il rapporto istat

Valle D’Aosta e Campania le peggiori per la salute, Veneto e Trentino le più sane

In Italia chi è nato al centro nord, con l'eccezione della Val D’Aosta, vive di più, ha più anni in buona salute e meno malattie croniche, mentre vivere nelMezzogiorno, a partire dalla Campania, ha un effetto negativo sui rischi connessi alla malattia.

di Redazione Salute


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2' di lettura

Bene Veneto e Trentino Alto Adige, male la Campania e la sorpresa negativa della Valle d'Aosta. In mezzo due blocchi di regioni, uno che sta un po’ meglio e uno un po’ peggio, che seguono la solita differenza nord-sud. A fotografare lo stato di salute delle regioni italiane è un rapporto dell'Istat, che si basa sui dati di una serie di indicatori, dalla speranza di vita in buona salute all'ospedalizzazione, tra il 2005 e il 2015.

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In Italia chi è nato al centro nord, con l’eccezione della Val D'Aosta, vive di più, ha più anni in buona salute e meno malattie croniche, mentre vivere nel Mezzogiorno, a partire dalla Campania, ha un effetto negativo sui rischi connessi alla malattia. Il giudizio impietoso viene dal rapporto «La salute nelle regioni italiane, bilancio di un decennio» pubblicato dall’Istat, che ha messo insieme 24 indicatori, dalla speranza di vita in buona salute all’ospedalizzazione, analizzati tra il 2005 e il 2015. La mappa tratteggiata dall'istituto di Statistica divide in pratica l’Italia in cinque aree, di cui due formate da una sola regione, Campania e appunto Val D'Aosta, in fondo alla classifica. Al top ci sono, come spesso succede in questo tipo di valutazioni, due regioni del nord est, Veneto e Trentino Alto Adige.

Già dal primo parametro esaminato, la speranza di vita, emergono grandi differenze. «All'interno della penisola la speranza di vita si modifica in relazione alla residenza - scrivono gli esperti dell'Istat -: nel 2015 un maschio nato in Trentino Alto Adige, la regione con il dato più elevato, ha una probabilità di sopravvivere 2,7 anni in più rispetto a un residente in Campania, regione collocata in fondo alla graduatoria, con un valore pari a 78,3 anni. Il resto del gruppo delle regioni più longeve si concentra al Centro Nord ed è costituito da Emilia Romagna (80,9 anni), Marche e Veneto (80,7 anni). Diverse regioni del Sud sono invece accomunate da una longevità piuttosto contenuta, fra cui emergono la Sicilia con 79,4 anni, il Molise e la Calabria entrambe con un valore di 79,6 anni. La Valle d’Aosta, con una vita media maschile di 78,8 anni, è l'unica area del nord a trovarsi in fondo alla classifica».

Nel dettaglio, la Campania si distingue in negativo per 30,4 decessi negli adulti ogni 10 mila imputabili alle «maggiori cause» (tumori maligni, il diabete mellito, le malattie cardiovascolari e le malattie respiratorie croniche), cui si aggiunge la più alta propensione alla mortalità prematura, che supera i 315 anni di vita perduta ogni 10 mila nonché gli alti valori della mortalità e delle dimissioni per tumore, valori vicini a quelli della Valle D’Aosta. Le altre due macroaree individuate si situano al centro nord (Toscana, Umbria e Marche, Piemonte, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna), con condizioni di salute “discrete”, e al centro sud (Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Abruzzo e Lazio), con «condizioni di fragilità generale» e valori peggiori rispetto agli altri ad esempio nella mortalità prematura e nella mobilità ospedaliera.

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