innovazione

Valpolitech, debutta l’etichetta elettronica

di Micaela Cappellini


2' di lettura

Innovazione sì, ma sostenibile. È con questa filosofia che il Consorzio di tutela dei vini Valpolicella ha dato vita a Valpolitech, la prima manifestazione dedicata alle tecnologie green in vigna e in cantina. L’edizione autunnale 2019 apre i battenti oggi a Nesente di Valpantena, in provincia di Verona, ospitata dall’azienda agricola Miranda di Capurso.

Quello di settembre è un appuntamento interamente dedicato ai macchinari per la lavorazione dei mosti e dei vini. Un esempio sono i sistemi di pompaggio e le macchine riempitrici a bassa dissoluzione di ossigeno, che durante le operazioni di travaso e di imbottigliamento permettono di ridurre sostanzialmente – o addirittura di evitare – l’aggiunta di solfiti alle masse in lavorazione. L’anidride solforosa è ancora oggi il principale strumento per il controllo della stabilità chimico-fisica e microbiologica in vinificazione, grazie alle sue proprietà antibatteriche e antiossidanti. Il suo livello deve tuttavia essere tenuto sotto controllo a causa della sua tossicità: tecnologie come queste, che permettono un minimo contatto del mosto e del vino con l’ossigeno, consentono potenzialmente la produzione di vini senza solfiti aggiunti. Un altro esempio di tecnologie orientate alla sostenibilità sono i rilevatori di anidride carbonica. La CO2 è un gas inodore, incolore e tossico che viene prodotto durante la vinificazione: questi sensori riescono a rilevare il gas anche a basse concentrazioni, garantendo la salute dei luoghi di lavoro.

A Valpolitech quest’anno viene presentato anche un sistema di etichette elettroniche applicate ai vasi vinari per visualizzare e aggiornare in tempo reale tutte le informazioni sul contenuto di serbatoi d’acciaio, cemento e barriques. Questi supporti elettronici sostituiscono i fogli di carta, sono installabili senza cablaggi e permettono un aggiornamento continuo dei dati dei serbatoi, garantendo la tracciabilità.

Per Olga Bussinello, direttore del Consorzio, «Valpolitech rappresenta la naturale prosecuzione del percorso intrapreso dal consorzio con il progetto RRR: riduci, rispetta, risparmia. Un progetto pionieristico di certificazione che garantisce che le uve di un determinato agricoltore sono state ottenute nel rispetto dell’ambiente e del territorio e che il vino ottenuto può definirsi sostenibile perché è stata utilizzata la minor quantità possibile di difesa fitosanitaria». Se superano l’esame dell'ente certificatore terzo, gli agricoltori possono apporre il marchio RRR su tutte le bottiglie. «La sostenibilità - conclude Bussinello - è oggi una parola chiave che coinvolge territorio, produzione, prodotto e mercato. Una nuova consapevolezza, questa, che porta il consorzio a rispondere alle esigenze sempre più specifiche, anche da parte delle aziende, in tema di formazione, informazione e innovazione».

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