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Valute e digitale, il matrimonio che funziona per contrastare le crisi finanziarie in un mercato senza confini

Crescita a tripla cifra per le Stablecoin, che hanno inaugurato nuovi trend di scambi, acquisti e vendite. Il caso di EURST

3' di lettura

Le trasformazioni in atto nei servizi finanziari in seguito alla rivoluzione digitale rischiano di accelerare e intensificare le spinte che indeboliscono l'euro, pesando sulla sua stabilità e sulla sua forza negli scambi internazionali. Oltre agli sbalzi legati a crisi, virus e speculazioni, a penalizzare la nostra valuta è la natura stessa del Continente Europa. Che, a differenza degli Usa, è un insieme di Stati membri diversi, non un gruppo di territori che rispondono a un unico governo centrale. E l’interdipendenza economica tra i vari Paesi creata dall'euro determina inevitabilmente conflitti e screzi, letteralmente esplosi in alcune situazioni limite come quella della Grecia.

Il ruolo delle monete digitali - Tali tensioni si esprimono sul piano politico, ma anche economico. Per cercare di contrastare i limiti della valuta unica sono fiorite negli ultimi tempi le monete digitali, le cosiddette Stablecoin, con un'offerta cresciuta del 322% nel 2020 per passare da un valore complessivo di 5,9 a 24,8 miliardi di dollari. Sono monete che, per la loro natura “elettronica”, superano i limiti della “vecchia” moneta cartacea, dimensione a cui l'euro rimane indissolubilmente legato. E' questo il quadro in cui intende collocarsi EURST Stablecoin: una valuta hi-tech che si pone l’obiettivo di contrastare con efficacia le forze che “remano” contro l’euro.

Garantita dalla Fed - La moneta digitale è stata presentata alla Borsa di Monaco il 22 luglio ed è già stata lanciata in forma di test. L’obiettivo dei suoi emittenti è quello di uno scambio paritario tra dollaro ed euro grazie alla garanzia della Federal Reserve e di Wallex Trust, il “servizio custodia” di Wallex, un fornitore di soluzioni finanziarie di nuova generazione per privati e aziende che fa da “portafoglio” per EURST.

Il punto di forza del prodotto, secondo il fondatore Simone Mazzuca, è “la separazione tra emittente e garante, che nel nostro caso sono ben distinti”. Emesso come token sulla rete Ethereum, EURST può contare sulla garanzia della Banca centrale Usa. “A differenza degli altri emittenti di Stablecoin - chiarisce Mazzuca -, noi abbiamo un conto presso un ’custode’ alla Federal Reserve. Ci siamo quindi affidati a una ’third party’ che garantisce per noi, assicurandoci credibilità”.

Nel “sistema automatico” che regola EURST entra in gioco la “blockchain”, la tecnologia che garantisce sicurezza e privacy, assicurano i gestori. “Sulle fondamenta di tale tecnologia abbiamo costruito i nostri quattro pilastri: il conto di accredito, quello garantito dalla Federal Reserve; la garanzia di trasparenza, assicurata dal meccanismo del ’portafoglio’ Wallex, con le procedure di riconoscimento delle persone (Know your customer) e delle aziende (Know your business); la privacy viene tutelata dai servizi di custodia esercitati tramite un trust anti-riciclaggio; infine, fondi e scambi vengono monitorati in tempo reale grazie alla tecnologia del sistema”.

Il servizio offerto, rivolto ai consumatori privati e business, è una soluzione di pagamento rapida e senza frontiere. EURST permette infatti di spostare fondi a livello globale in un tempo massimo di 40 minuti passando attraverso i mercati che utilizzano il dollaro Usa, in modo da garantire agli utenti un accesso più veloce al mercato europeo pur senza disporre di un conto in dollari. Un modo per tentare di dare una risposta a un mercato in continua evoluzione, sempre più alla ricerca di sistemi fluidi, veloci, automatizzati.

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