entro la fine dell'anno

Valle d’Aosta, per Shilo nuovo piano industriale

Giachino (Confindustria): diversi i settori in difficoltà ma le imprese sono resilienti

di Carlo Andrea Finotto.

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Giachino (Confindustria): diversi i settori in difficoltà ma le imprese sono resilienti

Giachino (Confindustria): diversi i settori in difficoltà ma le imprese sono resilienti


4' di lettura

«In questa seconda parte dell’anno diventa essenziale per la nostra Regione agganciare la ripresa che si profila all’orizzonte», afferma Giancarlo Giachino, presidente di Confindustria Valle d’Aosta.

«E questo – aggiunge il leader degli industriali valdostani – non è un semplice auspicio o una scontata proposta ma un imperativo categorico per la sopravvivenza di molte realtà produttive e per la tenuta del nostro sistema economico».

In effetti la situazione economia in Valle d’Aosta – come del resto in altre aree del Paese – non è rosea, soprattutto a causa dell’impatto dell’emergenza coronavirus, del successivo lockdown e delle ricadute su molti settori produttivi.

Un grido d’allarme sulla situazione contingente e sui prossimi mesi arriva dalla Cgil regionale.

Da un lato, ricorda la segretaria generale Vilma Gaillard, c’è il numero di lavoratori coinvolti da richieste di ammortizzatori sociali, superiore a 13mila su un totale di 54mila addetti circa (anche se va detto che non tutte le richieste si trasformano poi in Cig usufruita, ndr); dall’altro il destino dei lavoratori a tempo determinato.

«Sul totale degli occupati in Valle - ricorda Gaillard – 39mila sono impiegati nel settore privato e 15mila nel pubblico. Ad oggi tra il settore metalmeccanico, turistico e commercio sono 7mila circa le richieste di cassa integrazione». Più della metà delle richieste totali quindi.

Nel dettaglio, i dati raccolti dalla Cgil direttamente attraverso le singole imprese, danno 3.500 richieste di Cig provenienti da commercio, alberghi e pulizie, 2.700 dalla metalmeccanica, 1.700 da trasporti e funivie, 1.300 dal settore edile – «ai quali va aggiunto un altro migliaio di lavoratori in disoccupazione che non riprenderà a lavorare» sottolinea Gaillard – e 1.200 dal comparto artigiano.

Pur subendo un contraccolpo minore, neppure gli altri settori sono immuni alla situazione di difficoltà: oltre 750 richieste di Cig riguardano il settore elettrico e chimico, più di 500 l’ambito delle cooperative di igiene ambientale e i custodi museali, oltre 400 l’agricoltura e l’alimentare.

«Tutti i settori – dice Vilma Gaillard – sono abbastanza in sofferenza, in particolare industria e edilizia e costruzioni».

Per Giancarlo Giachino «i mesi trascorsi hanno acutizzato tutte le debolezze della nostra già fragile economia e le difficoltà in Valle d’Aosta hanno riguardato in maniera generalizzata un po’ tutti i settori con una qualche maggiore difficoltà che è emersa dai risultati della nostra ultima indagine congiunturale per il settore dei servizi».

Nel giudizio del presidente di Confindustria Valle d’Aosta «le imprese tuttavia hanno mostrato un elevato grado di resilienza e di vitalità in questo delicato frangente e molte realtà hanno approfittato del periodo di crisi per ripensare i modelli produttivi per riaffacciarsi sui mercati con nuovo slancio e in maniera più performante di quanto non avvenisse prima».

Per quanto riguarda il settore allargato della metalmeccanica, il segretario della Fiom valdostana Fabrizio Graziola puntualizza che «la situazione è variegata e non tutte le realtà vanno male. Aziende strutturate come Engineering e St Microelectronics, con attività ad alto valore aggiunto e forte componente di ricerca, vanno bene».

Ci sono, però, fonti di preoccupazione per la Fiom: «Diverse aziende che seguiamo denunciano cali di fatturato e ordinativi – spiega Graziola –. Alla Cogne Acciai Speciali (che è la più importante azienda in Valle per dimensioni e storia) la produzione diversificata ha andamenti differenti a seconda dei diversi mercati di sbocco». Il faro del sindacato è puntato soprattutto «sull’evoluzione della situazione alla Shilo - sottolinea Fabrizio Graziola –, che sta vivendo un periodo complesso e per la quale a giugno scorso il Tribunale ha accolto la richiesta di concordato. Ora c’è qualche segnale positivo dal fronte degli ordinativi – anche dal comparto automotive – e il commissario presenterà il nuovo piano industriale entro la fine dell’anno».

A preoccupare Graziola è anche il destino dei contratti a tempo determinato in scadenza a fine anno.

Per Vilma Gaillard «un ruolo importante nel gestire la situazione lo avra anche la Regione: da poco ci sono state le elezioni e ci auguriamo che si possa ora contare su un periodo di stabilità che favorisca il confronto e il dialogo. Non dimentichiamoci poi del peso significativo degli investimenti pubblici soprattutto in un territorio come il nostro».

Confindustria Valle d’Aosta sta mettendo a punto i preparativi per la prossima assemblea generale, in programma il 23 di ottobre, alla quale è attesa la partecipazione del presidente nazionale Carlo Bonomi. Il tema dei lavori è di stretta attualità: “Insieme per un futuro più sostenibile”.

Il presidente delle imprese valdostane, Giachino, intanto, fa una riflessione su quello che pottrà essere il futuro prossimo dell’economia locale:

«Si tratterà di affrontare la situazione giorno per giorno e sicuramente le aziende che lavorano maggiormente con l’estero potrebbero subire in questa fase in cui l’epidemia di Covid-19 non è ancora sotto controllo i contraccolpi più pesanti. E anche le aziende che in Valle lavorano per l’automotive potrebbero risentire della crisi del settore».

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