le elezioni in francia

Valls: voto Macron al primo turno, non rischiamo sulla Le Pen

dal corrispondente Marco Moussanet

Manuel Valls (a destra) ed Emmanuel Macron all’Eliseo nel luglio 2015: all’epoca erano rispettivamente premier e ministro dell’Economia

2' di lettura

PARIGI - L’ex premier socialista Manuel Valls voterà per il candidato indipendente Emmanuel Macron fin dal primo turno delle presidenziali, e non per il vincitore delle primarie del suo partito, Benoit Hamon. L’annuncio, arrivato questa mattina, era largamente atteso. Valls - che ha guidato il Governo per due anni, tra il 2014 e il 2016, dopo la svolta riformista di Hollande – è il principale esponente dell’ala moderata del partito socialista. Mentre Hamon è il leader dell’ala sinistra e ha fatto parte dei “frondisti” che hanno fatto di tutto per ostacolare l’esecutivo Valls.

Nonostante l’impegno assunto ai tempi delle primarie (tutti i candidati avevano garantito che avrebbero sostenuto il vincitore) e i contrasti che ha avuto con quello che allora era il “suo” ministro dell’Economia, Valls ha quindi deciso. Certo spinto anche dai sondaggi, che assegnano a Hamon il quinto posto, con meno della metà dei consensi di Macron. L’unico che sembra apparentemente in grado di evitare che l’Eliseo venga conquistato dall’estrema destra eurofoba di Marine Le Pen. «Non è un’adesione, ma una presa di posizione responsabile - ha detto stamattina a BFM-TV Manuel Valls - temo un’astensione forte, mi stupisce che non si parli di più del rischio Front National. Non rischierò niente per la Repubblica, per la Francia». Di diverso avviso il segretario del Ps Jean-Christophe Cambadelis, che in una lettera ai militanti ha minacciato che «chi sta con Macron non è più nel Partito socialista». Cambadelis, citato da BFM-TV, ha messo in guardia tutti coloro che volessero seguire l'esempio di Valls: «La nostra posizione è semplice: Benoit Hamon è il candidato uscito dalle primarie, legittimato da una convention unanime. Quelli che sono andati con En Marche non sono quindi più nel Partito socialista».

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Il sostegno di Valls – che giunge dopo quello di altri pesi massimi della “destra” del partito, dall’ex sindaco di Parigi Bernard Delanoe al ministro della Difesa (e presidente della Bretagna) Jean-Yves Le Drian – non è stato peraltro accolto con particolare entusiasmo da Macron. Che ha fatto dell’indipendenza assoluta dagli apparati di partito la propria carta vincente e che, non a caso proprio alla vigilia dell’annuncio dell’ex premier, ha organizzato precipitosamente una conferenza stampa per ribadire che le sue scelte (politiche e di uomini) saranno totalmente autonome da eventuali pressioni dei politici di professione. In nome di un «radicale rinnovamento delle pratiche politiche e delle facce».

Nel frattempo la Procura finanziaria ha notificato alla moglie di François Fillon, il candidato della destra ormai distanziato nei sondaggi, l’avviso di garanzia per «complicità nella distrazione di fondi pubblici».

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