bene anche l’export

Valle d’Aosta, il turismo traina con 3,6 milioni di pernottamenti

Il 2018 è stato un anno record ma nel perido della crisi il valore aggiunto regionale ha perso terreno e il recupero è lento

di Filomena Greco


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2' di lettura

Il turismo resta il driver dell’economia valdostana con un 2018 a livelli quasi record, mentre la ripresa dell’industria continua ma rallenta rispetto ai ritmi del 2017 e il mercato immobiliare resta in fase di recupero. Ma la regione alpina resta inchiodata ad un valore aggiunto inferiore di oltre il 9%, in termini reali, rispetto ai livelli pre-crisi: è quanto certifica l’ultimo lavoro della Banca d’Italia sulle economie regionali.

Nel 2018 l’attività nel settore turistico si è attestata su livelli alti, con un auemnto degli stranieri e pernottamenti che hanno superato i 3,6 milioni, il valore più alto dell'ultimo decennio. Regno Unito, Francia, Svezia e Svizzera restano i paesi di riferimento di chi sceglie la Valle d’Aosta, sebbene l’andamento non sia omogeneo in tutta l’area: vanno bene i comprensori tradizionalmente più forti e più conosciute all’estero, come Monte Bianco – dove le presenze complessive hanno superato per la prima volta la soglia di un milione – e Cervino, mentre fanno più fatica le altre zone.

Pesa sull’industria valdostana e sulle esportazioni il settore metallurgico, con la Cogne Acciai. Nel 2018, in particolare, le esportazioni hanno continuato a crescre anche se in misura inferiore rispetto al 2017, ma comunque sopra la media nazionale grazie al contributo del comparto metallurgico, che rappresenta quasi il 60% dell’export valdostano.

L’occupazione è cresciuta a tassi moderati, dello 0,5% l’anno scorso, merito soprattutto di servizi del commercio, alberghi e ristorazione. Il tasso di disoccupazione è ancora diminuito di 0,8 punti percentuali, al 7% nel corso del 2018. Buono l’andamento dei contratti di lavoro stagionale, che rappresentano oltre un terzo delle nuove posizioni lavorative, si attestano su livelli positivi le assunzioni nette a tempo indeterminato.

Se il valore aggiunto regionale sconta un gap di oltre 9 punti percentuali rispetto al 2007, anno precedente alla crisi, il reddito delle famiglie ha perso circa 11 punti. Nel 2018 comunque c’è stato un ulteriore recupero e sia il reddito disponibile sia la ricchezza pro capite si collocano su livelli superiori alla media del Paese. La dinamica dei redditi dal 2014 al 2017 è stata sostenuta dai trasferimenti pubblici netti, mentre le altre componenti del reddito hanno mediamente registrato un calo.

In base alle stime della banca d’Italia, la ricchezza netta delle famiglie valdostane ammonta a oltre 30 miliardi di euro, 11,4 volte il reddito disponibile, 241.000 euro pro capite, il 50% in più rispetto alla media nazionale. Inoltre il peso del debito delle famiglie verso banche e finanziarie si atesta su livelli inferiori rispetto alla media: nel 2018 il
rapporto tra debito e reddito disponibile era al 37,1% a fronte del 49,9 della media nazionale e del 51,2 del Nord Ovest.

L'andamento dei prestiti bancari al settore privato non finanziario si è indebolito, dopo la significativa crescita registrata nel corso del 2017, mentre il tasso di deterioramento del credito è rimasto stabile.

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