Vacanze

Valle d’Aosta, il turismo torna sulle piste da sci Gli stranieri nicchiano

di Enrico Netti

Crescono i turisti che assicurano la propria vacanza

3' di lettura

Per il momento a vincere sembra essere la voglia di sport, di tornare sugli sci, di tornare sulle piste. «Le prenotazioni hanno visto un certo rallentamento a seguito delle notizie che arrivano dall’Alto Adige ma continuano ad arrivare - premette Filippo Gerard, presidente Federalberghi Valle d’Aosta -. Registriamo un leggero aumento delle cancellazioni e molti albergatori agevolano la flessibilità nei cambi data, chiedono la caparra all’ultimo mentre si registra una crescita delle assicurazioni della vacanza». Si guarda con fiducia al via della stagione con il presupposto che gli impianti saranno accessibili agli sciatori vaccinati. «Ma si deve capire cosa accadrà con gli ospiti stranieri che dovranno avere il green pass europeo - avverte Gerard -. Per una stagione serena la regione dovrà essere in zona bianca e con gli impianti aperti».
Anche Alessio Berthod, presidente degli albergatori di Courmayeur, relativamente all’andamento delle prenotazioni è ottimista. «Al momento il trend è abbastanza buono sia per il Ponte dell’Immacolata che per Natale-Capodanno e il successivo periodo delle settimane bianche - spiega -. Riceviamo inoltre richieste di clienti che avevano prenotato in Alto Adige e ora pensano di venire a Courmayeur». Berthod si lascia anche sfuggire una amara riflessione. «Certo sembra di essere in guerra e quello che deprime noi imprenditori è la mancanza di certezze, la confusione assoluta di fronte all’evoluzione del Covid-19 che si trascina di mese in mese senza vedere la fine del tunnel. Continuiamo a non avere certezze perché ci sembra di ritornare all’ottobre 2020».
«Le prenotazioni per il ponte dell’Immacolata e per Natale stanno andando bene, non si sono registrate particolari contrazioni o cancellazioni nelle ultime settimane rispetto alle notizie non positive sui contagi - premette Alessandro Cavaliere, amministratore delegato di Alpissima Hotels, gruppo con 5 alberghi, a Courmayeur, La Thuile e Aosta con un totale di 250 camere, circa 600 posti letti e con uno staff di 170 collaboratori -. Il resto dell’inverno, dopo l’Epifania, è invece un po’ in stand by perché non è ancora chiara come verrà affrontata la situazione invernale nei principali paesi europei e la situazione dell’Austria crea un precedente che spaventa molto i turisti». Un clima d’incertezza che potrebbe portare gli appassionati a prenotare week end e settimane bianche last minute. «Eravamo partiti in anticipo, dall’estate con le prenotazioni: la voglia di sciare è altissima e quella che chiamiamo la “booking window”, la finestra che separa il momento in cui si prenota dal soggiorno, si è allungata - continua Cavaliere -. Per quanto riguarda l’Italia, il rinnovo dei decreti e delle misure non può che agevolare la situazione e dare sicurezza per l’inverno». Restano invece al palo, quasi gelati dalla pandemia, gli arrivi dall’estero. «Per l’incoming non siamo di fronte ai numeri che avevamo abitualmente. In Valle D’Aosta il principale mercato estero è quello del Regno Unito: le prenotazioni, soprattutto dai grandi tour operator come Interski, stanno arrivando ma sono molto al di sotto dell’epoca pre-covid». Infatti negli ultimi 10-15 anni l’equilibrio tra mercato nazionale e presenze di stranieri si attestava a favore degli stranieri, ora si è invertita la tendenza. «È aumentato il turismo italiano e si registra per quanto riguarda gli arrivi dall’estero un turismo di prossimità da Francia e Svizzera, mentre le prenotazioni da paesi come Russia, Usa, Olanda e Svezia sono ancora esigue» conclude l’ad che prova a fare una previsione sulla stagione bianca. «Un buon risultato sarebbe chiudere l’inverno con un 30% di presenze straniere e un 70% di italiane, anche se sono numeri ancora in divenire. I segnali positivi di ripartenza ci sono e sono molti, come i numeri dell’ottobre (solitamente un mese molto scarico per la Valle d’Aosta) appena trascorso che ha registrato una crescita anche rispetto al 2019».

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