L’alleanza

Valle d’Aosta, Toscana e Umbria unite nel Confidi Centro Nord

Una realtà con 3.500 soci, 34 milioni di euro di patrimonio e oltre 155 milioni di garanzie
Pierre Noussan: «Matrimonio perfetto in quest’epoca di Covid, con grandi opportunità di sviluppo»

di Carlo Andrea Finotto

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 Sono 3.500 le imprese associate. La sede legale è ad Aosta e la direzione generale a Firenze. Nel cda anche Filippo Gerard, presidente degli albergatori valdostani

Una realtà con 3.500 soci, 34 milioni di euro di patrimonio e oltre 155 milioni di garanzie
Pierre Noussan: «Matrimonio perfetto in quest’epoca di Covid, con grandi opportunità di sviluppo»


3' di lettura

Si chiama Confidi Centro Nord ed è il frutto della fusione tra i confidi Valle d’Aosta e Confidi Centro, che rappresenta Toscana e Umbria. La nuova realtà conta oltre 3.500 soci, un patrimonio di 34 milioni di euro, garanzie per oltre 155 milioni di euro e un CET1 pari al 35%, ben sopra al 6% stabilito dalle autorità di vigilanza.
A inizio gennaio 2021 si è concretizzato un percorso iniziato nel 2019 e proseguito sotto la supervisione di Banca d’Italia, che da tempo sollecita una ristrutturazione del settore con la creazione di soggetti più solidi anche attraverso processi di aggregazione.
La nuova struttura ha sede legale ad Aosta , direzione generale a Firenze e un’unità locale a Terni; conta su 21 collaboratori distribuiti nelle 3 sedi coordinate dalla direttrice Silvia Puliti. La presidenza del nuovo organismo – a rotazione fra Toscana e Valle d’Aosta – è stata affidata per i primi tre anni a Pierre Noussan, affiancato dai vice presidenti Antonio Paci e Silvio Pascolini, in rappresentanza rispettivamente della Toscana e dell’Umbria.
«Il progetto di fusione – spiega Noussan – è partito da due realtà appartenenti a Federconfidi e, quindi con una forte matrice confindustriale. Prima di arrivare a quello che definisco “un matrimonio perfetto” ai tempi della pandemia, sia noi come Confidi Valle d’Aosta, sia Confidi Centro avevamo vagliato anche altre possibili alleanze, ma alla fine questa è sembrata ad entrambi la soluzione migliore: l’intesa è stata facile tra persone che fanno impresa. Ci siamo integrati reciprocamente anche come settori produttivi. Ad accomunarci erano i volumi gestiti, organigramma simili e l’approccio imprenditoriale».
Pierre Noussan e Franco Bernardini – allora presidente di Confidi Centro – ci hanno creduto e hanno portato a termine la fusione. «Ci sono volute perseveranza e capacità di mediazione – ricorda Noussan – per realizzare un progetto che guardasse oltre i confini regionali e coniugasse obiettivi e metodologie tipiche dell’impresa privata con valori sociali condivisi quali mutualità e sostenibilità».
Il nuovo consiglio di amministrazione di Confidi Centro Nord conta 12 consiglieri, tutti imprenditori, tra i quali anche Filippo Gerard, presidente Federalberghi Valle d’Aosta, «che porta in dote la sua esperienza in un settore strategico quale quello del turismo di grande rilevanza nelle tre regioni anche se in grande difficoltà».
Il 2020, anno del covid e del lockdown, imprimendo una spinta alla digitalizzazione ha, in qualche modo, favorito anche sinergie tra territori non contigui, come nel caso del nuovo Confidi Centro Nord. E secondo il presidente «il mondo dei confidi avrà ulteriori evoluzioni nei prossimi mesi che determineranno profondi cambiamenti e ulteriori aggregazioni – attualmente sono attivi 33 confidi vigilati da Banca d’Italia – anche attraverso auspicabili sinergie con il mondo finanziario senza però perdere l’obiettivo finale che sono le imprese, i territori e le loro specificità».
Le sinergie consentono di abbattere i costi a livello di struttura e sul fronte informatico e digitale, oltre a consentire un salto di qualità sul versante dei servizi offerti agli associati.
«Questo – chiarisce il presidente – è un tema caldo e presente. In passato tutti avevamo una matrice prevalentemente mutualistica di aiuto sui territori. Ora, anche in seguito ai nuovi parametri richiesti dall’autorità di vigilanza, siamo di fatto soggetti economici con caratteristiche molto simili a quelle di una banca, ma sempre con un forte legame e un profondo know how sui territori». Caratteristiche che aprono nuove prospettive, secondo Noussan, da un lato ponendo i Confidi come interlocutori privilegiati delle istituzioni regionali e degli istituti di credito e, dall’altro mettendoli nelle condizioni di offrire servizi finanziari e di consulenza sia alle società in house delle regioni sia alle imprese con l’obiettivo di creare crescita e valore.

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