamente l’esposizione d'arte all'esposizione di prodotti - dal make-up a creazioni altissime come la couture della maison - perché è una contaminazione quanto mai dirompente: vetrinismo e arte, commercio e cultura si intrecciano e sovrappongono, con apparente sprezzo di protocolli ormai vetusti, di purismi a questo punto giurassici, di frenanti rigori intellettuali.

La risignificazione deve passare soprattutto dalle creazioni della maison

È lecito imbastire una simile impalcatura intorno a oggetti che sono in vendita nelle boutique del marchio? Probabilmente no, ma nella temperie corrente anche sì, a patto però che ci sia trasparenza sulle intenzioni. Demonizzare il commercio non ha senso, perché dai recessi della storia è attraverso le rotte commerciali che si sono diffusi saperi e culture e, sì, contaminazioni. Quindi ben venga la risignificazione, ben vengano i dialoghi, ricordando però che alla fine sono i vestiti, le borsette e le scarpe a doverla esprimere, mentre il resto è solo contorno, suggestione, miraggio lisergico.

Riproduzione riservata ©

Consigli24: idee per lo shopping

Scopri tutte le offerte

Ogni volta che viene fatto un acquisto attraverso uno dei link, Il Sole 24 Ore riceve una commissione ma per l’utente non c’è alcuna variazione del prezzo finale e tutti i link all’acquisto sono accuratamente vagliati e rimandano a piattaforme sicure di acquisto online

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti